Un biglietto acquistato mesi prima con l’applicazione della compagnia, che accetta la prenotazione senza segnalare niente. Il bagaglio consegnato, le carte d’imbarco stampate, il gate raggiunto. E lì la comunicazione che il bambino, che compie due anni proprio quel giorno, non può viaggiare in braccio: l’intera famiglia resta a terra. Poi il reclamo respinto con una formula sui criteri di ammissibilità. È una vicenda che mette insieme una regola legittima e un comportamento che legittimo non è, e distinguerle è l’unico modo per ottenere qualcosa.
Il bambino che ha compiuto due anni deve avere un posto a sedere proprio, e la soglia si valuta alla data del volo e non a quella della prenotazione. Se il rifiuto di imbarco ha ragionevoli motivi, la compensazione forfettaria del regolamento europeo 261/2004 non spetta: restano però il rimborso del biglietto e delle tasse aeroportuali e il risarcimento del danno quando il sistema del vettore ha consentito una prenotazione inutilizzabile.
La regola dei due anni, e perché non si contesta
I vettori distinguono i neonati, che viaggiano in braccio a un adulto con tariffa ridotta e senza posto assegnato, dai bambini, che hanno diritto e obbligo di un posto proprio.
La soglia è il compimento dei due anni e il riferimento è la data del volo: un bambino che compie due anni durante il viaggio, anche nel giorno del ritorno, deve avere un sedile per quella tratta.
È una regola delle condizioni di trasporto legata alle norme di sicurezza, comune a quasi tutte le compagnie, e contestarla in sé non porta a nulla. Il punto è un altro: chi doveva avvisare, e che cosa accade quando nessuno lo fa.
Perché la compensazione forfettaria di regola non spetta
La disciplina europea prevede la compensazione in caso di negato imbarco, ma esclude i casi in cui il rifiuto sia fondato su ragionevoli motivi, fra cui salute, sicurezza e inadeguatezza dei documenti di viaggio.
Un rifiuto motivato dalla mancanza del titolo corretto per il minore vi rientra, ed è la ragione per cui le compagnie respingono richiamando i criteri di ammissibilità. È una risposta sostenibile su quel punto.
Ma dice una cosa sola: che non si applica quella tutela, non che non ne esistano altre. Chi imposta la richiesta sulla compensazione si vede respingere tutto; chi la imposta diversamente ha argomenti solidi.
Che cosa spetta comunque
Il rimborso del biglietto non utilizzato, secondo le condizioni applicabili alla tariffa.
Le tasse e i diritti aeroportuali del volo non effettuato. Sono dovuti solo per chi parte davvero, quindi vanno restituiti anche sulle tariffe non rimborsabili: è una voce che quasi nessuno chiede e che non viene restituita spontaneamente. Va chiesta per iscritto, indicando i passeggeri e le tratte non utilizzate.
Il risarcimento del danno da inadempimento, quando il vettore ha una responsabilità propria. Se il sistema di prenotazione conosceva la data di nascita del minore e ha comunque confermato un titolo che quel giorno sarebbe stato inutilizzabile, l’informazione precontrattuale è stata inadeguata. Questa è la strada, e si costruisce con le schermate della prenotazione.
Il momento in cui il problema emerge
C’è un elemento che aggrava la posizione del vettore e che va sempre evidenziato: il punto in cui il controllo viene effettuato.
Se il rifiuto avviene al gate, dopo che il bagaglio è stato accettato e le carte d’imbarco emesse, significa che i controlli precedenti non hanno rilevato una circostanza nota al sistema dalla prenotazione.
Bloccare la famiglia all’ultimo passaggio non è un dettaglio organizzativo: aggrava il pregiudizio, perché a quel punto ogni alternativa è preclusa. Annota gli orari di ciascun passaggio e conserva carte d’imbarco e ricevute del bagaglio.
Che cosa fare, in ordine
Al gate: chiedi che il rifiuto sia messo per iscritto con il motivo, e chiedi le alternative disponibili, compreso l’acquisto immediato del posto per il minore. Una compagnia che rifiuta anche questo assume una posizione ulteriormente contestabile, e vale la pena annotare chi lo ha rifiutato e a che ora.
Conserva prenotazione, schermate dell’acquisto, carte d’imbarco, ricevute e comunicazioni.
Poi il reclamo scritto al vettore, formulato su tre voci, rimborso del biglietto, restituzione delle tasse e danno da inadempimento, e non sulla compensazione.
Se la risposta non arriva o è negativa, la segnalazione all’ENAC e la conciliazione prevista prima del giudice. E, quando il percorso di acquisto non segnala un requisito che il sistema conosce, la segnalazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, perché riguarda tutte le famiglie che prenotano in quelle condizioni.
