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CONSUMERISMO no profit: «Dopo il fallimento del Carrello Tricolore, il Governo ripropone una misura cosmetica che favorisce i grandi operatori a discapito delle famiglie. Si scelga: o si tutela il cittadino o si assecondano i gruppi elettrici»
Roma, 19 febbraio 2026 – L’introduzione del cosiddetto “bollino sconto” all’interno del DDL Bollette viene accolta con estrema fermezza da CONSUMERISMO no profit. La misura, che ricalca l’esperienza fallimentare del “Carrello Tricolore”, appare priva di efficacia reale e strutturalmente sbilanciata a favore delle grandi aziende del settore energetico.
È necessario ricordare l’esito del precedente esperimento applicato alla distribuzione organizzata: una misura che si è scontrata con l’indice d’inflazione, portando a un aumento della spesa stimato nel 30% e all’apertura di un’istruttoria da parte dell’AGCM per presunte pratiche commerciali scorrette e abusi di posizione dominante. Replicare oggi lo stesso schema nel mercato dell’energia rappresenta un errore metodologico e politico.
L’irrilevanza dei numeri e il paradosso dei consumi
Il meccanismo previsto rasenta l’irrilevanza statistica: uno sconto di appena 0,12 centesimi di euro a kWh, destinato esclusivamente a una platea ristrettissima (ISEE sotto i 25.000 euro e consumi inferiori a 500 kWh a bimestre).
Considerando che il valore dell’elemento PE definito dalla deliberazione ARERA 428/2025/R/eel per l’ultimo trimestre 2025 è pari a 12,853 c€/kWh (pari a 0,12853 €/kWh), il risparmio massimo teorico sarebbe di circa 20 euro al mese. Tuttavia, tale beneficio è raggiungibile solo se non si consuma energia elettrica o se si riesce a vivere quasi totalmente fuori dalla rete.
«Siamo di fronte alla più grande operazione di distrazione di massa del settore», dichiara CONSUMERISMO no profit. «In un sistema tariffario dove la riduzione dei consumi paradossalmente aumenta l’incidenza dei costi fissi – eredità della riforma del 2017 – proporre uno sconto di frazioni di centesimo è offensivo per chi fatica a pagare le fatture. Il meccanismo, inoltre, sembra applicabile solo dai soggetti che gestiscono l’intera filiera: produzione, distribuzione e vendita. Manca solo il nome e il cognome degli operatori beneficiari».
La riforma tradita e il peso dei costi fissi
Il vero nodo resta la struttura della bolletta italiana. La riforma tariffaria degli anni passati ha penalizzato il risparmio energetico: oggi, meno si consuma, più pesano gli oneri fissi e proporzionali. Che si tratti di prima casa, seconda casa o utenze condominiali, il cittadino paga cifre esorbitanti anche a fronte di consumi minimi.
Questa impostazione sembra seguire esclusivamente i desiderata dei grandi distributori nazionali, rendendo le politiche dei bonus meri trasferimenti di fondi pubblici verso i bilanci delle società energetiche. I lobbisti di colossi come Enel, Acea e A2A sembrano aver prevalso ancora una volta sulle necessità tecniche e sociali del Paese.
Conclusioni e monito al Governo
CONSUMERISMO no profit esprime profonda preoccupazione per l’esposizione della Presidenza del Consiglio su una misura definibile come una “pagliacciata” tecnica.
«Il tempo delle promesse elettorali sulla pelle dei consumatori è scaduto. Se la politica decide di agire esclusivamente per conto degli operatori, dei distributori e dei venditori, abbia il coraggio di chiedere il consenso direttamente a loro e non ai cittadini. Avvisiamo il Governo: la tenuta sociale e il giudizio degli elettori passeranno inevitabilmente per il costo reale delle bollette, non per bollini di facciata».




