
L’approvazione alla Camera dei Deputati del disegno di legge delega sul nucleare segna un punto di svolta per la politica energetica nazionale, ma il rischio è che i costi di tale operazione ricadano sulle bollette degli italiani. Lo afferma Consumerismo No Profit – la lobby indipendente dei consumatori italiani –che chiede garanzia a tutela dei cittadini e solleva la questione di possibili conflitti di interesse.
Attraverso la società Nuclitalia Srl, la newco costituita a maggio 2025 da Enel (51%), Ansaldo Energia (39%) e Leonardo (10%), le tre aziende beneficeranno direttamente degli appalti miliardari per la realizzazione dei reattori, ma sono anche quelle che compongono la società deputata a valutare in modo obiettivo la fattibilità tecnico-economica degli SMR in Italia. A questo si aggiunge la sovrapposizione della governance accademica, data la presidenza affidata all’ex rettore del Politecnico di Milano, ateneo coinvolto nelle partnership di ricerca del settore – spiega Consumerismo.
Con un costo stimato dell’energia da SMR pari a circa 100 €/MWh – a fronte dei 20-40 €/MWh delle rinnovabili attuali – il rischio concreto è la socializzazione delle perdite, che potrebbero essere scaricate sui consumatori attraverso le bollette. Per tale motivo Consumerismo No Profit vigilerà affinché questi gap non vengano scaricati sui consumatori finali tramite tariffe garantite o nuovi oneri di sistema inseriti d’ufficio in bolletta, denunciando tempestivamente ogni anomalia ad Antitrust e Arera.
“Il problema per i cittadini è adesso, non nel 2035. Le famiglie pagano già oggi bollette insostenibili a causa di riforme tariffarie che colpiscono i costi fissi indipendentemente dai consumi. Accettiamo la sfida tecnologica e rispettiamo il dibattito parlamentare, ma non permetteremo che la transizione nucleare si trasformi nell’ennesima tassa occulta e duratura sulla pelle dei consumatori italiani” – conclude il presidente Luigi Gabriele.




