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Stop alle bustine monouso: cosa cambia davvero nei bar e nei ristoranti con le nuove regole europee

Il Regolamento UE sugli imballaggi introduce un percorso graduale che porterà dal 2030 al divieto di molte monodosi in plastica nel settore Horeca, dal ketchup allo zucchero, con l’obiettivo di ridurre i rifiuti e favorire il riutilizzo

Sta circolando in questi giorni una notizia destinata a far discutere, l’Europa dice addio alle bustine monouso di ketchup e maionese. Il tema è reale, ma va chiarito bene, perché il rischio di confusione è alto e, quando si parla di regole che incidono sulle abitudini quotidiane, la precisione conta.

La base è il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, un testo che vale direttamente in tutti gli Stati membri e che punta a ridurre i rifiuti da packaging, aumentando riutilizzo, ricarica e riciclo. Il punto chiave è questo, le restrizioni più visibili per i consumatori nel settore della ristorazione non scattano “subito”, il divieto di immettere sul mercato molte confezioni monouso in plastica destinate al consumo sul posto, comprese le monodosi di salse e condimenti, è fissato dal 1° gennaio 2030. È quindi corretto parlare di una direzione già tracciata e di un percorso che porta a quel traguardo, più che di una sparizione immediata delle bustine già nel 2026.

Dal 12 agosto 2026, però, il Regolamento diventa applicabile e iniziano obblighi e requisiti che spingono il mercato verso il cambiamento. È un passaggio importante perché segna l’avvio della fase operativa, fatta di adeguamenti tecnici e organizzativi che, nei fatti, renderanno sempre meno conveniente continuare a puntare su formati monouso difficili da gestire e, spesso, complessi da riciclare.

Per i cittadini, il punto di interesse non è solo ambientale, ma anche pratico. Nei prossimi anni potremo vedere più spesso dispenser, contenitori ricaricabili e formati più “intelligenti” nei locali, con un impatto potenzialmente positivo sulla riduzione degli sprechi e sulla pulizia degli spazi, soprattutto all’aperto. Se la transizione sarà fatta bene, il vantaggio sarà doppio, meno rifiuti e un servizio più ordinato.

C’è poi un aspetto che riguarda l’efficacia, queste misure funzionano davvero se sono accompagnate da alternative comode e igienicamente sicure. La monodose, infatti, è stata per anni la risposta più semplice a esigenze legittime come sicurezza alimentare, standardizzazione e rapidità. Ora la sfida è mantenere quelle garanzie con soluzioni riutilizzabili che non scarichino costi e complicazioni solo su esercenti e consumatori.

Per questo è importante distinguere tra titolo d’effetto e realtà normativa. L’Europa non sta imponendo un cambio di abitudini “da domani mattina”, ma sta costruendo un calendario che orienta produzione e consumi verso un modello più sostenibile. E la vera utilità per i cittadini si misurerà sul campo, in base a tre elementi semplici, chiarezza delle regole, controlli coerenti e alternative pratiche che non facciano rimpiangere il passato.

Barbara Molinario

Barbara Molinario è giornalista ed esperta di comunicazione, con oltre venticinque anni di esperienza. Opinionista indipendente, interviene su temi legati alla sostenibilità, ai consumi e alla tutela dei consumatori. Collabora con numerose testate giornalistiche, agenzie stampa, web, radio e TV nazionali tra cui Tg1, Tg2, Tg3, Uno Mattina, Agorà, Restart, Mi Manda Rai3, Mattino 5, Tg Poste, e tante altre. Speaker radiofonica; esperta di moda e costume, è direttrice del magazine Fashion News Magazine. Segretaria generale dell’associazione Consumerismo no profit, si occupa di promozione dei diritti dei cittadini e sensibilizzazione sociale. È inoltre Presidente dell’associazione Road to green 2020, con cui promuove la sostenibilità ambientale attraverso il forum internazionale “La città del futuro” e il contest #roadtogreen, che valorizza artisti, designer e innovatori. Con il progetto Road to pink da voce alle donne ed è attivamente impegnata nella lotta contro la violenza di genere. Project manager, progettista di interventi per privati e bandi pubblici, opera nei settori dell’impresa e del sociale, sviluppando iniziative ad alto impatto culturale, ambientale ed educativo. È attivista nel campo della tutela e formazione dei minori, conta all’attivo progetti come Legal Love e Mangio dopo, che affrontano temi legati al benessere psico-fisico dei più giovani, collaborando con scuole e istituzioni pubbliche. Docente di comunicazione, ufficio stampa, pubbliche relazioni e organizzazione eventi, è amministratore della società DBG Management & Consulting srl ed è tra i soci fondatori del Convention Bureau Roma e Lazio. È stata per anni attiva nel sistema Confindustria. Tra le sue pubblicazioni e produzioni: Combattere il cyberbullismo. Riconoscere le Fake News. Gestire gli haters. Zero, il libretto interattivo contro lo spreco del cibo. Riciclare è un’arte; Sostenibilità nell’industria della moda, tra nuovi trend, falsi miti.

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