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Lo strano e (in)sostenibile caso del latte non lat*e

L’azienda belga Alpro lancia il nuovo packaging con la scritta “Questo non è lat*e”. Definirla “una trovata” è giusto; “originale”, un po' meno. 

In Italia 1 persona su 10 preferisce il latte vegetale a quello animale. Secondo un rapporto di Everli, il 12% degli abitanti della Penisola lo beve abitualmente, per intolleranze al latte animale e proteine del latte, per il minore contenuto calorico, per la maggiore digeribilità, per l’alto valore vitaminico, per un minore impatto sull’ambiente.

Da alcuni anni, nei Paesi dell’Unione Europa, i produttori di bevande vegetali, ad esempio quelle a base di soia o avena, non possono riportare in etichetta la scritta “latte”, per non trarre in inganno i consumatori, non trattandosi di prodotti lattiero-caseari. 

Tuttavia c’è in azienda che ha raggirato la norma, senza commettere violazione, con un semplice stratagemma.

L’azienda belga Alpro lancia il nuovo packaging con la scritta Questo non è lat*e”. Più in basso, ovviamente, non poteva mancare la dicitura “bevanda 100% vegetale gusto latte” e “Avena” nell’angolo in basso a sinistra.

Una trovata di marketing definita originale da molti professionisti del settore, che hanno pubblicizzato sui social, creando un certo hype.

Definirla “una trovata” è giusto; “originale”, un po’ meno. 

Infatti l’azienda americana NotMilk aveva già promosso lo stesso packaging, ma in modo molto più trasparente nei confronti dei propri consumatori. NotMilk persegue infatti i concetti di sostenibilità, mostrando non solo la composizione ma attraverso il sito web, l’impatto ambientale che ne deriva dal consumo.

Sfatato il concetto di originalità, possiamo davvero definire la strategia di packaging di Alpro una trovata di marketing geniale?

Ricordiamoci sempre che gli acquirenti meno attenti potrebbero trovarsi un po’ spiazzati di fronte ad una confezione del genere e questo non rientra nei concetti di trasparenza e onesta che dovrebbe perseguire un’impresa sostenibile.

Laura Ruggiero

Digital Strategist, Sustainability Communication Strategist e Influencer Marketing Expert. Responsabile del marketing digitale e della comunicazione per Sostenabitaly, ha ideato campagne nazionali e internazionali del calibro di Gladiator Live in Rome, Non Chiamateci Eroi e Put it on screen. Formatrice e docente dal 2015, è l’ideatrice dell’Exsense Marketing e dell’Hive Method. Tiene corsi per aziende e università, nonché lezioni rivolte ai giovani, sulla digitalizzazione e la sostenibilità, presso istituti scolastici.
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