
La logistica dei mercati all’ingrosso italiani ritrova la piena normalità dopo le recenti criticità nei collegamenti, consentendo alla merce di affluire regolarmente su tutte le piazze della penisola in una fase di solida ripresa dell’offerta. In questo contesto, La Borsa della Spesa di questa settimana, il servizio di BMTI e Italmercati in collaborazione con Consumerismo No Profit, consiglia i prodotti migliori stagionali secondo il loro rapporto qualità-prezzo.
Nel reparto ortofrutticolo, il calo termico degli ultimi giorni ha impresso un forte impulso alle produzioni orticole in pieno campo, spingendo al ribasso i listini di numerose referenze autunnali a fronte di una domanda complessivamente contenuta, come di consueto alle porte del mese di novembre.
Tra la frutta, la campagna delle mele è ormai pienamente avviata con la Fuji stabile all’ingrosso intorno a 1,80 euro/kg. È iniziata la varietà Scilate a 2,10–2,20 euro/kg e le prime partite della Kissabel, la mela fragola, tra 3,20 e 3,70 euro al chilo a seconda della pezzatura. Per i cachi comuni di produzione emiliana e campana i prezzi all’ingrosso spaziano da 1,30–1,50 euro/kg per i calibri piccoli fino a 2,20–2,30 euro/kg per le pezzature maggiori, affiancati dal cachi Vaniglia a 1,40–1,50 euro/kg. Restano stabili anche i prezzi all’ingrosso del melograno italiano, tra 2,00 e 2,30 euro/kg. Il ripristino dei vettori dalla Sicilia ha consentito il pieno rientro dell’uva da tavola. Nei mercati all’ingrosso è possibile trovare l’Italia compresa tra 1,80 e 2,20 euro/kg e la Pizzutello tra 2,20 e 2,40 euro/kg; le varietà apirene, senza semi, a fronte di una disponibilità ridotta e di una domanda molto sostenuta, salgono intorno a 3,50 euro/kg mentre si confermano convenienti la varietà nera Palieri a circa 1,30 euro/kg e la rosata Red Globe sotto i 2,00 euro/kg. Le clementine, favorite dai primi freddi che ne stanno migliorando il profilo qualitativo, normalizzano i listini all’ingrosso scendendo del 6,8% in una settimana e attestandosi tra 1,50 e 2,30 euro/kg a seconda della calibratura. Infine, le castagne mostrano quotazioni stabili ma leggermente superiori alla scorsa stagione (+18,1%), con i calibri maggiori quotati mediamente a 4,50 euro/kg e quelli minori intorno a 3,50 euro/kg.
Sul fronte degli ortaggi si evidenzia un netto calo per i prezzi all’ingrosso dei cavoli broccoli, la cui produzione ha preso un ritmo serrato: le quotazioni, che nelle scorse settimane toccavano i 3,00 euro/kg, crollano a 1,50–1,60 euro/kg a Roma, zona d’origine della coltura e si attestano su una media di 1,80 euro/kg negli altri mercati nazionali, confermando così una flessione del 20%. Beneficiano del clima autunnale anche le insalate nazionali, con lattughe Cappuccio, Gentile e Romana uscite dalla situazione di stress estivo e scambiate all’ingrosso tra 1,00 e 1,50 euro/kg. Buona domanda per la scarola, che scende a 1,50 euro/kg (-9,6% in una settimana). Con l’avvicinarsi della festa di Halloween, l’offerta di zucche è particolarmente abbondante: la Moscata di Provenza viaggia tra 0,50 e 0,60 euro/kg, la Lunga napoletana, invece, si colloca tra 0,50 e 0,70 euro/kg, la Lunga Violina si attesta a 0,80 euro/kg e la Tonda Delica presenta una media di 1,30 euro/kg. Le temperature più fresche hanno inoltre innescato una ripresa anomala e vivace della produzione di fagiolini raccolti a mano, con prezzi all’ingrosso oscillanti tra i 3,00 e i 5,00 euro/kg in base alla selezione qualitativa.
Sul fronte ittico si registra un’eccellente disponibilità di cefali dorati. Infatti, nonostante il fermo della pesca a strascico nel Tirreno fino al 31 ottobre, la piccola pesca artigianale ha garantito quantitativi abbondanti e i prezzi all’ingrosso, particolarmente convenienti grazie a questa abbondanza, sono compresi tra 2,00 e 3,00 euro/kg, anche per le taglie più grandi. Pieno periodo stagionale per le mazzancolle, ampiamente presenti con prezzi all’ingrosso che vanno dai 10,00 euro/kg fino ai 17,00 euro/kg per il prodotto grande. Si mantengono lineari gli scambi per le triglie di fango dell’Adriatico tra 2,00 e 6,00 euro/kg e per le orate di allevamento, i cui prezzi variano tra 11,00 e 13,00 euro/kg per la taglia commerciale da 400-600 grammi. Consigliate anche le seppie locali dell’Adriatico che flettono i loro prezzi all’ingrosso verso i 14,00–16,00 euro/kg a causa della concorrenza del prodotto d’importazione. Infine, per le vongole lupino le contrattazioni restano stabili tra 4,50 e 5,50 euro/kg, con picchi di oltre 8,50 euro/kg per la pezzatura superiore.
Infine, tra le carni, i prezzi all’ingrosso del quarto posteriore di vitellone si mantengono stabili per la seconda settimana consecutiva, tra 9,94-10,34 euro/kg. Continua la stabilità dei prezzi all’ingrosso anche del petto di pollo tra 8,40-8,80 euro/kg e della fesa di tacchino, tra 9,40-9,80 euro/kg, nonostante le tensioni legate allo sciopero dei trasporti.



