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Halloween, lo scherzetto è nell’etichetta

Caramelle, ingredienti e provenienza: Consumerismo spiega cosa controllare prima del consumo. L’Osservatorio analizza consumi e preferenze di bambini, giovani e adulti.

Zucche, maschere e un secchiello da riempire. Per i bambini Halloween è anche la promessa di tornare a casa con una scorta di caramelle raccolte tra abitazioni, negozi e feste. Per gli adulti è il momento di controllare che cosa finirà nelle loro mani: confezioni integre, informazioni accessibili e prodotti adatti all’età. La forma di un fantasma o di una zucca può attirare l’attenzione, ma la scelta deve passare anche dalla lettura dell’etichetta.

Le caramelle sono protagoniste di un mercato che attraversa tutte le generazioni. In Italia, nel 2024, le vendite rilevate hanno raggiunto circa 56 milioni di kg, equivalenti a quasi un kg per abitante. Halloween sostiene gli acquisti: nell’ottobre 2025 il valore delle vendite ha superato dell’11,4% la media mensile dello stesso anno. Il dato descrive l’intero mese e comprende anche i prodotti consumati abitualmente dagli adulti.

L’attenzione sulla sicurezza alimentare resta centrale, soprattutto davanti ai richiami di prodotti non conformi. Il caso delle caramelle in gelatina contenenti konjac, E425, ricorda quanto sia importante distinguere le sostanze e i loro impieghi: questo additivo non è vietato in ogni alimento, ma non può essere utilizzato nei dolciumi a base di gelatina, per il rischio di soffocamento. Diverso il caso del biossido di titanio, E171, la cui autorizzazione negli alimenti è stata ritirata nell’Unione europea nel 2022.

I consigli: controllare prima di distribuire

La prima attenzione riguarda la confezione originale, da conservare anche quando le caramelle vengono distribuite singolarmente. Sulla busta si trovano ingredienti, allergeni e riferimenti dell’operatore responsabile, informazioni che possono non essere ripetute sul piccolo incarto. Al ritorno da dolcetto o scherzetto è utile controllare il raccolto insieme ai bambini: le caramelle con involucri aperti, danneggiati o sporchi non vanno consumate; per quelle non identificabili bisogna recuperare le informazioni prima del consumo. Colori e forme non permettono di riconoscere la presenza di sostanze vietate, così come una confezione accattivante non garantisce la conformità del prodotto.

Gli additivi richiedono una lettura attenta, senza considerare automaticamente pericolosa ogni sigla. Per i coloranti E102, E104, E110, E122, E124 ed E129 è prevista un’avvertenza sui possibili effetti negativi sull’attività e sull’attenzione dei bambini. Anche la scritta “senza zucchero” merita attenzione: questi prodotti possono contenere polioli, sostanze utilizzate per dolcificare, come sorbitolo, maltitolo, xilitolo ed eritritolo. Generalmente apportano meno calorie dello zucchero, ma in quantità elevate possono provocare gonfiore, disturbi intestinali ed effetti lassativi. Negli alimenti con oltre il 10% di polioli aggiunti è obbligatoria l’avvertenza «un consumo eccessivo può avere effetti lassativi».

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Ha affrontato il tema la segretaria generale di Consumerismo Barbara Molinario, con il Tecnologo Alimentare Carmine Milone ed il conduttore , durante la trasmissione Mi Manda 3

Dure o gommose, conta il prodotto

La consistenza non basta a stabilire la sicurezza di una caramella. Una gommosa non è automaticamente più rischiosa di una dura, mentre una caramella dura non è necessariamente adatta a un bambino piccolo. Particolare cautela richiedono le gelatine in coppette o tubetti che invitano a spingere o aspirare il contenuto direttamente in bocca. La valutazione deve considerare forma, dimensioni, consistenza, modalità di consumo ed età del bambino. Per i più piccoli, caramelle e gomme da masticare richiedono particolare attenzione per il rischio di soffocamento; bisogna inoltre evitare di correre o giocare con il cibo in bocca.

Sfuse non significa senza regole

Le caramelle vendute sfuse non sono automaticamente irregolari: il negoziante deve rendere disponibili le informazioni previste, compresi ingredienti e allergeni. L’assenza di queste indicazioni sul singolo incarto non basta quindi a giudicare il prodotto, perché possono trovarsi sulla confezione esterna o essere fornite attraverso le modalità previste per la vendita sfusa. Se non è possibile recuperarle, soprattutto in presenza di allergie, il prodotto non va consumato.

