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Ricerca shock: acquisti online, l’86% dei consumatori nel mondo ha subito frode e furto di identità

Durante la pandemia del Covid-19 le casistiche di phishing sono aumentate colpendo il 51% degli acquirenti

 

Londra, Regno Unito e Filadelfia, Stati Uniti – 24 novembre 2020 – Secondo la ricerca di OpSec Security, nel 2020 l’86% dei consumatori è stato vittima di furto d’identità, frode con carta di credito/debito o violazione dei dati sensibili, registrando un aumento dell’80% rispetto allo scorso anno.

Il barometro sulle abitudini di consumo che OpSec rilascia ogni anno, Consumer Barometer Report, che ha coinvolto 2.600 consumatori nel mondo, ha rivelato che l’aumento dei cyberattacchi subito dagli acquirenti potrebbe avere un impatto negativo sulla loro fiducia nell’effettuare i prossimi acquisti online.

Poiché sono alle porte importanti appuntamenti come Black Friday e Cyber Monday, la maggior parte dei consumatori ha espresso un senso di insicurezza rispetto al livello di fiducia del 2019 nel fare acquisti via app (53% attuale rispetto al precedente 60%), tramite pubblicità sui social media (dal 31% al 26%) o direttamente sui marketplace online (dal 58% al 55%).

Queste preoccupazioni sembrano essere duplici, mentre il 63% teme che gli hacker rubino i loro dati personali durante il processo di acquisto online, il 58% è maggiormente preoccupato della possibilità di subire un furto di denaro.

La di -19 ha naturalmente portato un significativo aumento nell’utilizzo di Internet in tutto il mondo, contemporaneamente il 37% dei consumatori ha dichiarato che la frequenza dei propri acquisti di generi alimentari online ha seguito questo trend, e di questi il 14% in modo massivo. Questo cambiamento delle abitudini quotidiane è stato utilizzato a favore dai malintenzionati online, e come risultato, oltre la metà (51%) dei consumatori ha notato un aumento dell’attività di phishing.

Bill Birnie, Senior Vice President e General Manager della divisione Online di OpSec Security, ha dichiarato: “C’è un piccolo ma sensibile aumento del numero di consumatori vittime degli attacchi informatici rispetto all’anno scorso, e questo genera una minore fiducia da parte dei consumatori nell’effettuare acquisti attraverso i canali digitali. Ciò evidenzia l’impatto che le esperienze negative online possono avere sulla percezione del marchio, ora che la gran parte della nostra vita quotidiana è online. I marchi devono fare il possibile per alleviare queste preoccupazioni e rassicurare i consumatori garantendo di avere in atto le misure di sicurezza necessarie per proteggerli dalle minacce informatiche”.

Attualmente, nel valutare la sicurezza dei siti di e-commerce, poco più della metà (54%) degli acquirenti si assicura che il sito sul quale sta navigando sia affidabile, mentre il 23% indaga cercando recensioni attraverso i social media. L’indagine ha anche evidenziato che il 46% degli intervistati controlla che il sito e-commerce abbia un certificato SSL, ovvero che sia presente il lucchetto nella barra di ricerca del browser che permette connessioni sicure da un server web a un browser. È quindi evidente che un consumatore su 10 (10%) non effettua alcuna forma di valutazione.

Birnie, ha aggiunto: “È chiaro che è necessaria una maggiore educazione dei consumatori su come fare acquisti online in modo sicuro, e i brand, in questo senso devono essere proattivi. Ad esempio, i criminali informatici possono ancora semplicemente firmare un certificato SSL gratuito di 90 giorni per il loro sito web per conferirgli una presunta legittimità, cosa di cui molti consumatori probabilmente non sono consapevoli. Poiché è probabile che il maggior utilizzo dei servizi online determini cambiamenti a lungo termine nel consumismo, le aziende devono coinvolgere partner esperti per mettere in atto misure di protezione al fine di ridurre i possibili attacchi ai loro clienti per mantenerne la fiducia”.

Luigi Gabriele

Presidente dell'Associazione Consumerismo no profit. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico amministrativo. Specializzato in affari regolatori, relazioni istituzionali e comunicazione pubblica. Dopo diverse esperienze in aziende e presso l’Università Sapienza, dal 2008 si occupa di tutela del consumatore. Ha svolto la funzione di esperto per due delle principali associazioni nazionali, svolgendo sia il ruolo di esperto consumerista sia di comunicatore pubblico. E’ consulente stabile in materia di consumi e tutela del consumatore per Uno Mattina, Mi manda Rai3, Tg2 Italia, Tv 2000 - Attenti al Lupo, Radio Rai1, Radio24, Radio Cusano Campus e innumerevoli siti web e testate. Ha acquisito competenze per la risoluzione delle casistiche sia individuali sia collettive in tutela del consumatore nei settori regolamentati (energia, gas, acqua e rifiuti, telefonia, Internet e pay tv, assicurazioni, bancario e servizi postali) e nei settori di consumo generico, come commercio elettronico, innovazione tecnologica e spesa domestica. E’ componente dei gruppi di lavoro sulla tutela del consumatore del Ministero dello Sviluppo Economico e ha svolto consulenza specifica per numerosi commissioni parlamentari su testi di legge in materia di tutela dei consumatori. Oggi è presidente di Consumerismo no profit e di Visionari no profit, organizzazione per la divulgazione della scienza e della tecnologia.

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