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Il fornitore di luce o gas smette di fornirti: cosa succede

Il fornitore di luce o gas non vi fornisce più? La fornitura non si interrompe: chi vi fornisce nel frattempo, a che prezzo e cosa fare subito.

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Negli ultimi anni diversi fornitori di energia hanno smesso di fornire i propri clienti: per fallimento, per cessazione dell’attività, oppure perché si sono visti risolvere i contratti con cui accedevano alla rete. Chi era loro cliente si è trovato con una domanda semplice e nessuna risposta: e adesso? La risposta è che la fornitura è garantita. Ma come, a quale prezzo e per quanto tempo va capito, perché in quel periodo si può pagare più del necessario.

Se il vostro fornitore di o non può più fornirvi, per qualunque motivo, la fornitura non si interrompe: si passa automaticamente a un : maggior tutela o tutele graduali per la luce, fornitore di ultima istanza per il gas. Verificate le condizioni, scegliete un nuovo contratto e chiedete per iscritto i crediti al vecchio fornitore.

La fornitura non si interrompe

Il sistema prevede servizi di ultima istanza: se il fornitore non può più operare, i suoi clienti passano automaticamente a un fornitore designato, senza interruzione e senza che il cliente debba fare nulla. Per la luce, i clienti vulnerabili entrano nel servizio di maggior tutela, gli altri clienti domestici nel servizio a tutele graduali, che resta attivo fino al 31 marzo 2027. Per il gas, i clienti domestici passano al fornitore di ultima istanza della propria area, scelto con un’asta dell’; se questo non è possibile, si attiva il servizio di default. Nomi diversi, stesso principio: nessuno resta senza.

A quale prezzo

Il servizio di ultima istanza ha condizioni economiche stabilite dalla regolazione, non scelte dal cliente. Possono essere più care delle offerte di mercato, perché il servizio è pensato come transitorio: per il gas, dopo i primi tre mesi il prezzo del fornitore di ultima istanza include una maggiorazione, proprio per spingere a scegliere un contratto. Per questo la cosa da fare, appena si viene a sapere del passaggio, è verificare le condizioni applicate e valutare un nuovo contratto con un fornitore scelto. Il passaggio al servizio di ultima istanza non è una condanna: è un ponte. Un esempio: una famiglia che a novembre riceve la comunicazione del fornitore di ultima istanza del gas ha tre mesi prima che al prezzo si aggiunga la maggiorazione. È il tempo giusto per controllare le prime bollette, confrontare le offerte sul Portale Offerte e scegliere un nuovo contratto, senza firmare nulla sotto pressione e senza lasciare che l’inverno passi con il prezzo più alto.

Come si viene a sapere?

Il fornitore che subentra vi invia una comunicazione con il servizio attivato, le condizioni applicate e il modo per uscirne. Se ricevete una bolletta da un fornitore che non conoscete e non avete firmato nulla, prima di pensare a un contratto non richiesto, verificate se si tratta di un servizio di ultima istanza, controllando la comunicazione ricevuta o chiedendolo per iscritto al nuovo fornitore.

Le bollette e i pagamenti

I consumi fino alla data del passaggio sono dovuti al vecchio fornitore, quelli successivi al nuovo: controllate che le date delle ultime bollette del primo e delle prime del secondo non si sovrappongano. Se avevate un credito verso il vecchio fornitore, per esempio un a vostro favore o il , chiedetelo per iscritto e conservate bollette e ricevute: lo sportello può aiutarvi a predisporre la richiesta.

