Imprese

La rivoluzione silenziosa dell’indoor di Sima

Perché la "Qualità degli Ambienti Interni" è la nuova frontiera della salute e dell'economia

Il dibattito sulle Case Green sta vivendo un cambio di paradigma necessario e profondo. Non si tratta più solo di “isolare” per consumare meno, ma di “progettare” per vivere meglio. A Roma, la tavola rotonda istituzionale “La buona edilizia. Cuore della crescita economica ed elemento essenziale per il benessere delle persone”, promossa da con il contributo della Società Italiana di Medicina Ambientale (), ha tracciato la rotta per il recepimento italiano della direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), previsto entro maggio 2026.

Il messaggio emerso dal confronto tra istituzioni (Enea, ISS, MEF, Parlamento) e filiera (GBC Italia, Unicmi, Renovate Italy) è univoco: la Qualità degli Ambienti Interni (QAI) deve diventare un parametro normativo e di mercato.


Oltre il risparmio: l’impatto economico della luce e dell’aria

L’evidenza scientifica non lascia spazio a interpretazioni: la salute degli edifici è direttamente proporzionale alla produttività e alla tenuta del sistema sanitario. I dati presentati durante l’incontro mostrano come il benessere indoor sia una leva di competitività per il Paese:

  • Produttività e Apprendimento: L’accesso alla luce naturale aumenta le performance lavorative negli uffici fino al 15% e migliora i risultati scolastici in un range compreso tra il 7% e il 18%.

  • Impatto Sanitario: In ambito ospedaliero, un incremento di soli 100 lux di luce naturale riduce la degenza media di 7,3 ore.

  • Efficienza Energetica: La luce naturale non è solo benessere, ma risparmio vivo. Riduce i consumi elettrici per l’illuminazione del 20-60% negli uffici e del 16-20% nelle abitazioni. Un dato cruciale se si considera che l’illuminazione assorbe un terzo dei consumi elettrici nel terziario e un settimo nel residenziale.


Schermature solari: prevenzione sanitaria e resilienza

Un punto centrale del dibattito ha riguardato le strategie passive di adattamento climatico. Con l’aumento delle ondate di calore, le schermature solari esterne non sono più un accessorio estetico, ma un presidio di salute pubblica.

“È fondamentale riconoscere il ruolo strategico delle schermature solari esterne come misura strutturale di prevenzione sanitaria”, ha affermato , Presidente Sima.

Questi sistemi riducono drasticamente il surriscaldamento estivo, limitando lo stress termico che aggrava patologie cardiovascolari e respiratorie, specialmente nei soggetti fragili come anziani e bambini.


Le sfide normative verso il 2026

La transizione verso la “buona edilizia” richiede strumenti concreti. Gli esperti hanno individuato cinque pilastri su cui il legislatore dovrà muoversi per il recepimento della EPBD:

  1. Indicatori Climatici: integrare i Cooling Degree Days (CDD) nelle analisi energetiche per gestire il comfort estivo.

  2. Evoluzione dell’APE: rendere più trasparenti i dati su luce naturale e qualità dell’aria all’interno degli Attestati di Prestazione Energetica.

  3. Criteri Premiali: introdurre meccanismi di incentivazione e premialità nei bandi pubblici per chi garantisce ventilazione e luce naturale misurabili.

  4. Semplificazione: cnellire le procedure per gli interventi mirati esclusivamente al miglioramento della QAI.

  5. Cittadinanza Normativa: come sottolineato da Lorenzo Di Francesco (Public Affairs Manager di Velux Italia), inserire la qualità indoor in leggi e capitolati è un atto di competitività nazionale.


Un cambio culturale necessario

Il settore edilizio è chiamato a passare da un “bilancio energetico statico” a una visione integrata dell’edificio lungo il suo intero ciclo di vita. Fabrizio Capaccioli, Presidente di Green Building Council Italia, ha ribadito come la qualità dell’abitare debba diventare l’obiettivo centrale delle politiche pubbliche.

Il futuro delle nostre città non si gioca solo sulla riduzione delle emissioni di , ma sulla capacità di trasformare i nostri interni in luoghi che rigenerano chi li vive. La sfida della EPBD è, in ultima analisi, una sfida di civiltà.

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