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Lettera a Davide Sassoli| I debiti Covid non si paghino!!

Il Presidente dell’Europarlamento Sassoli si è accorto che i parametri di Maastricht non esistono più e quindi servirà rivederli. Come? Lasciandoli come sono. chiariamo per gradi.
Da sempre i parametri sono apparsi errati o “stupidi”, come diceva Prodi che ha partecipato alla loro stesura ed accettazione. Ma se non vanno bene cosa fare? Su quali numeri si può essere d’accordo per il futuro dell’Europa? La scienza economica europea e mondiale non ha nulla da dire e quindi si inventa una formula un po’ tedesca e un po’ napoletana. Vediamo quale. Una porzione di debiti li abboniamo con la scusa del covid e quindi dimentichiamo lo sforamento del parametro deficit/Pil (porzione napoletana) ma per il dopo covid torniamo a com’era prima (contentino per i tedeschi e nordici in genere). Una soluzione “democristiana” potremmo dire!
Ma quali debiti? Quelli verso l’Europa o verso la BCE? non si precisa, forse perchè non lo sa nessuno, ma è da presumere che la parte da leone lo facciano i debiti verso la BCE di cui una porzione è stata contratta dopo l’inizio dell’epidemia e quindi sono facilmente collegabili alla malattia. E se in futuro torna il covid? Diciamolo meglio: questo significa che quando c’è un imprevisto come una epidemia si può chiudere un occhio? E chi decide quale è questo imprevisto?…naturalmente nessuna idea.
Si vocifera che Il Nostro abbia aperto a questa opportunità che circola da tempo per ingraziarsi le simpatie di alcuni partiti e della opinione pubblica per divenire il prossimo Presidente della Repubblica sapendo che quelli sono debiti che non saranno pagati mai. Infatti con i consumi in caduta libera è impossibile immaginare il pagamento nei prossimi decenni anche di piccola parte dei debiti esistenti; quelli verso la BCE poi sono diversi dai debiti “normali” perché questa ha dato soldi “nuovi” per non dire finti.
Ma che ne pensano i consumatori, i risparmiatori e in genere l’economia reale?
Mentre i debiti verso l’Europa dovranno rimanere tali per l’ostruzionismo nordico, quelli verso la BCE sono debiti molto sui generis : se fossero pagati si creerebbe a favore della Banca Centrale un profitto illegittimo e quindi la BCE non li può intascare; infatti sta rinnovando il debito alla scadenza dei titoli; ma questo comportamento non ha un nesso con il covid. Quei debiti non devono essere pagati mai con o senza malattia semplicemente perché la BCE non ha fine di lucro. Porre quel nesso come fa Sassoli è un modo per non dire che vuole dare agli italiani (ma anche per gli altri stati) il nulla!
Il mondo dell’economia reale guidato dal pensiero consumerista deve prendere posizione chiara su questo punto che da solo cambia l’intero scenario economico e politico europeo.
Canio Trione
Membro del Comitato dei Saggi di CONSUMERISMO NO PROFIT

Luigi Gabriele

Presidente di Consumerismo no Profit, e responsabile editoriale di Consumerismo.it. Segno zodiacale Cancro. Laurea in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma (indirizzo politico-amministrativo, per chi ancora crede nelle etichette), giornalista e comunicatore pubblico regolarmente censito nelle rispettive anagrafi di categoria. Ha trascorso gli anni della formazione tra aule accademiche e palazzi del potere, specializzandosi in affari regolatori e relazioni istituzionali, prima di capire che il vero potere risiede nel portafoglio (spesso vuoto) del cittadino. Dal 2008 ha scelto la trincea del sociale come attivista, trasformandosi nell'incubo dei "cartelli" e nella voce fuori dal coro per la tutela dei consumatori. In questo ambito è diventato il volto e la parola delle principali organizzazioni del settore, prestando la propria expertise a molti gruppi di lavoro del Ministero dello Sviluppo Economico e alle Commissioni Parlamentari, dove tenta quotidianamente di tradurre i testi legislativi in una lingua comprensibile ai comuni mortali. Conoscitore anche dei gossip, delle autorità di vigilanza e regolazione italiane, dove ne analizza regolazione, posizioni e sopratutto comportamento. Vive un'ossessione cromatica per l'arancione e il blu scuro, colori eletti a divisa d'ordinanza tra cravatte, braccialetti e stemmi, nonché pantone ufficiale di Consumerismo No Profit, la lobby indipendente dei consumatori italiani di cui è Presidente. L'arancione è anche il tratto distintivo della sua Fiat 500 del 1971 serie L, acquistata per 4.000 euro con i risparmi accumulati in sei anni di mobilità elettrica estrema. Muovendosi tra i palazzi del potere di Roma su una mini bici elettrica, ha infatti evitato 10.000 euro di esborsi tra carburante, bolli e multe: un'operazione che, tra risparmio e rivalutazione dell'auto, ha generato un valore di 14.000 euro. La prova vivente che cambiare un’abitudine è il miglior investimento finanziario possibile. Consulente stabile per i principali media nazionali in materia di economia e consumi, ha la pessima abitudine di dire la verità sui prezzi anche quando non è conveniente per lo share. Quando non è impegnato a difendere i diritti altrui o a pedalare tra i ministeri, si rifugia in montagna per praticare trekking, cercando in quota quell'allineamento tra visione e azione che il livello del mare spesso offusca. Docente di comunicazione pubblica e istituzionale presso il Master di secondo livello in Mangement & Governance della PA dell'Università Niccolò Cusano, insegna ai futuri dirigenti che il senso viene sempre prima della velocità e che la coerenza è l'unica moneta che non svaluta mai. presidenza@consumerismo.it www.luigigabriele.it

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