Cosa fare, in ordine

Verificare chi è il fornitore attuale e a che condizioni. Non pagare bollette a soggetti non identificati. Scegliere con calma un nuovo contratto, confrontando sul Portale Offerte dell’Autorità. Recuperare gli eventuali crediti verso il vecchio fornitore con una richiesta scritta. Diffidare di chi, in quei giorni, telefona proponendo “il passaggio urgente”: la fornitura è già garantita, l’urgenza è solo commerciale.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo esamina bollette, contratto e comunicazioni e verifica se c’è materia per una contestazione. Se sì, prepara il scritto al fornitore con il codice POD o PDR, i fatti, la contestazione e le richieste, e lo invia con mezzo tracciabile. Se la risposta non arriva entro trenta giorni o non risolve, presenta la domanda di conciliazione presso il Servizio Conciliazione dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente e vi assiste con delega fino all’accordo. Nei casi che lo richiedono, segnala la condotta del fornitore all’Autorità di regolazione o all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che vi vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

Le ultime bollette, anche in formato digitale, e quella contestata; il contratto o la scheda dell’offerta, se disponibili; una fotografia del contatore con la lettura del giorno; le comunicazioni ricevute dal fornitore, comprese eventuali lettere di sollecito o di ; i reclami già inviati con le risposte; per i , la prima bolletta del nuovo fornitore.

Tempi realistici e possibili esiti

Il fornitore deve rispondere al reclamo entro trenta giorni. La conciliazione, se necessaria, dura in media circa 65 giorni, secondo i dati dell’Autorità. Gli esiti più frequenti sono la rettifica della bolletta, lo storno delle somme non dovute, il ripristino della fornitura precedente e il riconoscimento degli previsti dalla regolazione. Non tutti i casi hanno basi: lo Sportello ve lo dice dopo aver letto i documenti, senza promettere risultati.

Per approfondire: Sportello per il consumatore Energia e Ambiente · Codice del consumo

Hai un problema? Compila il modulo di segnalazione

Se hai un problema con la bolletta, con un contratto o con il fornitore di luce e gas, compila il modulo di segnalazione dello Sportello +Tutela: un operatore che si occupa di energia ti ricontatta per capire il caso e indicarti il percorso corretto. Puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o chiamare lo 0694805440.

Domande frequenti

Resto al buio se il mio fornitore smette di fornirmi?

No. Il passaggio a un servizio di ultima istanza è automatico e senza interruzione: per la luce la maggior tutela, se siete clienti vulnerabili, o il servizio a tutele graduali; per il gas il fornitore di ultima istanza della vostra area. Non dovete fare nulla per restare forniti, ma conviene verificare subito le condizioni che vi vengono applicate.

Devo firmare qualcosa?

No, il passaggio avviene d’ufficio e non richiede la firma di un contratto: le condizioni vi vengono comunicate dal fornitore che subentra. Firmerete solo quando deciderete di scegliere un nuovo fornitore sul mercato libero, cosa che potete fare in qualsiasi momento. Diffidate di chi vi chiede una firma urgente per non restare senza energia.

Il prezzo del servizio di ultima istanza è alto?

È regolato, e può essere superiore alle offerte di mercato, perché è pensato come servizio transitorio. Per il gas, dopo i primi tre mesi il prezzo del fornitore di ultima istanza include una maggiorazione proprio per spingere i clienti a scegliere. Conviene confrontare sul Portale Offerte e cambiare, senza fretta ma senza aspettare mesi.

Come recupero il deposito cauzionale?

Il deposito versato al vecchio fornitore vi deve essere restituito. Chiedetelo per iscritto, allegando il contratto e la bolletta in cui risulta versato, e conservate la ricevuta dell’invio. Controllate anche la bolletta di chiusura, dove la restituzione dovrebbe comparire. Se non ricevete risposta, lo sportello può aiutarvi a sollecitarla.

Le condizioni del vecchio contratto restano?

No. Il servizio di ultima istanza ha condizioni proprie, stabilite dalla regolazione, e il vecchio contratto è cessato insieme al fornitore. Eventuali sconti, prezzi bloccati o servizi aggiuntivi non vi seguono. Per questo il passaggio va trattato come l’occasione per scegliere, con calma, un nuovo contratto adatto ai vostri consumi.

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