Acquisti

Tassa sui pacchi, cosa cambia davvero? Chi paga i 2 euro? La guida di Consumerismo sugli acquisti.

Chi paga davvero, quali spedizioni sono coinvolte e perché la misura colpisce soprattutto i colossi low cost come Temu e Shein.

In queste settimane si parla molto della nuova tassa sui pacchi, il contributo da 2 euro legato a determinate spedizioni e-commerce provenienti da Paesi extra-UE. Un tema che sta facendo discutere consumatori e operatori, perché può incidere sul costo finale degli acquisti online e perché introduce nuove regole da comprendere bene, soprattutto in una fase iniziale in cui l’applicazione potrebbe non essere uniforme. Per fare chiarezza su cosa cambia davvero, quali spedizioni sono coinvolte e chi sostiene concretamente la spesa, Consumerismo ha raccolto le informazioni più attendibili e aggiornate, con l’obiettivo di offrire ai cittadini uno strumento semplice e utile per orientarsi. La segretaria generale Barbara Molinario è stata intervistata da Maria Soave e Tiberio Timperi durante la trasmissione televisiva Uno Mattina News su Rai1, rispondendo alle domande più frequenti e spiegando cosa devono aspettarsi le famiglie e gli acquirenti abituali dell’e-commerce.

Come funziona questa nuova tassa sui pacchi?

Dal 2026, con una misura introdotta nella Legge di Bilancio, è previsto un contributo fisso di 2 euro su alcune spedizioni e-commerce in arrivo in Italia. Serve a sostenere controlli e gestione doganale legati all’aumento dei piccoli pacchi importati con gli acquisti online. Non è una tassa sul prodotto, ma un costo collegato alle procedure doganali. L’avvio potrebbe non essere stato uniforme fin da subito, perché l’Agenzia delle Dogane ha indicato un periodo transitorio fino al 15 marzo 2026, senza sanzioni nella fase iniziale.

Quali spedizioni riguarda?

Riguarda i pacchi provenienti da Paesi extra-UE con merce di valore inferiore a 150 euro. Questa soglia coincide con il limite sotto il quale in genere non si applicano dazi, pur restando necessari i controlli e lo sdoganamento.

Chi la paga?

Di fatto il costo ricade sul consumatore finale con un aumento di 2 euro sul singolo invio interessato. Può essere mostrato come voce separata oppure essere incluso nel totale finale, in base a come lo gestisce la piattaforma.

Se ho un abbonamento per le consegne come funziona?

L’abbonamento spesso copre la spedizione “commerciale”, ma questo contributo è legato allo sdoganamento e può restare dovuto anche con consegna inclusa. In molti casi non viene assorbito automaticamente e può comparire comunque nel totale dell’ordine.

Ci sono novità anche per i contenitori?

Sì, ma non è una nuova tassa per i contribuenti. Per “contenitori” si parla degli imballaggi e di un contributo ambientale che viene pagato dalle aziende per finanziare raccolta e riciclo. Nel 2026 cambiano alcune regole e fasce, e per i consumatori l’effetto può essere solo indiretto: un possibile leggero aumento di prezzo su alcuni prodotti, non un costo fisso aggiuntivo sul pacco come i 2 euro.

Perché, come dicono in tanti, è un attacco diretto ai colossi della Fast Fashion?

Perché piattaforme come Temu e Shein si basano su un altissimo numero di pacchi di piccolo valore, spesso sotto i 150 euro, spediti direttamente da Paesi extra-UE. Un costo fisso ripetuto su milioni di invii incide sul prezzo finale e riduce il vantaggio dell’ultra low cost. La misura però vale in generale per tutte le spedizioni extra-UE sotto soglia, non solo per quei marchi.

Barbara Molinario

Barbara Molinario è giornalista ed esperta di comunicazione, con oltre venticinque anni di esperienza. Opinionista indipendente, interviene su temi legati alla sostenibilità, ai consumi e alla tutela dei consumatori. Collabora con numerose testate giornalistiche, agenzie stampa, web, radio e TV nazionali tra cui Tg1, Tg2, Tg3, Uno Mattina, Agorà, Restart, Mi Manda Rai3, Mattino 5, Tg Poste, e tante altre. Speaker radiofonica; esperta di moda e costume, è direttrice del magazine Fashion News Magazine. Segretaria generale dell’associazione Consumerismo no profit, si occupa di promozione dei diritti dei cittadini e sensibilizzazione sociale. È inoltre Presidente dell’associazione Road to green 2020, con cui promuove la sostenibilità ambientale attraverso il forum internazionale “La città del futuro” e il contest #roadtogreen, che valorizza artisti, designer e innovatori. Con il progetto Road to pink da voce alle donne ed è attivamente impegnata nella lotta contro la violenza di genere. Project manager, progettista di interventi per privati e bandi pubblici, opera nei settori dell’impresa e del sociale, sviluppando iniziative ad alto impatto culturale, ambientale ed educativo. È attivista nel campo della tutela e formazione dei minori, conta all’attivo progetti come Legal Love e Mangio dopo, che affrontano temi legati al benessere psico-fisico dei più giovani, collaborando con scuole e istituzioni pubbliche. Docente di comunicazione, ufficio stampa, pubbliche relazioni e organizzazione eventi, è amministratore della società DBG Management & Consulting srl ed è tra i soci fondatori del Convention Bureau Roma e Lazio. È stata per anni attiva nel sistema Confindustria. Tra le sue pubblicazioni e produzioni: Combattere il cyberbullismo. Riconoscere le Fake News. Gestire gli haters. Zero, il libretto interattivo contro lo spreco del cibo. Riciclare è un’arte; Sostenibilità nell’industria della moda, tra nuovi trend, falsi miti.

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