Come si evita
Tre controlli al momento della prenotazione, che costano due minuti.
Verifica l’età del bambino alla data di ciascuna tratta, andata e ritorno, non alla data dell’acquisto.
Se il compleanno cade durante il viaggio, acquista il posto per il minore sul ritorno, anche se all’andata viaggia in braccio.
Conserva la schermata del percorso di acquisto in cui hai inserito la data di nascita: se il sistema l’ha accettata senza segnalazioni, quella schermata è la prova più utile che avrai.
Che cosa fa lo Sportello +Tutela
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo imposta la richiesta sulle voci che possono essere riconosciute, cioè rimborso, tasse aeroportuali e danno da inadempimento, e non sulla compensazione forfettaria, che su questi casi viene legittimamente negata: è la differenza fra una pratica respinta in blocco e una trattabile. Ricostruisce dalle schermate che cosa il sistema di prenotazione sapeva e che cosa non ha segnalato. Documenta il punto del percorso in cui il rifiuto è avvenuto, perché un blocco al gate dopo l’accettazione del bagaglio aggrava il pregiudizio. Chiede la restituzione delle tasse anche sulle tariffe non rimborsabili, che quasi nessuno domanda. E predispone la segnalazione all’Autorità quando il percorso di acquisto non avvisa di un requisito noto al sistema. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
Quali documenti servono
La prenotazione con i dati del minore e la data di nascita inserita, le schermate del percorso di acquisto, le carte d’imbarco e le ricevute del bagaglio con gli orari, la motivazione scritta del rifiuto se ottenuta, le spese sostenute per rientrare o per riorganizzare il viaggio e tutte le comunicazioni con la compagnia.
Tempi realistici e possibili esiti
La restituzione delle tasse aeroportuali si ottiene con buona frequenza quando viene chiesta per iscritto in modo specifico. Il rimborso del biglietto dipende dalla tariffa. Il risarcimento del danno da inadempimento richiede di dimostrare che il sistema conosceva la data di nascita e non ha segnalato nulla, e ha esiti variabili, migliori quando il rifiuto è avvenuto al gate. La compensazione forfettaria, su questi casi, di regola non si ottiene. Lo Sportello imposta le voci corrette e prepara il reclamo, senza garantire l’esito.
Per approfondire: regolamento europeo 261/2004 · ENAC · Autorità garante della concorrenza e del mercato
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Domande frequenti
Mio figlio compie due anni il giorno del ritorno: cosa devo fare?
Acquistare per lui un posto a sedere per la tratta di ritorno, perché la soglia si valuta alla data del volo e non a quella della prenotazione. All’andata può viaggiare in braccio con la tariffa ridotta: sono due situazioni diverse nello stesso viaggio, e i sistemi di prenotazione non sempre lo segnalano.
Mi hanno negato l’imbarco al gate: ho diritto alla compensazione?
Di regola no, perché il rifiuto fondato sulla mancanza del titolo corretto rientra fra i ragionevoli motivi che escludono la compensazione. Ma restano il rimborso del biglietto, la restituzione delle tasse aeroportuali e il risarcimento del danno se il sistema ha confermato una prenotazione inutilizzabile.
Le tasse aeroportuali mi spettano anche con la tariffa non rimborsabile?
Sì: tasse e diritti aeroportuali sono dovuti solo per chi parte effettivamente, quindi vanno restituiti anche quando la tariffa non prevede il rimborso del biglietto. Chiedili per iscritto, indicando passeggeri e tratte non utilizzate, perché non vengono restituiti spontaneamente.
Il sistema aveva la data di nascita e non ha segnalato nulla.
È l’argomento su cui costruire la richiesta: se la prenotazione è stata confermata con un titolo che a quella data sarebbe stato inutilizzabile, l’informazione precontrattuale è stata inadeguata. Conserva le schermate del percorso di acquisto, perché sono la prova di quello che il sistema sapeva.
Al gate ho chiesto di comprare subito il posto e hanno rifiutato.
Annota chi ha rifiutato e a che ora e mettilo nel reclamo: una compagnia che nega anche la soluzione immediata, quando c’era disponibilità, assume una posizione più difficile da difendere, e il fatto aggrava il pregiudizio perché a quel punto nessuna alternativa era possibile.
Posso contestare la regola in sé?
Non conviene: il posto a sedere per il bambino che ha compiuto due anni risponde alle norme di sicurezza ed è prevista da quasi tutte le condizioni di trasporto. Le richieste impostate contro la regola vengono respinte; quelle impostate sull’informazione mancante e sulle voci restituibili vengono trattate.
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