Due mesi dopo l’acquisto la frizione cede, il cambio strappa, si accende la spia del motore. Il concessionario risponde che l’usato si vende “visto e piaciuto”, o che la garanzia copre “solo il motore”. Quasi sempre non è vero. Chi compra un’auto usata da un venditore professionale ha la stessa garanzia legale di chi compra un frigorifero, con una sola differenza sulla durata. Il problema è che quasi nessuno la conosce, e ancora meno la esercitano nel modo giusto.
Se hai comprato da un concessionario o da un rivenditore hai la garanzia legale di conformità del Codice del consumo: due anni, riducibili a un anno solo con un accordo fra le parti. Copre i difetti già esistenti alla consegna anche se vengono fuori dopo, e ti dà diritto alla riparazione o alla sostituzione senza spese.
Che cosa dice davvero la legge
La garanzia legale di conformità vale per ogni bene venduto da un professionista a un consumatore, auto comprese, nuove o usate. Il venditore risponde dei difetti esistenti al momento della consegna che si manifestano entro due anni. Per i beni usati le parti possono accordarsi su un periodo più breve, ma mai inferiore a un anno: se il contratto non dice nulla, la garanzia resta di due anni. La formula “visto e piaciuto” non ha alcun effetto sulla garanzia legale, che è irrinunciabile.
C’è poi la regola che sposta l’equilibrio: un difetto che si manifesta entro un anno dalla consegna si presume già esistente alla consegna, e tocca al venditore provare il contrario. Se la frizione cede al terzo mese, non devi dimostrare tu che era difettosa: deve essere il rivenditore a dimostrare che era integra e che il guasto dipende da come hai usato l’auto. Dopo il primo anno la prova torna a carico tuo. L’azione si prescrive comunque in ventisei mesi dalla consegna.
Quali difetti sono coperti e quali no
Sono difetti di conformità quelli che rendono l’auto diversa da come è stata promessa o da quello che puoi ragionevolmente aspettarti: un guasto meccanico non spiegabile con la normale usura per età e chilometraggio, un difetto che il venditore conosceva o doveva conoscere e non ha dichiarato, una dotazione pubblicizzata e assente, un chilometraggio diverso da quello dichiarato.
Non sono coperti il consumo normale delle parti soggette a usura, freni, pneumatici, batteria, in proporzione all’età del veicolo, i difetti che il venditore ti ha dichiarato per iscritto e che hai accettato comprando, e i danni provocati dall’uso dopo la consegna o dalla manutenzione mancata.
La linea fra difetto e usura è il terreno su cui si discute. Un’auto di dodici anni con duecentomila chilometri ha un’usura attesa che una di tre anni non ha. Ma un guasto grave al cambio dopo poche settimane non è usura per nessuna auto.
I rimedi, e in che ordine
Hai diritto, a tua scelta, alla riparazione o alla sostituzione senza spese, salvo che il rimedio scelto sia impossibile o sproporzionato rispetto all’altro. Per un’auto usata la sostituzione è quasi sempre impraticabile, quindi il rimedio normale è la riparazione, a spese del venditore, in un tempo ragionevole e senza inconvenienti notevoli per te. Solo se la riparazione non è possibile, non viene fatta nei tempi, non riesce, o il difetto è grave, si passa alla riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto con la restituzione dell’auto e del prezzo.
Una precisazione che vale soldi: la riparazione a spese del venditore comprende i ricambi e la manodopera. Un rivenditore che propone di “dividere le spese” ti sta offrendo meno di quanto la legge già ti dà.
Come si denuncia il difetto
Il difetto va contestato al venditore per iscritto, descrivendo il problema e indicando quale rimedio chiedi. Non esiste più un termine di decadenza di due mesi per la denuncia, ma la tempestività resta decisiva sul piano della prova. Un difetto segnalato subito, con la diagnosi scritta di un’officina indipendente, è una posizione solida; lo stesso difetto tenuto per sé sei mesi mentre l’auto continua a circolare è una posizione debole, perché il venditore potrà sostenere che il guasto è maturato nell’uso.
Manda il reclamo con un mezzo che lascia traccia, posta elettronica certificata o raccomandata, e conserva la ricevuta: è la data che conta.
Se hai comprato da un privato
Se il venditore è un privato il Codice del consumo non si applica, e valgono le regole del Codice civile sulla vendita: garanzia per i vizi occulti, denuncia entro otto giorni dalla scoperta e azione entro un anno dalla consegna. Qui la garanzia può essere esclusa per contratto e il “visto e piaciuto” ha effetto, salvo che il venditore abbia taciuto in mala fede un vizio che conosceva.
Attenzione a una pratica diffusa: il concessionario che vende “per conto di un privato” per restare fuori dalla garanzia legale. Se il professionista ha avuto un ruolo nella vendita, la sua responsabilità si può far valere, e la documentazione dell’operazione è il punto da cui partire.
