AcquistiNotizieOsservatorio OS.C.A.R.

Braun Skin i-Expert: libera dai peli per due anni. Vero o falso?

Avviata istruttoria nei confronti di Procter & Gamble S.r.l. per pubblicità ingannevole

L’avvio dell’istruttoria da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti di Procter & Gamble S.r.l. per la campagna promozionale dell’epilatore Braun Skin i-Expert solleva interrogativi che superano la singola pratica commerciale e toccano il cuore dell’etica d’impresa. Al centro della contestazione vi è l’utilizzo di claim come “libera dai peli per due anni“, un messaggio che, secondo l’Autorità, enfatizzerebbe in modo ingannevole l’efficacia del dispositivo senza una documentata e adeguata prova scientifica.

Ciò che appare realmente incomprensibile è come una multinazionale di questo calibro, dotata di reparti legali, strutture di compliance e agenzie di comunicazione di livello globale, possa incorrere in errori di valutazione così grossolani. Proporre una promessa così netta e temporale su un processo biologico complesso rappresenta una forma di presunzione comunicativa che il mercato odierno non può più assorbire senza reagire. Quando la comunicazione sacrifica la verità dei fatti sull’altare del claim d’impatto, non si commette solo un errore tecnico di marketing, ma si incrina deliberatamente il patto di fiducia con il consumatore.

Il rischio insito in questo genere di messaggi è multidimensionale e profondo. Da un lato vi è il danno economico diretto per il cittadino, che orienta una scelta d’acquisto rilevante basandosi su una promessa di durata che rischia di non concretizzarsi mai. Dall’altro, queste pratiche distorcono la concorrenza, penalizzando quelle realtà che scelgono la via della trasparenza e del limite reale del prodotto. Ma il pericolo più subdolo resta il rischio di rigetto sistemico: quando la realtà dell’uso quotidiano smentisce sistematicamente la promessa pubblicitaria, il danno reputazionale finisce per colpire l’intero settore tecnologico, alimentando un clima di scetticismo diffuso.

Osserviamo con profondo sconcerto la reiterazione di schemi comunicativi che appartengono a un’epoca pre-etica e che ignorano i principi del , dove ogni azione commerciale deve essere fondata sulla coerenza tra visione e impatto reale. La meraviglia non risiede nell’intervento dell’Autorità, che svolge con puntualità il proprio compito di tutela, ma nella persistente scelta di grandi player di percorrere il confine dell’ingannevolezza. Per una realtà come P&G, una simile condotta non può essere derubricata a semplice svista, ma va letta come una preoccupante disconnessione tra la propria identità aziendale e la necessaria responsabilità pubblica.

Luigi Gabriele

Presidente di Consumerismo no Profit, e responsabile editoriale di Consumerismo.it. Segno zodiacale Cancro. Laurea in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma (indirizzo politico-amministrativo, per chi ancora crede nelle etichette), giornalista e comunicatore pubblico regolarmente censito nelle rispettive anagrafi di categoria. Ha trascorso gli anni della formazione tra aule accademiche e palazzi del potere, specializzandosi in affari regolatori e relazioni istituzionali, prima di capire che il vero potere risiede nel portafoglio (spesso vuoto) del cittadino. Dal 2008 ha scelto la trincea del sociale come attivista, trasformandosi nell'incubo dei "cartelli" e nella voce fuori dal coro per la tutela dei consumatori. In questo ambito è diventato il volto e la parola delle principali organizzazioni del settore, prestando la propria expertise a molti gruppi di lavoro del Ministero dello Sviluppo Economico e alle Commissioni Parlamentari, dove tenta quotidianamente di tradurre i testi legislativi in una lingua comprensibile ai comuni mortali. Conoscitore anche dei gossip, delle autorità di vigilanza e regolazione italiane, dove ne analizza regolazione, posizioni e sopratutto comportamento. Vive un'ossessione cromatica per l'arancione e il blu scuro, colori eletti a divisa d'ordinanza tra cravatte, braccialetti e stemmi, nonché pantone ufficiale di Consumerismo No Profit, la lobby indipendente dei consumatori italiani di cui è Presidente. L'arancione è anche il tratto distintivo della sua Fiat 500 del 1971 serie L, acquistata per 4.000 euro con i risparmi accumulati in sei anni di mobilità elettrica estrema. Muovendosi tra i palazzi del potere di Roma su una mini bici elettrica, ha infatti evitato 10.000 euro di esborsi tra carburante, bolli e multe: un'operazione che, tra risparmio e rivalutazione dell'auto, ha generato un valore di 14.000 euro. La prova vivente che cambiare un’abitudine è il miglior investimento finanziario possibile. Consulente stabile per i principali media nazionali in materia di economia e consumi, ha la pessima abitudine di dire la verità sui prezzi anche quando non è conveniente per lo share. Quando non è impegnato a difendere i diritti altrui o a pedalare tra i ministeri, si rifugia in montagna per praticare trekking, cercando in quota quell'allineamento tra visione e azione che il livello del mare spesso offusca. Docente di comunicazione pubblica e istituzionale presso il Master di secondo livello in Mangement & Governance della PA dell'Università Niccolò Cusano, insegna ai futuri dirigenti che il senso viene sempre prima della velocità e che la coerenza è l'unica moneta che non svaluta mai. presidenza@consumerismo.it www.luigigabriele.it

Leggi anche:

Pulsante per tornare all'inizio
RICHIEDI ASSISTENZA