Cittadinanza e Nuove EconomieImprese

Terzo settore: il valore supera i 100 miliardi di euro nel 2025

Il Terzo settore in Italia raggiunge nel 2025 un valore economico superiore ai 100 miliardi di euro, pari a circa il 5% del Pil. Secondo i dati della Confederazione Aepi presieduta da Mino Dinoi, il comparto conta 400mila enti e un milione di dipendenti. Nonostante il primato economico di Lazio e Lombardia, restano divari territoriali tra Nord e Sud. AEPI propone alla Camera una risoluzione per il riconoscimento del Terzo settore come impresa sociale e pilastro dell'economia nazionale.

Il comparto del non profit in Italia consolida la propria rilevanza economica raggiungendo un valore superiore ai 100 miliardi di euro nel corso del 2025. Secondo le analisi condotte dalla Confederazione , il settore incide attualmente tra il 4,5% e il 5% del Prodotto Interno Lordo nazionale, confermando un trend di crescita costante per tutti i principali indicatori macroeconomici.

La Confederazione Aepi, organismo che aggrega 40 organizzazioni, 160mila imprese e 50.000 professionisti, ha monitorato l’evoluzione del comparto negli ultimi dieci anni. I dati evidenziano un incremento del valore economico pari al 42% rispetto ai 70,4 miliardi di euro rilevati dall’Istat nel 2015, segnando una trasformazione strutturale del settore in un asset produttivo di primo piano.

Crescita delle istituzioni e impatto sui livelli occupazionali

Il numero di istituzioni non profit attive sul territorio nazionale ha registrato un aumento del 19% negli ultimi anni, raggiungendo una quota di circa 400mila enti nel 2025. Questa espansione numerica si riflette direttamente sulla capacità di assorbimento del mercato del lavoro, con il settore che garantisce oggi impiego a un milione di lavoratori dipendenti su tutto il territorio italiano.

L’articolazione interna del comparto vede una prevalenza numerica delle associazioni sportive, che rappresentano un terzo del totale, seguite dalle attività ricreative (17%) e dai settori culturale e artistico (15%). Tuttavia, la maggiore densità occupazionale si concentra nell’assistenza sociale e nella protezione civile, settori che da soli impiegano quasi la metà della forza lavoro totale del Terzo settore, seguiti da istruzione, ricerca e sanità.

Dinamiche di sviluppo settoriale e distribuzione territoriale

Le aree che mostrano il maggiore dinamismo in termini di nuove costituzioni sono quelle dedicate alla tutela dei diritti e all’attività politica, in crescita del 35% rispetto al 2015, e il comparto ambientale, che segna un incremento del 30%. Questi dati sottolineano un mutamento nelle priorità operative degli enti non profit, sempre più orientati verso temi di rilevanza civica e sostenibilità.

Permangono tuttavia marcate disparità geografiche nella distribuzione delle realtà associative e produttive. Il 50% delle istituzioni risulta concentrato nelle regioni del Nord Italia, mentre il Mezzogiorno registra una presenza del 19% al Sud e del 9,5% nelle Isole. Anche la densità dei dipendenti rispetto alla popolazione residente conferma il divario, con il Trentino Alto Adige, il Lazio, la Lombardia e l’Emilia-Romagna ai vertici della classifica.

Analisi del valore prodotto e proposte di riforma istituzionale

Sotto il profilo del valore economico generato, il Lazio guida la graduatoria nazionale con una produzione annua superiore ai 25 miliardi di euro, precedendo la Lombardia che si attesta a 22 miliardi. Seguono, con distacco, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana, le quali contribuiscono con volumi compresi tra i 6 e i 7 miliardi di euro ciascuna.

Nonostante la solidità dei numeri, il riconoscimento del Terzo settore come interlocutore istituzionale incontra ancora resistenze culturali. Il presidente di AEPI, , ha sottolineato la necessità di una revisione percettiva del comparto: « Persiste un’errata percezione del concetto di non profit: occorre comprendere che si tratta a tutti gli effetti di impresa sociale. Queste realtà, pur rinunciando al profitto per generare valore a beneficio della collettività, richiedono un’organizzazione, una gestione e una credibilità del tutto analoghe a quelle delle imprese profit ».

Iniziative parlamentari per il sostegno all’economia sociale

La Confederazione ha presentato formalmente una proposta di risoluzione presso la XI Commissione della Camera dei Deputati, focalizzata sul lavoro pubblico e privato. L’iniziativa mira a definire un quadro normativo e di supporto che valorizzi il ruolo sussidiario degli enti non profit, promuovendo al contempo la cultura della legalità e della sicurezza nei contesti operativi.

Secondo Mino Dinoi, l’obiettivo è rafforzare questo pilastro dell’economia nazionale attraverso politiche mirate: « In questa direzione, AEPI ha sottoposto alle forze politiche una proposta di risoluzione mirata a sostenere concretamente questo pilastro dell’economia sociale, supportando le realtà produttive e associative e promuovendo politiche che rafforzino la cultura della legalità, della responsabilità sociale e della sicurezza delle persone ».


Leggi anche:

Pulsante per tornare all'inizio
RICHIEDI ASSISTENZA