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Furto d’identità: prestiti e contratti a tuo nome, come difendersi

Chi ha concluso il contratto senza verificare l'identità non può pretendere nulla da te: la sequenza esatta fra denuncia, creditori e banche dati.

Una lettera di una finanziaria per rate non pagate di un prestito che non hai mai chiesto. Un per una SIM intestata a te. Il rifiuto di un mutuo perché risulti cattivo pagatore per un debito sconosciuto. Il furto d’identità si scopre quasi sempre dai suoi effetti, mesi dopo, e chi lo subisce si trova nella posizione paradossale di dover dimostrare di non essere la persona che ha firmato. Si può fare, ma richiede una sequenza precisa e nessun passaggio salta.

Un contratto firmato da chi si è spacciato per te non ti vincola, perché manca il tuo consenso, e chi ha concluso senza verificare adeguatamente l’identità non può pretendere nulla da te. Appena scopri un rapporto a tuo nome: denuncia, contestazione scritta a ogni creditore con la richiesta di copia del contratto e dei documenti usati, e richiesta di cancellazione delle segnalazioni nelle banche dati.

Come avviene

Con documenti smarriti o rubati, con copie di documenti inviate per posta elettronica o caricate su siti, con dati sottratti tramite phishing o da violazioni di archivi, con documenti contraffatti.

I truffatori attivano finanziamenti a distanza, contratti di , forniture, conti e carte, e in alcuni casi usano l’identità per aprire partite IVA o società. La verifica dell’identità a distanza non sempre regge, e alcuni operatori concludono contratti con controlli minimi: è esattamente il punto su cui si costruisce la difesa, perché quel controllo omesso è una loro responsabilità, non tua.

Come si scopre, e come si controlla prima

Dalle comunicazioni che arrivano: lettere di finanziarie, di operatori telefonici, di società di recupero per rapporti sconosciuti. Dai rifiuti di credito, quando la consultazione delle banche dati mostra un debito che non è tuo. Dagli addebiti su conti per rapporti mai attivati.

Il controllo preventivo si fa chiedendo l’accesso ai dati che ti riguardano nei sistemi di informazione creditizia e nella centrale rischi, un diritto che puoi esercitare gratuitamente e che conviene usare periodicamente, non solo dopo un rifiuto.

Esiste anche un sistema pubblico di prevenzione delle frodi nel settore del credito al consumo, istituito presso il Ministero dell’economia, che gli intermediari consultano per verificare l’autenticità dei dati di chi chiede un finanziamento, e che prevede un canale per le segnalazioni di chi ha subito una frode o teme un furto di identità. Le funzioni di allerta sono state oggetto di un nuovo regolamento: conviene verificare sul sito quali sono operative al momento in cui serve.

Per la prevenzione, tre regole concrete: non inviare copie dei documenti se non a soggetti verificati, denunciare subito lo smarrimento o il furto di un documento, e non caricare documenti su siti quando non è indispensabile.

Che cosa fare, in ordine

La denuncia. Subito, con ogni elemento: i rapporti scoperti, i creditori, le date, l’eventuale smarrimento dei documenti. È il documento che tutti i creditori e tutte le banche dati ti chiederanno, e senza il quale le contestazioni non vengono istruite.

La contestazione a ogni creditore. A ciascuna società che vanta un credito, una comunicazione scritta con mezzo tracciabile che dichiara l’estraneità al contratto, allega la denuncia, chiede copia del contratto, dei documenti usati per l’identificazione e delle verifiche svolte, e chiede la cessazione di ogni richiesta e la sospensione della riscossione. La richiesta dei documenti è la parte che risolve: quasi sempre la firma non corrisponde e il documento allegato è una copia di uno smarrito.

Le banche dati. Richiesta di cancellazione o rettifica delle segnalazioni nei sistemi di informazione creditizia, allegando denuncia e contestazioni. Una segnalazione per un debito che non è tuo è un dato inesatto, e va rimossa; in attesa, si può chiedere l’annotazione della contestazione, che evita che il dato continui a produrre rifiuti.

Le allerte. Avviso alla tua banca e agli operatori con cui hai rapporti, con la richiesta di verifiche rafforzate su eventuali nuovi rapporti a tuo nome.

Che cosa dice la legge

Il contratto concluso da chi si è spacciato per te non ti vincola, perché il consenso manca. Chi lo ha concluso senza verificare adeguatamente l’identità risponde delle conseguenze e non può pretendere l’adempimento da te.

Gli intermediari finanziari hanno obblighi precisi di identificazione della clientela, imposti dalla disciplina antiriciclaggio, e obblighi di valutazione nel credito ai consumatori: l’omissione di quei controlli esclude ogni pretesa verso la vittima.