Un caso tipico
Un’auto di sei anni comprata da un rivenditore con “garanzia dodici mesi” sviluppa dopo tre mesi un guasto al cambio automatico. Il rivenditore propone la riparazione con la manodopera a carico del cliente, “come da garanzia”. Il reclamo scritto ricorda che la garanzia legale copre riparazione e sostituzione senza spese, che il difetto emerso entro il primo anno si presume preesistente e che spetta al venditore provare il contrario, e allega la diagnosi di un’officina indipendente. Il rivenditore ripara a proprie spese. Quella “garanzia dodici mesi” era semplicemente la garanzia legale ridotta al minimo e presentata come una concessione.
Che cosa fa lo Sportello +Tutela
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo esamina il contratto e la documentazione e ti dice se il difetto rientra nella garanzia e quale rimedio puoi chiedere. Verifica se la riduzione a dodici mesi è stata davvero concordata o solo stampata su un cartello, controlla a chi vendeva realmente il rivenditore e prepara il reclamo al venditore, inviandolo con mezzo tracciabile. Se la risposta non arriva o non ti soddisfa, valuta con te la conciliazione davanti a un organismo di risoluzione alternativa delle controversie di consumo e, nei casi che lo richiedono, la segnalazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
Quali documenti servono
Il contratto di vendita con la data di consegna e le eventuali clausole sulla durata della garanzia, il libretto e il certificato di proprietà, l’annuncio o il materiale con cui l’auto ti è stata presentata, la diagnosi scritta e datata di un’officina indipendente sul difetto, le comunicazioni scambiate con il venditore, le fatture delle riparazioni già eseguite.
Tempi realistici e possibili esiti
Un reclamo scritto ottiene di regola una risposta in poche settimane. L’esito più frequente, davanti a una diagnosi chiara e a un difetto emerso nel primo anno, è la riparazione a spese del venditore. La risoluzione del contratto con la restituzione del prezzo richiede difetti gravi e passa più spesso dalla conciliazione o dal giudice, con tempi di mesi. Lo Sportello valuta la documentazione e ti dice se il difetto rientra nella garanzia, senza promettere l’esito.
Per approfondire: Codice del consumo
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Domande frequenti
Il contratto dice “garanzia dodici mesi”. È legittimo?
Sì, se la riduzione a un anno è stata concordata nel contratto che hai firmato: per i beni usati la legge lo consente, ma non si può scendere sotto l’anno. Se il contratto non dice nulla, la garanzia resta di due anni. Una riduzione comparsa solo su un cartello in esposizione, o in condizioni generali che non hai sottoscritto, è contestabile.
Il venditore dice che è usura normale. Chi ha ragione?
Dipende dal difetto, dall’età dell’auto e dal chilometraggio. Il consumo di freni, pneumatici o batteria non è coperto; un guasto meccanico grave dopo poche settimane non è usura per nessun veicolo. La diagnosi scritta di un’officina indipendente è il documento che sposta la discussione dall’opinione del venditore ai fatti.
Ho fatto riparare l’auto altrove. Posso chiedere il rimborso?
Solo se avevi già contestato il difetto al venditore dandogli la possibilità di intervenire, oppure se l’urgenza non lasciava alternative. Riparare senza avvisare indebolisce la posizione, perché il venditore può contestare sia la necessità sia il costo. In ogni caso conserva la fattura e la descrizione dettagliata dell’intervento.
Il difetto è comparso dopo tredici mesi. Sono ancora coperto?
Se la garanzia è di due anni sì, ma passato il primo anno tocca a te dimostrare che il difetto esisteva già alla consegna, e serve la perizia di un tecnico. Se invece la durata era stata ridotta a un anno con un accordo valido, non sei più coperto. Ricorda che l’azione si prescrive comunque in ventisei mesi dalla consegna.
Ho comprato da un privato e l’auto ha un vizio grave.
Il Codice del consumo non si applica. Valgono le regole del Codice civile: denuncia entro otto giorni dalla scoperta e azione entro un anno dalla consegna, con la possibilità per le parti di escludere la garanzia, salvo che il venditore abbia nascosto in mala fede un vizio che conosceva. Se un concessionario ha fatto da tramite, la sua responsabilità va verificata.
Il rivenditore mi offre una polizza invece della riparazione.
La garanzia commerciale o la polizza che ti vendono si aggiungono alla garanzia legale, non la sostituiscono, e non possono peggiorarla. Se il difetto rientra nella garanzia legale, la riparazione è a carico del venditore senza franchigie né massimali. Verifica sempre che cosa stai pagando prima di accettarlo come soluzione.
Hai un problema su Auto e moto, sinistri e multe? Scrivici!
Stai inviando allo Sportello +Tutela di Consumerismo No Profit APS ETS il racconto del tuo problema e i tuoi recapiti. Lo legge un operatore, che valuta gratuitamente il caso e ti risponde entro 24 ore. Non stai firmando nulla e non ti stiamo chiedendo denaro.
Non devi allegare niente adesso: tieni da parte i documenti che riguardano il tuo caso, se andiamo avanti ti diremo quali servono.