I controlli non possono ricadere sulle famiglie

Il percorso di una caramella può attraversare più Paesi, dalla produzione alla distribuzione. Gli operatori devono poter identificare i propri fornitori e le imprese clienti, consentendo alle autorità di ricostruire la filiera e individuare i prodotti interessati da ritiri e richiami. Queste informazioni non sono necessariamente tutte visibili sull’etichetta, ma devono essere disponibili per i controlli. Anche i prodotti importati devono rispettare i requisiti di sicurezza applicabili nell’Unione europea.

Leggere l’etichetta è indispensabile, ma non permette di individuare una sostanza presente e non dichiarata. La responsabilità della sicurezza resta agli operatori della filiera, mentre alle autorità competono le verifiche sul rispetto delle regole. Consumerismo richiama l’attenzione sulla necessità di controlli efficaci e informazioni comprensibili: una famiglia deve poter scegliere consapevolmente, senza essere costretta a trasformarsi in un laboratorio di analisi.

Consumi e preferenze tra generazioni

L’Osservatorio Consumerismo ha analizzato i dati di mercato e le indagini sulle preferenze disponibili, affiancandoli a uno scenario di consumo infantile.

Bambini tra 6 e 10 anni

Lo scenario elaborato dall’Osservatorio Consumerismo confronta un consumo abituale di cinque caramelle a settimana con dieci nella sola giornata di Halloween: l’equivalente di due settimane concentrato in poche ore. Il secchiello raccolto può invece diventare una scorta da condividere e distribuire nel tempo, senza consumarla tutta nella stessa sera.

Giovani

Morbide, gommose e fruttate: sono le caratteristiche che incontrano le preferenze della Generazione Z. Secondo l’indagine AstraRicerche per Unione Italiana Food, le gommose raccolgono il 48% delle preferenze e le morbide il 42%; tra i gusti spiccano gli agrumi, al 39%, e i tropicali, al 35%. Il 75% dichiara di consumare caramelle e il 56% di farlo spesso.

Adulti

Tra le preferenze del pubblico adulto trovano spazio menta intensa, liquirizia, erbe balsamiche e caffè, insieme a caramelle dure, ripiene e pastiglie. L’offerta comprende anche versioni senza zucchero e confezioni pratiche da portare in borsa, in automobile o al lavoro, pensate per accompagnare diversi momenti della giornata.

Italiani di tutte le età

Nel primo semestre 2026 dure e ripiene hanno rappresentato il 38,4% delle quantità vendute, mentre le gommose hanno raggiunto il 36,4%: insieme, quasi tre quarti del mercato. Nelle preferenze generali sui gusti guidano gli agrumi con il 44%, seguiti dalla menta forte o balsamica al 39% e dalla liquirizia al 36%. L’elaborazione dell’Osservatorio Consumerismo sui dati NielsenIQ e sulle indagini diffuse da Unione Italiana Food restituisce il quadro di un prodotto capace di parlare a generazioni diverse.

 

Barbara Molinario

Barbara Molinario è giornalista ed esperta di comunicazione, con oltre venticinque anni di esperienza. Opinionista indipendente, interviene su temi legati alla sostenibilità, ai consumi e alla tutela dei consumatori. Collabora con numerose testate giornalistiche, agenzie stampa, web, radio e TV nazionali tra cui Tg1, Tg2, Tg3, Uno Mattina, Agorà, Restart, Mi Manda Rai3, Mattino 5, Tg Poste, e tante altre. Speaker radiofonica; esperta di moda e costume, è direttrice del magazine Fashion News Magazine. Segretaria generale dell’associazione Consumerismo no profit, si occupa di promozione dei diritti dei cittadini e sensibilizzazione sociale. È inoltre Presidente dell’associazione Road to green 2020, con cui promuove la sostenibilità ambientale attraverso il forum internazionale “La città del futuro” e il contest #roadtogreen, che valorizza artisti, designer e innovatori. Con il progetto Road to pink da voce alle donne ed è attivamente impegnata nella lotta contro la violenza di genere. Project manager, progettista di interventi per privati e bandi pubblici, opera nei settori dell’impresa e del sociale, sviluppando iniziative ad alto impatto culturale, ambientale ed educativo. È attivista nel campo della tutela e formazione dei minori, conta all’attivo progetti come Legal Love e Mangio dopo, che affrontano temi legati al benessere psico-fisico dei più giovani, collaborando con scuole e istituzioni pubbliche. Docente di comunicazione, ufficio stampa, pubbliche relazioni e organizzazione eventi, è amministratore della società DBG Management & Consulting srl ed è tra i soci fondatori del Convention Bureau Roma e Lazio. È stata per anni attiva nel sistema Confindustria. Tra le sue pubblicazioni e produzioni: Combattere il cyberbullismo. Riconoscere le Fake News. Gestire gli haters. Zero, il libretto interattivo contro lo spreco del cibo. Riciclare è un’arte; Sostenibilità nell’industria della moda, tra nuovi trend, falsi miti.

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