Lo stesso prodotto, sullo stesso sito, costa meno nella versione tedesca. Provi a comprare da lì e il sito ti riporta alla versione italiana, oppure rifiuta la tua carta, oppure non consegna in Italia. Sono blocchi geografici, e una parte consistente è vietata da un regolamento europeo del 2018. Non tutto lo è, però, e capire la differenza evita di impostare reclami che non possono andare da nessuna parte.
Il regolamento UE 2018/302 vieta di bloccare o reindirizzare l’accesso a un sito senza il tuo consenso in base al Paese, di applicare condizioni di accesso diverse per nazionalità o residenza nei casi che elenca, e di rifiutare un mezzo di pagamento per il Paese di emissione della carta. Non obbliga però a consegnare in tutti i Paesi né a praticare lo stesso prezzo ovunque, ed esclude espressamente i contenuti protetti dal diritto d’autore.
I tre divieti
L’accesso. Il venditore non può bloccare o limitare l’accesso alla propria interfaccia in base alla nazionalità, alla residenza o al luogo di stabilimento del cliente, né reindirizzarti a una versione nazionale diversa senza il tuo consenso esplicito: il reindirizzamento è ammesso se lo accetti e se resta possibile tornare alla versione che avevi scelto.
Le condizioni di accesso. Non può applicarti condizioni generali diverse, prezzi compresi, in tre situazioni: quando compri beni e non chiedi la consegna nel tuo Paese, perché li ritiri o li fai spedire dove il venditore consegna; quando acquisti servizi forniti per via elettronica, come hosting o archiviazione; quando acquisti servizi che riceverai fisicamente nel Paese in cui il venditore opera, come un biglietto o un noleggio.
Il pagamento. Non può rifiutare un mezzo di pagamento che accetta, per il Paese di emissione della carta o per la residenza del pagatore, quando la transazione è nella valuta che accetta e sono soddisfatti i requisiti di autenticazione.
Che cosa non è vietato
Il venditore non è obbligato a consegnare in tutti i Paesi: può limitare l’area di consegna, purché lo indichi. Se non consegna in Italia, puoi comprare alle condizioni del Paese dove consegna e organizzare tu il ritiro o il trasporto.
Non è obbligato a praticare lo stesso prezzo su tutte le versioni nazionali del sito: il divieto riguarda le condizioni generali di accesso, non l’uniformità dei prezzi fra Stati. Quello che non può fare è impedirti di accedere alla versione più conveniente e di acquistare lì, nei casi coperti.
E restano fuori dal regolamento alcuni settori: i servizi che danno accesso a contenuti protetti dal diritto d’autore, come streaming, musica e videogiochi digitali, e poi servizi finanziari, trasporti, sanità e altri che hanno discipline proprie. È la ragione per cui la richiesta sull’abbonamento di streaming più economico all’estero non ha basi, mentre quella su un servizio di archiviazione sì.
I casi più frequenti
Il reindirizzamento forzato. Scegli la versione tedesca e ti ritrovi su quella italiana senza poter tornare: vietato.
La carta rifiutata. Il sito accetta quel circuito ma rifiuta la tua carta perché emessa in Italia: vietato.
Il prezzo che cambia con l’indirizzo. Se la differenza dipende dai costi di consegna nel tuo Paese è lecita; se dipende solo dalla tua residenza, per un bene che ritiri altrove o per un servizio elettronico, è una discriminazione vietata.
L’ordine rifiutato. Non vendiamo a clienti italiani, detto per un servizio elettronico o per un bene che ritiri nel Paese del venditore: vietato.
Come si contesta
Reclamo scritto al venditore, con le schermate che documentano il blocco, il reindirizzamento o il rifiuto, citando il regolamento e indicando in quale dei casi coperti ricade il tuo acquisto. È la citazione del caso specifico che fa la differenza, perché la risposta standard dei venditori è che i prezzi sono liberi, cosa vera ma non pertinente.
Se il venditore è in un altro Stato membro, il Centro Europeo Consumatori Italia assiste nei reclami transfrontalieri.
In Italia l’autorità competente per l’applicazione del regolamento è l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, designata con la legge europea 2018, che su queste violazioni ha i poteri che ha per le pratiche commerciali scorrette.