Le segnalazioni nelle banche dati per debiti non tuoi sono trattamenti di dati inesatti, da rettificare secondo il regolamento europeo sulla protezione dei dati, con al Garante per la protezione dei dati personali se il titolare non provvede.

E se hai subito un danno documentabile, per esempio un mutuo rifiutato o un finanziamento ottenuto a condizioni peggiori, puoi chiederne il risarcimento a chi ha concluso il contratto senza verifiche: è una richiesta separata dalla contestazione del debito.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo coordina le comunicazioni verso tutti i creditori contemporaneamente, perché il furto di identità produce quasi sempre più rapporti e affrontarli uno alla volta allunga i tempi di mesi. Prepara la contestazione tipo con la richiesta dei documenti usati per l’identificazione, che è l’elemento su cui le pretese cadono, e le richieste di cancellazione alle banche dati con l’annotazione della contestazione nel frattempo. Dove il creditore insiste predispone il reclamo e il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario, e valuta se esiste un danno risarcibile da far valere a parte. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

Le comunicazioni ricevute dai creditori e dalle società di recupero, la denuncia, l’eventuale denuncia di smarrimento o furto dei documenti, i tuoi documenti di identità attuali, le copie dei contratti ottenute dai creditori, le visure delle banche dati e tutte le comunicazioni inviate con le prove di spedizione.

Tempi realistici e possibili esiti

Le contestazioni accompagnate dalla denuncia ottengono di regola la sospensione della riscossione in poche settimane, e la rinuncia al credito quando la falsità della firma o dei documenti è evidente, con tempi di mesi per chiudere tutte le posizioni. La cancellazione delle segnalazioni segue le richieste e, se serve, il reclamo al Garante. Lo Sportello coordina le comunicazioni e ti assiste fino alla chiusura, senza garantire l’esito, che dipende anche dalla reazione dei singoli creditori.

Per approfondire: sistema pubblico di prevenzione delle frodi · Garante per la protezione dei dati personali

Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.

Domande frequenti

La finanziaria dice che il contratto è firmato e che devo pagare.

Chiedi per iscritto copia del contratto, dei documenti usati per l’identificazione e delle verifiche svolte, e contesta l’estraneità allegando la denuncia. Se la firma non è tua il contratto non ti vincola, e chi ha concluso senza verificare non può pretendere nulla. Se la finanziaria insiste, reclamo e poi ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.

Risulto cattivo pagatore per un debito non mio: come lo cancello?

Con una richiesta di rettifica al gestore della banca dati e al creditore che ha segnalato, allegando denuncia e contestazione. In attesa, chiedi l’annotazione della contestazione, che impedisce al dato di continuare a produrre rifiuti. Se non provvedono, reclamo al Garante: è un dato inesatto.

Ho perso la carta d’identità anni fa e non l’ho denunciato.

Denuncia ora lo smarrimento e il furto di identità insieme. Non averlo fatto a suo tempo non ti rende responsabile dei contratti conclusi da altri, perché il consenso resta mancante, ma la denuncia attuale è il documento che i creditori chiederanno. Richiedi un nuovo documento e avvisa la tua banca.

Come faccio a sapere se ci sono altri contratti a mio nome?

Chiedendo l’accesso ai dati che ti riguardano nei sistemi di informazione creditizia e nella centrale rischi, che è gratuito e si può fare periodicamente. Per utenze e telefonia, verificando le comunicazioni ricevute e chiedendo agli operatori. Esiste anche un sistema pubblico di prevenzione delle frodi nel credito al consumo con un canale per le vittime.

Mi hanno rifiutato un mutuo per quella segnalazione: posso chiedere i danni?

Sì, a chi ha concluso il contratto senza verifiche adeguate e ha effettuato la segnalazione, per il danno che riesci a provare: il maggior costo di un finanziamento alternativo, la perdita di un’occasione documentata. Serve la prova del nesso, ed è una richiesta separata dalla contestazione del debito.

Hanno aperto una partita IVA a mio nome.

Vale la stessa logica, ma la sequenza è più ampia: oltre alla denuncia servono le comunicazioni all’Agenzia delle entrate e agli enti coinvolti per il disconoscimento, perché da una partita IVA aperta a tuo nome derivano obblighi dichiarativi e contributivi. Portalo subito allo sportello, non aspettare il primo avviso.

Hai un problema su Truffe, telemarketing e pratiche scorrette? Scrivici!

Stai inviando allo Sportello +Tutela di Consumerismo No Profit APS ETS il racconto del tuo problema e i tuoi recapiti. Lo legge un operatore, che valuta gratuitamente il caso e ti risponde entro 24 ore. Non stai firmando nulla e non ti stiamo chiedendo denaro.

Non devi allegare niente adesso: tieni da parte i documenti che riguardano il tuo caso, se andiamo avanti ti diremo quali servono.

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