Turismo e vacanza rovinata

Caparra e acconto sul viaggio: che differenza fa davvero

Acconto, caparra confirmatoria e penitenziale nei viaggi: quando la somma torna, quando resta e quando puoi chiederne il doppio.

Al momento della prenotazione si versa qualcosa. Trecento euro, cinquecento, a volte il trenta per cento del totale. Sulla ricevuta c’è scritto acconto, oppure caparra, oppure niente. Mesi dopo, quando il viaggio salta, quella parola diventa la cosa più importante di tutta la vicenda, perché da essa dipende se quella somma torna indietro, resta dove è, o viene raddoppiata a tuo favore.

Acconto e caparra non sono sinonimi. L’acconto è un anticipo sul prezzo e, se il contratto non si conclude, va restituito salvo il risarcimento dovuto per altra ragione. La caparra confirmatoria, disciplinata dall’articolo 1385 del Codice civile, è una garanzia: se non adempie chi l’ha versata, l’altra parte può recedere e trattenerla; se non adempie chi l’ha ricevuta, chi l’ha versata può recedere e chiederne il doppio. Nei pacchetti turistici, però, il del viaggiatore ha una disciplina sua, e questo cambia la lettura delle clausole.

Che cosa dice davvero l’articolo 1385

La norma ha quattro passaggi, e conviene conoscerli tutti perché nelle trattative ne viene citato di solito uno solo.

Il primo: se il contratto viene eseguito, la caparra deve essere restituita oppure imputata alla prestazione dovuta. Non è un costo in più, è parte del prezzo.

Il secondo: se non adempie la parte che ha dato la caparra, l’altra può recedere dal contratto e trattenerla.

Il terzo, quello che quasi nessuno rivendica: se non adempie la parte che ha ricevuto la caparra, chi l’ha versata può recedere e pretenderne il doppio. Se l’organizzatore non esegue il viaggio per una ragione che gli è imputabile, la caparra non è soltanto da restituire.

Il quarto: se la parte non inadempiente, invece di recedere, chiede l’esecuzione del contratto oppure la risoluzione, il risarcimento del danno segue le regole generali. Tradotto, la caparra non funziona da tetto: non ti impedisce di chiedere di più se il danno è maggiore, e non consente alla controparte di liquidare la vicenda trattenendo quella somma.

La caparra penitenziale, prevista dall’articolo 1386, è un’altra cosa ancora, e si distingue per un presupposto preciso: esiste solo se nel contratto è stipulato un diritto di recesso per una o entrambe le parti. In quel caso ha la sola funzione di corrispettivo del recesso, e chi recede perde la caparra data o deve restituire il doppio di quella ricevuta. Se nel contratto non c’è alcun diritto di recesso pattuito, quella qualificazione non regge.

Il punto che riguarda i viaggi

Qui va detta una cosa con chiarezza, perché è il nodo di quasi tutte queste controversie. Nel pacchetto turistico il tuo recesso dal pacchetto non è disciplinato dalle regole generali sulla caparra ma dall’articolo 41 del codice del turismo, che ti permette di recedere in qualsiasi momento prima della partenza pagando spese adeguate e giustificabili, calcolate tenendo conto del momento del recesso, dei risparmi di costo e del ricavo ottenuto riallocando i servizi.

Significa che la somma che l’organizzatore può legittimamente trattenere si misura su quei parametri, non sull’etichetta scritta sulla ricevuta. Una clausola che qualifica il versamento come caparra e lo dichiara integralmente perduto in ogni caso di recesso è esattamente il tipo di previsione che va confrontata con quei parametri, perché sposta a tuo carico anche quello che l’organizzatore ha risparmiato e recuperato.

In modalità zero: le fonti che abbiamo consultato danno il testo delle norme, non una pronuncia che risolva in modo definitivo il rapporto fra la clausola di caparra e la disciplina del recesso nei pacchetti. Quindi questa non è una regola che puoi dare per vinta: è il ragionamento su cui si costruisce la contestazione, e va valutato sul contratto concreto. Quello che resta solido, perché sta nel testo, è che l’organizzatore deve giustificarti l’importo trattenuto su tua richiesta.

Come si capisce che cosa hai versato

Non lo decide la parola usata al telefono. Guarda nell’ordine quattro cose.

La ricevuta o la conferma di prenotazione: che dizione usa, e se la somma viene detratta dal saldo indicato. Se viene detratta, nella sostanza funziona come anticipo sul prezzo.

Le condizioni generali di contratto: cerca le parole caparra, acconto, penale, spese di recesso. Spesso convivono nello stesso documento, con significati diversi, ed è in quella sovrapposizione che nascono i malintesi.

La presenza di un diritto di recesso pattuito nel contratto, che è il presupposto della caparra penitenziale.

E la tabella delle spese di recesso, perché se esiste una tabella, è quella a regolare le conseguenze del tuo recesso, e la caparra si confronta con essa.

Che cosa fare, in pratica

Non versare nulla senza una ricevuta che indichi la somma, la data, la causale e il viaggio a cui si riferisce. Un bonifico con causale generica, o peggio un contante senza ricevuta, è il modo più semplice di perdere il controllo della vicenda.

