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Green Pass – NON diffondere il QR Code sui social

Chi siamo, se e quando ci siamo vaccinati, quante dosi abbiamo fatto, il tipo di vaccino, se abbiamo avuto il Covid e quando, se abbiamo fatto un tampone, quando e il suo esito e tanto di più.

Allarme del Garante privacy

Fonte: garanteprivacy.it

Pericoloso mettere sui social il Qr-Code del green pass, l’allarme del Garante Privacy
Intervento di Guido Scorza, Componente del Garante per la protezione dei
(Agenda Digitale, 24 giugno 2021)

Con l’arrivo dei primi green pass nelle nostre mani cominciano a comparire sui social le immagini dei primi QR-code che chi lo ha ricevuto esibisce trionfalmente.

E’ una pessima idea.

Perché è pericoloso condividere sui social i qr-code dei green pass

Quel QR-code è una miniera di invisibili a occhio nudo ma leggibili da chiunque avesse voglia di farsi i fatti nostri.

Chi siamo, se e quando ci siamo vaccinati, quante dosi abbiamo fatto, il tipo di vaccino, se abbiamo avuto il e quando, se abbiamo fatto un tampone, quando e il suo esito e tanto di più.

Il QR-code in questione deve essere esclusivamente esibito alle forze dell’ordine e a chi è autorizzato dalla legge a chiedercelo per l’esercizio delle attività per le quali la legge ne prevede l’esibizione e deve essere letto esclusivamente attraverso l’apposita APP di Governo che garantisce che il verificatore veda solo se abbiamo o non abbiamo il green pass e non anche tutte le altre informazioni e, soprattutto, non conservi nulla.

Ogni uso diverso è pericoloso per sé e per gli altri.

Per sé perché si lascia in giro per il web una scia di propri per di più sanitari che chiunque potrebbe utilizzare per finalità malevole. Ad esempio per desumere che la persona ha patologie incompatibili con la vaccinazione o è contraria al vaccino. E di qui negare impieghi stagionali, tenere lontani da un certo luogo, insomma per varie forme di discriminazione. O anche per fare truffe mirate o per fare profilazione commerciale. Immaginiamo la possibilità che questi dati finiscano in un database venduto e vendibile.

Ma anche questa prassi potrebbe facilitare la circolazione di QR-Code falsi che frustrerebbero l’obiettivo circolazione sicura perseguito con i green pass.

Siamo tutti avvisati. Resistiamo alla tentazione. Esibire la soddisfazione di avere il greenpass è davvero una pessima idea. Se proprio non sappiamo farne a meno, limitiamoci a condividere con il mondo la notizia, senza l’immagine dell’agognato QR-Code.

PEr sapere come ottenere il Green Pass leggi la mini guida di CONSUMERISMO.IT

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