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Prezzi: Consumerismo chiede ad antitrust di indagare su “Greedflation”, la nuova inflazione da profitto che danneggia consumatori e filiera

Inviata istanza nell’ambito dell’indagine sulla GDO aperta dall’antitrust

Nell’ambito dell’indagine conoscitiva avviata dall’Antitrust sull’andamento dei prezzi nella Gdo, l’associazione Consumerismo No Profit ha inviato oggi una istanza all’ chiedendo di puntare il faro sul fenomeno della “greedflation”, una pratica che danneggia i consumatori e gli operatori della filiera, sfruttando la diffusa percezione dei cittadini circa l’aumento dei costi per nascondere aumenti ingiustificati tesi unicamente ad aumentare i margini di profitti della grande distribuzione.

Tra il 2021 e il 2025 i prezzi dei generi alimentari sono aumentati in Italia del +24,9%, a fronte di un tasso di inflazione nello stesso periodo del +17,3%, con un differenziale del 7,6% che non trova giustificazione negli aumenti dei costi di produzione o trasporto, ma rifletterebbe invece un fenomeno di “greedflation”, ossia un aumento speculativo dei margini di profitto – scrive Consumerismo nell’istanza – Un fenomeno alimentato in primis dal forte squilibrio sul fronte del potere contrattuale: le centrali d’acquisto della Gdo aggregano la domanda di diverse insegne, costringendo i fornitori a negoziare con un unico interlocutore che controlla enormi volumi. Questo permette imposizioni unilaterali di contributi per l’inserimento a scaffale, per attività promozionali fittizie, e aste a doppio ribasso che spingono il prezzo al di sotto della sostenibilità. Esiste poi un gap sistematico tra diminuzione dei costi all’origine e riduzione dei prezzi al consumo: se i rialzi dei costi vengono trasferiti immediatamente ai consumatori attraverso un aumento dei listini al dettaglio, le riduzioni degli stessi costi tendono a essere trattenuti come margine operativo dal distributore.

E sempre lo strapotere della Gdo permette alle grandi catene di sfruttare informazioni strategiche privilegiate (dati di vendita in tempo reale, elasticità di prezzo, preferenze di consumo) per ottimizzare il posizionamento sul mercato dei prodotti a proprio marchio (private label) a discapito dei brand industriali – aggiunge Consumerismo.

Per tali motivi abbiamo chiesto all’Antitrust di approfondire, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui prezzi, possibili pratiche sleali attuate dalla Gdo a danno dell’intera filiera, con particolare riferimento al fenomeno greedflation, acquisendo tutti i dati utili allo scopo – conclude l’associazione.

Luigi Gabriele

Presidente di Consumerismo no Profit, e responsabile editoriale di Consumerismo.it. Segno zodiacale Cancro. Laurea in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma (indirizzo politico-amministrativo, per chi ancora crede nelle etichette), giornalista e comunicatore pubblico regolarmente censito nelle rispettive anagrafi di categoria. Ha trascorso gli anni della formazione tra aule accademiche e palazzi del potere, specializzandosi in affari regolatori e relazioni istituzionali, prima di capire che il vero potere risiede nel portafoglio (spesso vuoto) del cittadino. Dal 2008 ha scelto la trincea del sociale come attivista, trasformandosi nell'incubo dei "cartelli" e nella voce fuori dal coro per la tutela dei consumatori. In questo ambito è diventato il volto e la parola delle principali organizzazioni del settore, prestando la propria expertise a molti gruppi di lavoro del Ministero dello Sviluppo Economico e alle Commissioni Parlamentari, dove tenta quotidianamente di tradurre i testi legislativi in una lingua comprensibile ai comuni mortali. Conoscitore anche dei gossip, delle autorità di vigilanza e regolazione italiane, dove ne analizza regolazione, posizioni e sopratutto comportamento. Vive un'ossessione cromatica per l'arancione e il blu scuro, colori eletti a divisa d'ordinanza tra cravatte, braccialetti e stemmi, nonché pantone ufficiale di Consumerismo No Profit, la lobby indipendente dei consumatori italiani di cui è Presidente. L'arancione è anche il tratto distintivo della sua Fiat 500 del 1971 serie L, acquistata per 4.000 euro con i risparmi accumulati in sei anni di mobilità elettrica estrema. Muovendosi tra i palazzi del potere di Roma su una mini bici elettrica, ha infatti evitato 10.000 euro di esborsi tra carburante, bolli e multe: un'operazione che, tra risparmio e rivalutazione dell'auto, ha generato un valore di 14.000 euro. La prova vivente che cambiare un’abitudine è il miglior investimento finanziario possibile. Consulente stabile per i principali media nazionali in materia di economia e consumi, ha la pessima abitudine di dire la verità sui prezzi anche quando non è conveniente per lo share. Quando non è impegnato a difendere i diritti altrui o a pedalare tra i ministeri, si rifugia in montagna per praticare trekking, cercando in quota quell'allineamento tra visione e azione che il livello del mare spesso offusca. Docente di comunicazione pubblica e istituzionale presso il Master di secondo livello in Mangement & Governance della PA dell'Università Niccolò Cusano, insegna ai futuri dirigenti che il senso viene sempre prima della velocità e che la coerenza è l'unica moneta che non svaluta mai. presidenza@consumerismo.it www.luigigabriele.it

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