Per gli acquisti già fatti a condizioni discriminatorie, la richiesta di rimborso della differenza si fonda sulla stessa documentazione: le due versioni del sito confrontate nello stesso momento.
La stessa logica, anche a casa
Il principio che sta sotto questo regolamento, cioè che il prezzo non può dipendere da chi sei o da dove vieni, torna anche in situazioni molto meno tecniche: è lo stesso che rende contestabili i menù con prezzi diversi per turisti e residenti. Lì, però, le basi solide sono quelle nazionali sull’esposizione dei prezzi, e il regolamento è un argomento aggiuntivo.
Che cosa fa lo Sportello +Tutela
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo verifica per prima cosa se il caso rientra fra quelli coperti, perché su questo si decide tutto: un servizio di streaming e un servizio di archiviazione hanno risposte opposte, e un reclamo sul caso escluso viene respinto in una riga. Prepara il reclamo al venditore con la citazione della fattispecie precisa e le schermate, e dove serve attiva il canale della rete europea dei consumatori. Predispone la segnalazione all’Autorità antitrust, che è l’autorità competente in Italia per questo regolamento. Per le maggiorazioni già pagate imposta la richiesta di rimborso sul confronto documentato fra le versioni del sito. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
Quali documenti servono
Le schermate con data del blocco, del reindirizzamento, del rifiuto della carta o della differenza di prezzo fra le versioni, le condizioni del sito sull’area di consegna, la prova degli acquisti eventualmente fatti a condizioni discriminatorie e le comunicazioni con il venditore.
Tempi realistici e possibili esiti
I venditori europei adeguano di regola la propria condotta davanti a un reclamo documentato che cita il regolamento e la fattispecie, in poche settimane. Per chi non risponde restano la rete dei centri europei per i consumatori e la segnalazione all’Autorità antitrust, con tempi più lunghi e senza esito individuale garantito. Il rimborso delle maggiorazioni già pagate è l’esito meno frequente. Lo Sportello verifica se il caso rientra nel regolamento e prepara reclamo e segnalazione, senza garantire l’esito.
Per approfondire: regolamento UE 2018/302 · Centro Europeo Consumatori Italia · Autorità garante della concorrenza e del mercato
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Domande frequenti
Il sito estero costa meno ma non consegna in Italia: posso pretendere la consegna?
No, il venditore può limitare l’area di consegna purché lo indichi. Puoi però accedere a quella versione, acquistare alle condizioni previste per chi non chiede la consegna nel proprio Paese e organizzare tu il ritiro o la spedizione da un indirizzo nell’area servita. Non può impedirti l’accesso né rifiutare la carta.
Un servizio di streaming costa meno all’estero: posso abbonarmi da lì?
No, in base a questo regolamento: i servizi che danno accesso a contenuti protetti dal diritto d’autore sono esclusi, e il venditore può limitarli per territorio. Le regole europee sulla portabilità ti consentono invece di usare l’abbonamento italiano quando viaggi nell’Unione.
La carta italiana viene rifiutata su un sito francese.
Se il sito accetta quel circuito e la transazione è nella valuta che accetta, il rifiuto per il Paese di emissione è vietato. Documenta con le schermate, contesta al venditore citando il regolamento e, se non risponde, rivolgiti al centro europeo dei consumatori e segnala all’Autorità antitrust.
Il venditore è fuori dall’Unione: vale il regolamento?
Si applica a chi offre beni o servizi a clienti nell’Unione, quindi anche a venditori stabiliti fuori. Farlo rispettare è un’altra cosa: i rimedi pratici passano dalla piattaforma che ospita il venditore e dalla contestazione dell’addebito con la carta.
Posso chiedere il rimborso della differenza pagata in passato?
Se hai pagato una maggiorazione applicata solo per la tua residenza, in un caso coperto dal regolamento, puoi chiederla come somma non dovuta. La prova è il confronto documentato fra le versioni del sito nello stesso momento. È l’esito meno frequente, ma la richiesta ha basi.
Il sito mi ha reindirizzato ma c’era un avviso che ho accettato.
Allora il reindirizzamento è lecito: il regolamento lo ammette con il consenso esplicito del cliente. Deve però restare possibile tornare alla versione che avevi scelto: se quel ritorno è impedito, la violazione resta. Controlla se esiste un collegamento per cambiare Paese e fotografa la pagina se non c’è.
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