Chiedi prima di versare, e per iscritto, che cosa succede a quella somma se il viaggio non si fa, distinguendo le due ipotesi: rinuncia tua e mancata esecuzione da parte dell’organizzatore. La risposta che ricevi vale più di qualunque clausola interpretata dopo.

Se il viaggio salta per una ragione imputabile all’organizzatore, non limitarti a chiedere la restituzione: imposta la richiesta anche sul raddoppio previsto dall’articolo 1385, se il versamento era qualificato come caparra confirmatoria, e sul risarcimento del danno ulteriore se c’è.

E se hai receduto tu, chiedi la giustificazione scritta dell’importo trattenuto prima di accettarlo. È la richiesta che più spesso riduce la somma, perché obbliga a rifare un calcolo che nella pratica non viene fatto.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo qualifica la somma versata, che è il passaggio da cui dipende tutto il resto: legge la ricevuta, le condizioni generali e la tabella delle penali, e stabilisce se quel versamento funziona da anticipo sul prezzo, da caparra confirmatoria o da corrispettivo di un recesso pattuito. Verifica la coerenza interna del contratto, perché molto spesso le tre nozioni convivono e si contraddicono. Confronta la somma trattenuta con i parametri previsti per le spese di recesso nei pacchetti e chiede la giustificazione scritta dell’importo. Dove il viaggio è saltato per ragioni imputabili all’organizzatore, imposta la richiesta anche sul raddoppio e sul danno ulteriore, che nelle richieste fai da te vengono dimenticati. E dice con franchezza quando la somma è dovuta, perché insistere su una posizione debole fa perdere tempo e credibilità. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Che cosa tenere pronto

La ricevuta del versamento con causale e data, il contratto di pacchetto turistico con le condizioni generali complete, la conferma di prenotazione con l’indicazione del saldo residuo, i messaggi e le email scambiati prima del versamento sul trattamento di quella somma, la comunicazione con cui il viaggio è stato annullato o con cui hai receduto, e la risposta dell’organizzatore sull’importo trattenuto.

Tempi realistici e possibili esiti

Le richieste di restituzione fondate su una ricevuta chiara e su un annullamento imputabile all’organizzatore si definiscono in settimane in una parte consistente dei casi. Le richieste di raddoppio della caparra richiedono che il versamento sia qualificabile come confirmatoria e che l’inadempimento sia dell’organizzatore: dove questi due elementi ci sono, la richiesta è fondata, altrimenti indebolisce tutto il resto. La contestazione di una clausola che dichiara la caparra interamente perduta dipende dal confronto con i parametri del recesso e non ha un esito prevedibile. Dove manca la ricevuta, la posizione si ricostruisce con i movimenti bancari e i messaggi, con esito incerto. Lo Sportello qualifica il versamento e imposta la richiesta, senza garantire l’esito.

Per approfondire: articolo 1385 del Codice civile · articolo 1386 · articolo 41 del codice del turismo · recesso dal pacchetto

Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.

Domande frequenti

Che differenza c’è fra acconto e caparra?

L’acconto è un anticipo sul prezzo: se il contratto non si conclude va restituito, salvo il risarcimento dovuto per altra ragione. La caparra confirmatoria è una garanzia dell’adempimento e ha conseguenze proprie: può essere trattenuta se non adempie chi l’ha versata, o chiesta in misura doppia se non adempie chi l’ha ricevuta.

Ho rinunciato al viaggio: posso perdere tutta la caparra?

Nel pacchetto turistico il tuo recesso è regolato dal codice del turismo, che consente di trattenere spese adeguate e giustificabili, calcolate sul momento del recesso, sui risparmi di costo e sul ricavo della riallocazione dei servizi. Chiedi la giustificazione scritta dell’importo trattenuto prima di accettarlo: è un obbligo dell’organizzatore.

L’organizzatore non ha eseguito il viaggio: cosa posso chiedere?

Se il versamento era qualificato come caparra confirmatoria e l’inadempimento è suo, non devi limitarti alla restituzione: l’articolo 1385 ti consente di recedere e pretendere il doppio della caparra. E se chiedi la risoluzione invece del recesso, il risarcimento segue le regole generali, quindi la caparra non funziona da tetto.

Sulla ricevuta non c’è scritto niente: che cosa ho versato?

Non lo decide la parola usata a voce. Guarda se la somma viene detratta dal saldo indicato nella conferma, che cosa dicono le condizioni generali, se nel contratto esiste un diritto di recesso pattuito e se c’è una tabella delle spese di recesso. Conserva anche i messaggi scambiati prima del versamento.

Che cos’è la caparra penitenziale?

È prevista dall’articolo 1386 ed esiste solo se nel contratto è stipulato un diritto di recesso per una o entrambe le parti. In quel caso ha la sola funzione di corrispettivo del recesso: chi recede perde la caparra data o restituisce il doppio di quella ricevuta. Senza un recesso pattuito, quella qualificazione non regge.

Che cosa chiedo prima di versare?

Una ricevuta con somma, data, causale e viaggio di riferimento, e una risposta scritta su che cosa succede a quella somma nelle due ipotesi: se rinunci tu e se il viaggio non viene eseguito dall’organizzatore. Quella risposta vale più di qualunque clausola interpretata dopo.

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