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Monopattini: spariti dalla circolazione

Consumerismo No Profit: «Su 800.000 monopattini privati in circolazione i contrassegni sono appena 73.000. Meno di uno su dieci è in regola, mentre lo sharing è già coperto al 100%»

Indice:

Il caso

Da oggi, 16 luglio 2026, l’assicurazione RC diventa obbligatoria anche per i monopattini elettrici, ultimo tassello di un percorso normativo che ha già introdotto, dal 17 maggio scorso, l’obbligo del contrassegno identificativo (il cosiddetto “targhino”). Ma i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, confermati nei giorni scorsi anche da Assosharing, restituiscono un quadro di applicazione ancora largamente parziale.

I numeri del MIT

Al 30 giugno 2026 risultavano rilasciati 133.135 contrassegni in tutta Italia, di cui 60.000 riferiti ai mezzi in sharing — pari al 100% della flotta condivisa, già completamente targata e assicurata — e appena 73.000 ai mezzi privati, su una platea stimata tra 700.000 e oltre 800.000 monopattini di proprietà. Meno di un privato su dieci, dunque, è oggi in regola con l’obbligo che da oggi condiziona anche la possibilità di sottoscrivere la polizza.

Categoria Contrassegni rilasciati % sul parco stimato
Monopattini in sharing ~60.000 100%
Monopattini privati ~73.000 ~9-10%
Totale nazionale 133.135

Sicurezza, il confronto con le auto

A rendere il quadro più critico è il confronto con i dati ufficiali sulla sicurezza stradale. Secondo il report ISTAT-ACI sull’incidentalità 2024, i decessi tra gli utenti di monopattino elettrico sono saliti a 23 (+9,5% sul 2023, quando erano 21), con 3.751 feriti; nello stesso anno i decessi tra gli occupanti di autovetture sono invece scesi a 1.252 (-6,0%). Un andamento opposto, su categorie di mezzi che restano peraltro numericamente non comparabili — il parco auto italiano supera i 39 milioni di veicoli, contro un parco monopattini stimato in poco più di un milione — ma che segnala un problema di sicurezza specifico della categoria, concentrato quasi interamente sui mezzi privati e non su quelli in sharing, dotati di limitatore di velocità da remoto e manutenzione professionale.

I costi e l’incidenza sul valore del mezzo

Al costo del contrassegno (circa 35 euro tra contrassegno, bollo e diritti di motorizzazione) si somma quello della polizza, che il mercato sta ancora prezzando in modo molto eterogeneo, tra 25 e oltre 150 euro annui per i privati. Su un monopattino da 200-300 euro — la fascia più diffusa tra gli utilizzatori più esposti, secondo gli stessi dati ISTAT sui conducenti stranieri e sui rider — il costo di messa a norma può arrivare a pesare fino al 60% del valore del mezzo. Anche il comparto sharing segnala criticità: secondo Assosharing, il passaggio dalle vecchie coperture RCT/RCO alle nuove polizze RC Auto ha fatto lievitare il costo unitario fino a 5 volte, a fronte di una sinistrosità di gran lunga inferiore a quella dei mezzi privati.

La posizione di Consumerismo

«La direzione della norma è condivisibile: identificazione del mezzo e copertura assicurativa sono strumenti minimi di responsabilizzazione, e chi subisce un danno da un monopattino ha diritto a un risarcimento certo tanto quanto chi lo subisce da un’automobile», ha dichiarato il presidente di Consumerismo, Luigi Gabriele. «Ma una regola che oggi copre meno di un mezzo privato su dieci non tutela nessuno: non i pedoni, che restano esposti al rischio di incidenti con mezzi non assicurati e quindi a carico del Fondo di Garanzia per le vittime della strada finanziato da tutti gli automobilisti onesti; non i proprietari, che vedono un obbligo formalmente in vigore ma di fatto difficile da rispettare nei tempi imposti; non gli operatori dello sharing, unici già in regola al 100%, che si trovano a pagare fino a cinque volte in più pur avendo il profilo di rischio più basso del comparto.»

