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Ricordo ancora il suono della voce di Francesco Tritto, il nostro Professore di Diritto e Procedura Penale alla Sapienza. Per noi non era uno dei tanti docenti, era il Professore. La sua Aula XI non era solo un luogo di studio, ma uno spazio di aggregazione talmente umano che tra quei banchi sono nate amicizie e unioni durate una vita intera.
Il Professore ci ha consegnato la lezione più difficile e nobile: il rispetto per la persona e la gratitudine profonda che si prova nel difendere l’umanità attraverso il diritto. Le sue non erano semplici spiegazioni tecniche; erano lezioni di vita che partivano dall’anima per arrivare alla mente. Quando parlava del suo maestro, Aldo Moro, il tono della sua voce cambiava, diventava roco, e l’emozione si faceva tangibile in tutta l’aula. Ci ha lasciato un mantra che ha segnato il mio destino: prima dell’io, esiste il noi.
Per anni ho cercato di tradurre quell’insegnamento nella politica tradizionale, scontrandomi però con un realismo che troppo spesso trasforma il “noi collettivo” in un semplice interesse di fazione. Ho cercato quella stessa sete di giustizia nel movimentismo dei consumatori, ma anche lì l’interesse generale cedeva il passo a logiche particolari, se non puramente individuali.
Il rischio era quello di vivere una vita nell’attesa vana di un obiettivo inarrivabile. Così, l‘8 maggio 2020 — il primo giorno di vera riapertura dopo il buio del Covid — ho deciso di fondare Consumerismo.
I primi due anni sono stati una salita ripida: poche risorse, nessuna struttura definita, il rischio costante di diventare l’ennesima sigla senza anima. Ma cercavo altro. Cercavo l’efficacia dell’impatto unita alla purezza dell’ideale.
In questa sfida non sono rimasto solo. Ho incontrato Barbara, un vulcano di energia, capace di chiedere “da dove iniziamo?” prima ancora di chiedersi il perché. Poi Giovanni, con gli occhi carichi della forza di chi vuole riscatto. È arrivato Giulio, con la sua ironica mitezza; e l’altra Barbara, la paladina che ha avuto il coraggio di sfidare il sistema. Si è unita Rossella, tenace battagliera della Terra dei Fuochi, e Paolo, giovane avvocato che usa il diritto come un’arma di difesa di massa. E poi Alberto con il suo staff, Piera, Marco, Fabrizio, Fabrizio N., Ciro, Elena, Agata.
Oggi la famiglia si è allargata ancora con Francesca, Raffaele, Davide, Marco, Diego, Michela, Elvira, Francesco, Mariano, Francesco Paolo, Antonio. E molti altri si stanno unendo, con l’obiettivo di avere un delegato in ogni comune d’Italia.
Cosa spinge tutte queste persone? Una sola urgenza: non rassegnarsi. Vogliono cambiare le cose, dare risposte, tornare a essere comunità. Come in quella vecchia filastrocca dell’elefante che dondolava su un filo di ragnatela, presto non avremo più tempo per contarci, ma avremo il dovere di ringraziarci.
Siete la parte migliore di un’Italia che rinasce. Grazie a ognuno di voi. Buon cammino, Consumerismo.
A te professore, in memoria della tua umanità. Luigi




