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Nucleare, cui prodest? Ecco i numeri e gli interessi in gioco

L’associazione commenta il via libera della Camera al DDL delega: nasce una struttura permanente di monitoraggio e fact-checking contro la propaganda industriale e l'opposizione ideologica. Presentate 6 domande urgenti al Governo.

Roma, giugno 2026 – L’approvazione alla Camera dei Deputati del disegno di legge delega sul nucleare segna un punto di svolta per la politica energetica nazionale. Di fronte alla prospettiva di vedere operativi i primi piccoli reattori modulari (SMR) tra il 2034 e il 2035, Consumerismo No Profit – la lobby indipendente dei consumatori italiani – annuncia l’istituzione immediata dell’Osservatorio Nucleare. Una struttura permanente finalizzata a garantire informazione trasparente, fact-checking rigoroso e tutela economica ai cittadini nel percorso verso il nuovo nucleare italiano.

“Consumerismo No Profit pone l’etica e il alla base di ogni sua azione. Non ci schieriamo per principio né con la propaganda entusiasta di chi ha interessi economici nel settore, né con l’opposizione ideologica preconcetta. Ci schieriamo unicamente dalla parte dei consumatori, che hanno il diritto di ricevere informazioni verificate e indipendenti per formarsi un’opinione libera”, dichiara Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit.

Il conflitto di interessi e l’albero degli interessi pubblici

Il dossier elaborato dall’associazione accende i riflettori sulla nascita di Nuclitalia Srl, la newco costituita a maggio 2025 da (51%), Ansaldo Energia (39%) e Leonardo (10%). Essendo tutte e tre le società controllate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), Nuclitalia risulta una creatura interamente pubblica.

Consumerismo evidenzia un conflitto di interesse strutturale: le medesime aziende statali che beneficeranno direttamente degli appalti miliardari per la realizzazione dei reattori sono anche quelle che compongono la società deputata a valutare in modo obiettivo la fattibilità tecnico-economica degli SMR in Italia. A questo si aggiunge la sovrapposizione della governance accademica, data la presidenza affidata all’ex rettore del Politecnico di Milano, ateneo coinvolto nelle partnership di ricerca del settore.

Il rischio economico: l’illusione dei costi bassi e l’impatto in bolletta

Mentre il piano totale stimato per l’installazione di 30-40 SMR si aggira intorno ai 40 miliardi di euro, l’analisi empirica internazionale smentisce la narrativa della convenienza immediata dei piccoli reattori. Al 2025, il progetto statunitense NuScale è stato cancellato dopo un’esplosione dei costi da 3 a 9,3 miliardi di dollari (+210%), e l’argentino CAREM25 ha registrato un incremento del 600% rispetto alle stime iniziali.

Con un costo stimato dell’energia da SMR pari a circa 100 €/MWh – a fronte dei 20-40 €/MWh delle rinnovabili attuali – il rischio concreto è la socializzazione delle perdite. L’Osservatorio vigilerà affinché questi gap non vengano scaricati sui consumatori finali tramite tariffe garantite o nuovi oneri di sistema inseriti d’ufficio in bolletta, denunciando tempestivamente ogni anomalia ad e .

Le 6 domande che attendono risposta dal Governo

Per garantire la massima trasparenza, Consumerismo No Profit rivolge formalmente sei quesiti all’esecutivo:

  1. Costi in bolletta: il nucleare verrà finanziato con nuovi oneri di sistema o tariffe garantite? Quanto costerà alla famiglia tipo e per quanti anni?

  2. Rischio pubblico: in caso di perdite o esplosione dei costi, chi coprirà il deficit? I contribuenti o gli utenti in bolletta?

  3. Conflitto d’interesse: come può Nuclitalia valutare obiettivamente la fattibilità se controllata dai futuri beneficiari degli appalti?

  4. Selezione siti: i criteri saranno pubblici e vedranno la partecipazione democratica delle comunità locali? Come saranno finanziate le compensazioni economiche?

  5. Scorie esistenti: prima di produrre nuovi rifiuti radioattivi, dove verranno collocate le scorie già esistenti, dato che il CNAPI è irrisolto da oltre un decennio?

  6. Intervento immediato: cosa fa il governo adesso per le famiglie schiacciate dalle componenti fisse della bolletta energetica (che incidono dal 40% al 60% sul totale)?

Le missioni dell’Osservatorio Nucleare

L’Osservatorio sarà pienamente operativo entro luglio 2026 con un portale dedicato, report trimestrali e una linea diretta per i territori potenzialmente coinvolti. L’attività si concentrerà sul monitoraggio dell’iter legislativo al Senato, sulla trasparenza dei criteri di selezione dei siti e sulla sorveglianza dei costi reali rispetto alle stime.

“Il problema per i cittadini è adesso, non nel 2035 – conclude il Presidente Luigi Gabriele. Le famiglie pagano già oggi bollette insostenibili a causa di riforme tariffarie che colpiscono i costi fissi indipendentemente dai consumi. Accettiamo la sfida tecnologica e rispettiamo il dibattito parlamentare, ma non permetteremo che la transizione nucleare si trasformi nell’ennesima tassa occulta e duratura sulla pelle dei consumatori italiani”.

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