Salute

Covid: flop regioni nella gestione della crisi pandemica. Rischio formazione medici

Inattuata la legge sulla formazione dei medici. Consumerismo denuncia: in Italia solo 1 medico su 2 si forma e quindi rispetta la legge a causa della mancata attuazione dell’obbligo formativo

Urgente un riforma del sistema sanitario

Durante crisi 19 e tutt’oggi, assistiamo a veri e propri atti di eroismo da parte dei medici e del personale sanitario Italiano. Nello stesso tempo abbiamo visto come sia urgente una riforma del servizio sanitario, affinché si garantisca su tutto il territorio parità di trattamento. Le hanno dimostrato la loro fragilità nella governance sia della crisi pandemica che in quella dei , e a causa di questo divario di gestione, la stragrande maggioranza delle regioni non ha attualo le norme sull’obbligo formativo dei medici, esponendoli a richieste di risarcimento del danno.

La

La formazione dei medici è essenziale per garantire ai cittadini cure e assistenza adeguate. Tuttavia, le Regioni continuano a “ostacolare” la completa attuazione della Legge 24/2017, che incentiva i camici bianchi ad aggiornarsi.
A denunciarlo è l’associazione No profit, preoccupata che una scarsa formazione degli operatori sanitari possa influire negativamente sulla qualità delle cure dei cittadini. Specialmente ora, in piena e con la campagna vaccinale in corso, visto che l’aggiornamento professionale è l’unico modo per garantire ai pazienti trattamenti e assistenza adeguati e al passo con le nuove conoscenze circa il virus Sars-Cov-2 e l’infezione Covid-19.
La , che regola la responsabilità professionale, è stata approvata dopo anni di attese, dibattiti e polemiche. Il pomo della discordia è l’articolo 8 comma 3 che prevede che in caso di sinistro l’assicurazione, pur coprendo il paziente danneggiato, può rivalersi sul medico (o sulla struttura) se questo non risulta in regola almeno con il 70% della formazione continua.

Gli effetti del’obbligo formativo

La legge consente ai medici che abbiano assolto il proprio obbligo formativo di beneficiare di una sostanziale riduzione della polizza bonus malus. Si tratta di un provvedimento fortemente voluto dai 3 ministeri competenti (ministero della Salute, ministero dello Sviluppo Economico e ministero per gli Affari Regionali) e ben voluto addirittura dalle corporazioni dei medici. Tuttavia, la riforma si è arenata alla Conferenza Stato-Regioni. “Le regioni stanno già facendo una brutta figura con la differente gestione della Pandemia prima e della vaccinazione dopo – sostiene presidente di CONSUMERISMO – adesso non espongano il personale medico sanitario ai rischi di denunce e risarcimenti. Un rischio che evidentemente vale più della salute dei cittadini e del loro diritto di sapere se il professionista a cui si affidano è aggiornato o meno”.

L’appello alle regioni

Per questo Consumerismo invita le Regioni a fare presto per garantire la piena attuazione della norma, a maggior ragione considerato l’attuale periodo di pandemia, in cui è fondamentale fornire ai pazienti le cure più sicure e aggiornate. Sarebbe anche il caso di pubblicare l’elenco di coloro che sono regolarmente in regola con la formazione professionale, anche per dare la possibilità agli utenti di scegliere prima di sottoporsi a cure ed affidare la loro vita a chicchessia.

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