«Chiediamo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di accompagnare l’obbligo con un piano straordinario di semplificazione delle richieste e con un potenziamento dei controlli su strada, oggi indicati come insufficienti dagli stessi operatori del settore» prosegue Gabriele. «E chiediamo ad e , già impegnate in un’indagine conoscitiva sul mercato RC Auto, di fare chiarezza al più presto sulla formazione dei premi per i monopattini: un mercato che oscilla tra 30 e oltre 450 euro per la stessa copertura non è un mercato maturo, ed è il consumatore a pagarne il prezzo, in tutti i sensi.»

Consumerismo No Profit continuerà a monitorare l’andamento delle richieste di contrassegno nelle prossime settimane, in particolare l’eventuale accelerazione legata all’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo, e si riserva di tornare sul tema con un approfondimento sui primi dati di sinistrosità nel nuovo regime, non appena disponibili.

(Nota metodologica: i dati citati sono tratti da fonti ufficiali — Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ISTAT-ACI — e da dichiarazioni pubbliche di Assosharing, associazione di categoria degli operatori della sharing mobility. Le stime sul parco privato circolante (700.000-800.000 mezzi) non derivano da un censimento ufficiale, in assenza di un archivio nazionale dedicato ai monopattini, e vanno pertanto trattate come indicative.)

Luigi Gabriele

Presidente di Consumerismo no Profit, e responsabile editoriale di Consumerismo.it. Segno zodiacale Cancro. Laurea in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma (indirizzo politico-amministrativo, per chi ancora crede nelle etichette), giornalista e comunicatore pubblico regolarmente censito nelle rispettive anagrafi di categoria. Ha trascorso gli anni della formazione tra aule accademiche e palazzi del potere, specializzandosi in affari regolatori e relazioni istituzionali, prima di capire che il vero potere risiede nel portafoglio (spesso vuoto) del cittadino. Dal 2008 ha scelto la trincea del sociale come attivista, trasformandosi nell'incubo dei "cartelli" e nella voce fuori dal coro per la tutela dei consumatori. In questo ambito è diventato il volto e la parola delle principali organizzazioni del settore, prestando la propria expertise a molti gruppi di lavoro del Ministero dello Sviluppo Economico e alle Commissioni Parlamentari, dove tenta quotidianamente di tradurre i testi legislativi in una lingua comprensibile ai comuni mortali. Conoscitore anche dei gossip, delle autorità di vigilanza e regolazione italiane, dove ne analizza regolazione, posizioni e sopratutto comportamento. Vive un'ossessione cromatica per l'arancione e il blu scuro, colori eletti a divisa d'ordinanza tra cravatte, braccialetti e stemmi, nonché pantone ufficiale di Consumerismo No Profit, la lobby indipendente dei consumatori italiani di cui è Presidente. L'arancione è anche il tratto distintivo della sua Fiat 500 del 1971 serie L, acquistata per 4.000 euro con i risparmi accumulati in sei anni di mobilità elettrica estrema. Muovendosi tra i palazzi del potere di Roma su una mini bici elettrica, ha infatti evitato 10.000 euro di esborsi tra carburante, bolli e multe: un'operazione che, tra risparmio e rivalutazione dell'auto, ha generato un valore di 14.000 euro. La prova vivente che cambiare un’abitudine è il miglior investimento finanziario possibile. Consulente stabile per i principali media nazionali in materia di economia e consumi, ha la pessima abitudine di dire la verità sui prezzi anche quando non è conveniente per lo share. Quando non è impegnato a difendere i diritti altrui o a pedalare tra i ministeri, si rifugia in montagna per praticare trekking, cercando in quota quell'allineamento tra visione e azione che il livello del mare spesso offusca. Docente di comunicazione pubblica e istituzionale presso il Master di secondo livello in Mangement & Governance della PA dell'Università Niccolò Cusano, insegna ai futuri dirigenti che il senso viene sempre prima della velocità e che la coerenza è l'unica moneta che non svaluta mai. presidenza@consumerismo.it www.luigigabriele.it

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