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COVID 19 – Allenarsi da casa può costarti caro

Prezzi: aumenti fino al +97% per l’attrezzatura da palestra, e scoppia business dei personal trainer. Consumerismo denuncia: inaccettabile speculazione su Covid, intervenga Antitrust. Chiusura palestre e centri sportivi fa impennare listini dei prodotti legati al fitness: allenarsi in casa può costare oltre 1.100 euro. Rincari medi da +85% per tapis roulant, +92% cyclette, +97% manubri, +67% la panca. Fino a 70 euro per una lezione a distanza

La chiusura delle palestre ha fatto aumentare i costi

Con la prolungata chiusura di palestre, piscine e centri sportivi a causa del sono letteralmente impennati in i dei prodotti legati al fitness, con rincari generalizzati specie sulle varie piattaforme online, ed esplode il business dei personal trainer che organizzano lezioni online.

Lo denuncia oggi Consumerismo No profit, associazione di consumatori specializzata in tecnologia, che ha realizzato un apposito studio sull’argomento.

Dal Lockdown i prezzi sono aumentati

“A partire dal lockdown dello scorso anno i consumatori hanno segnalato anomali rincari dei prezzi per tutti quei prodotti legati all’attività fisica da svolgere in casa – spiega il presidente – Un fenomeno che si è intensificato nelle ultime settimane, a causa del perdurare delle misure anti-Covid che, come noto, dispongono la chiusura di palestre e centri sportivi. Al punto che oggi, chi vuole dotarsi di una attrezzatura completa per l’allenamento in casa, è costretto a spendere in media oltre 1.100 euro”.

I prodotti che hanno subito i rincari

Analizzando l’andamento dei prezzi dei prodotti da palestra e fitness più richiesti in Italia, si scopre che in testa alla classifica dei rincari rispetto al periodo pre-Covid ci sono i manubri (+97,7%), indispensabili per svolgere tutta una serie di esercizi muscolari – spiega – Manubri che devono poi essere utilizzati assieme ai pesi, i cui prezzi hanno subito un aumento medio del +81,8%. Fortissimi gli incrementi anche per i listini di e , i cui prezzi per prodotti di medio livello erano rispettivamente di 350 euro e 130 euro nel 2019, oggi introvabili a meno di 650 euro e 250 euro (a parità di modello).

Anche i tappetini per fare addominali e stretching hanno subito rincari medi del +63,3%, mentre per una panca si spende oggi il +67,8% in più.

Il fenomeno dei tutor

A tutto ciò si aggiunge il fenomeno di allenatori e personal trainer, che attraverso lezioni prima all’aperto e ora online, hanno dato vita ad un nuovo business: per un’ora di allenamento a distanza collegati da pc o tablet, si arriva a spendere fino a 70 euro, un giro d’affari spesso sommerso e che sfugge al fisco.

“L’aumento dei prezzi è una mera speculazione legata al Covid e allo stato di necessità dei cittadini – denuncia il presidente di Consumerismo, Luigi Gabriele – La maggiore domanda da parte degli italiani che, non potendosi allenare in palestra, decidono di acquistare online attrezzatura sportiva, ha prodotto un ingiustificato incremento dei prezzi, su cui farebbe bene ad indagare l’”.

Prezzo medio 2019 Prezzo medio 2020 Differenza %
Manubri in ghisa 45 euro 89 euro +97,7%
Cyclette 130 euro 250 euro +92,3%
Tapis roulant 350 euro 650 euro +85,7%
Set pesi da 5 kg 22 euro 40 euro +81,8%
Panca 59 euro 99 euro +67,8%
Tappetino 7,90 euro 12,90 euro +63,3%

Fonte: elaborazioni Consumerismo No Profit

 

Luigi Gabriele

Presidente dell'Associazione Consumerismo no profit. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico amministrativo. Specializzato in affari regolatori, relazioni istituzionali e comunicazione pubblica. Dopo diverse esperienze in aziende e presso l’Università Sapienza, dal 2008 si occupa di tutela del consumatore. Ha svolto la funzione di esperto per due delle principali associazioni nazionali, svolgendo sia il ruolo di esperto consumerista sia di comunicatore pubblico. E’ consulente stabile in materia di consumi e tutela del consumatore per Uno Mattina, Mi manda Rai3, Tg2 Italia, Tv 2000 - Attenti al Lupo, Radio Rai1, Radio24, Radio Cusano Campus e innumerevoli siti web e testate. Ha acquisito competenze per la risoluzione delle casistiche sia individuali sia collettive in tutela del consumatore nei settori regolamentati (energia, gas, acqua e rifiuti, telefonia, Internet e pay tv, assicurazioni, bancario e servizi postali) e nei settori di consumo generico, come commercio elettronico, innovazione tecnologica e spesa domestica. E’ componente dei gruppi di lavoro sulla tutela del consumatore del Ministero dello Sviluppo Economico e ha svolto consulenza specifica per numerosi commissioni parlamentari su testi di legge in materia di tutela dei consumatori. Oggi è presidente di Consumerismo no profit e di Visionari no profit, organizzazione per la divulgazione della scienza e della tecnologia.

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