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Privacy: informativa sul trattamento dei dati da parte di WhatsApp nel mirino del Garante

Poco chiari i termini del servizio

Il Garante della Privacy mette all’erta gli utenti dai comportamenti in materia di tutela dei dati personali adottati da WhatsApp: il messaggio con il quale la società ha avvertito i propri utenti degli aggiornamenti che verranno apportati dall’8 febbraio sono poco chiari.

Nel mirino del Garante “i termini di servizio – in particolare riguardo alla condivisione dei dati con altre società del gruppo – e la stessa informativa sul trattamento che verrà fatto dei loro dati personali”. Elementi che l’Autorità Garante ha trovato poco chiari, portando perciò la questione all’attenzione dell’Edpb (il Board che riunisce le Autorità privacy europee) e riservandosi di intervenire, in via d’urgenza, per tutelare gli utenti italiani e far rispettare la disciplina in materia di protezione dei dati personali.

Dai termini del servizio e dalla nuova informativa non risulta infatti possibile evincere chiaramente quali siano le modifiche introdotte, né comprendere in maniera trasparente quale sarà il trattamento dei dati dopo l’avvenuta modifica. Questo rende, di fatto, impossibile la manifestazione di in consenso consapevole, libero e informato da parte degli utenti, sempre più intimoriti e attenti in merito alla tutela dei propri dati.

Proprio la mancanza di chiarezza ha dato luogo a molta confusione: il punto più discusso è infatti l’interazione di WhatsApp con Facebook (altra applicazione in mano a Zuckerberg, che ha acquistato WhatsApp nel 2014). In Italia e nel resto d’Europa questo aggiornamento non avrà però effetti. I due enti che gestiscono il servizio sono differenti: WhatsApp Ireland per gli utenti europei e WhatsApp Inc per il resto del mondo.

Nei Paesi dell’Unione Europea in fatto di protezione della privacy vigono regole rigide fissare dalla GDPR, entrata in vigore in Europa nel maggior nel 2018.

A causa della scarsa chiarezza e informazione in tal senso, il panico che si è diffuso ha spinto molti utenti a migrare verso altre piattaforme. Il fondatore di Telegram, Pavlov Durov, ha fatto sapere che Telegram ha registrato un aumento di 25 milioni di utenti nelle ultime 72 ore.

Attenzione, però, al servizio che si sceglie: sempre meglio optare per servizi con messaggi crittografati.

Luigi Gabriele

Presidente di Consumerismo no Profit, e responsabile editoriale di Consumerismo.it. Segno zodiacale Cancro. Laurea in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma (indirizzo politico-amministrativo, per chi ancora crede nelle etichette), giornalista e comunicatore pubblico regolarmente censito nelle rispettive anagrafi di categoria. Ha trascorso gli anni della formazione tra aule accademiche e palazzi del potere, specializzandosi in affari regolatori e relazioni istituzionali, prima di capire che il vero potere risiede nel portafoglio (spesso vuoto) del cittadino. Dal 2008 ha scelto la trincea del sociale come attivista, trasformandosi nell'incubo dei "cartelli" e nella voce fuori dal coro per la tutela dei consumatori. In questo ambito è diventato il volto e la parola delle principali organizzazioni del settore, prestando la propria expertise a molti gruppi di lavoro del Ministero dello Sviluppo Economico e alle Commissioni Parlamentari, dove tenta quotidianamente di tradurre i testi legislativi in una lingua comprensibile ai comuni mortali. Conoscitore anche dei gossip, delle autorità di vigilanza e regolazione italiane, dove ne analizza regolazione, posizioni e sopratutto comportamento. Vive un'ossessione cromatica per l'arancione e il blu scuro, colori eletti a divisa d'ordinanza tra cravatte, braccialetti e stemmi, nonché pantone ufficiale di Consumerismo No Profit, la lobby indipendente dei consumatori italiani di cui è Presidente. L'arancione è anche il tratto distintivo della sua Fiat 500 del 1971 serie L, acquistata per 4.000 euro con i risparmi accumulati in sei anni di mobilità elettrica estrema. Muovendosi tra i palazzi del potere di Roma su una mini bici elettrica, ha infatti evitato 10.000 euro di esborsi tra carburante, bolli e multe: un'operazione che, tra risparmio e rivalutazione dell'auto, ha generato un valore di 14.000 euro. La prova vivente che cambiare un’abitudine è il miglior investimento finanziario possibile. Consulente stabile per i principali media nazionali in materia di economia e consumi, ha la pessima abitudine di dire la verità sui prezzi anche quando non è conveniente per lo share. Quando non è impegnato a difendere i diritti altrui o a pedalare tra i ministeri, si rifugia in montagna per praticare trekking, cercando in quota quell'allineamento tra visione e azione che il livello del mare spesso offusca. Docente di comunicazione pubblica e istituzionale presso il Master di secondo livello in Mangement & Governance della PA dell'Università Niccolò Cusano, insegna ai futuri dirigenti che il senso viene sempre prima della velocità e che la coerenza è l'unica moneta che non svaluta mai. presidenza@consumerismo.it www.luigigabriele.it

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