L'Editoriale

La guerrà dei dazi, è “tanta roba” vecchia. E gli americani ne sono maestri

Il Doppio Volto dei Dazi: Tra Sfide e Opportunità per Consumatori e Imprese Italiane

In questi tempi di incertezza economica, i dazi commerciali sono diventati un argomento di discussione costante. Si parla di aumenti di prezzo, mercati in subbuglio e un futuro economico nebuloso. Ma, come CONSUMERISMO No Profit, crediamo sia essenziale andare oltre il mero pessimismo e analizzare la situazione con una visione più ampia. La storia ci insegna che i dazi, pur con i loro rischi, possono anche aprire nuove strade per i consumatori attenti e le aziende italiane agili.

Un tuffo nel passato: i dazi e la loro evoluzione

La storia dei dazi è un viaggio affascinante, fatto di scelte economiche che hanno oscillato tra il protezionismo e la libera circolazione delle merci. Pensiamo al mercantilismo, con le sue politiche che miravano ad arricchire le nazioni a scapito delle altre, o al protezionismo americano del XIX secolo, che ha plasmato l’industria statunitense. E poi, il XX secolo, con la Grande Depressione e il ritorno in forze dei dazi, che hanno soffocato il commercio globale. Per fortuna, dopo la Seconda Guerra Mondiale, il GATT e l’OMC hanno promosso un’era di maggiore apertura, riducendo drasticamente i dazi. Ma la storia, come sappiamo, è ciclica, e oggi ci troviamo di fronte a nuove sfide.

Dazi e vita quotidiana: esempi concreti

Proviamo a immaginare cosa significhino i dazi per la nostra vita di tutti i giorni. Se un dazio del 15% venisse applicato ai componenti elettronici, lo smartphone che tanto amiamo potrebbe costarci 50 euro in più. E che dire dei computer portatili, la cui produzione dipende fortemente da componenti importati? Il loro prezzo potrebbe lievitare del 20%.

Ma non è solo l’elettronica a essere a rischio. Anche il mondo della moda potrebbe subire scossoni: un dazio del 20% sulle scarpe sportive importate si tradurrebbe in un aumento di 15 euro al paio. E per i capi d’abbigliamento più sofisticati, realizzati con tessuti speciali importati, l’aumento potrebbe essere ancora più marcato.

E il carrello della spesa? Anche lì i dazi si farebbero sentire. La frutta esotica, il caffè, i prodotti alimentari trasformati: tutti potrebbero diventare più cari, con un aumento medio del 5-10%. Persino il nostro amato parmigiano reggiano , se esportato in USA, potrebbe avere un aumento di prezzo fino al 15% di media.

Ma per lor non certo per noi. RIcordatevi che gli IPhone non si mangiano, ma il parmiggiano si! Nel senso possiao benissimo a meno di alcune cose, ma di altre loro proprio no.

Oltre il pessimismo: le opportunità

Certo, i dazi sono una sfida. Ma possono anche essere un’occasione per riscoprire le eccellenze del “Made in Italy”, per sostenere le filiere corte, per dare nuova linfa alle nostre imprese. In un mondo che cambia, le aziende italiane possono trovare nuovi mercati, investire nell’innovazione, diventare più competitive. E noi consumatori, possiamo diventare più consapevoli, più attenti alla qualità, più vicini ai produttori locali.

Un cambio di prospettiva

Invece di temere i dazi, proviamo a vederli come un’opportunità per ripensare il nostro modo di consumare e produrre. Sosteniamo le aziende che valorizzano il territorio, che investono nella qualità, che rispettano l’ambiente. Cerchiamo prodotti con filiere trasparenti, che arrivano direttamente dai produttori, riducendo gli sprechi e l’impatto ambientale. Informiamoci, compariamo, scegliamo con cura. E facciamo sentire la nostra voce, perché noi consumatori abbiamo il potere di cambiare le cose.

Alla fine sono più Dazi loro che nostri!

Luigi Gabriele

Presidente di Consumerismo no Profit, e responsabile editoriale di Consumerismo.it. Segno zodiacale Cancro. Laurea in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma (indirizzo politico-amministrativo, per chi ancora crede nelle etichette), giornalista e comunicatore pubblico regolarmente censito nelle rispettive anagrafi di categoria. Ha trascorso gli anni della formazione tra aule accademiche e palazzi del potere, specializzandosi in affari regolatori e relazioni istituzionali, prima di capire che il vero potere risiede nel portafoglio (spesso vuoto) del cittadino. Dal 2008 ha scelto la trincea del sociale come attivista, trasformandosi nell'incubo dei "cartelli" e nella voce fuori dal coro per la tutela dei consumatori. In questo ambito è diventato il volto e la parola delle principali organizzazioni del settore, prestando la propria expertise a molti gruppi di lavoro del Ministero dello Sviluppo Economico e alle Commissioni Parlamentari, dove tenta quotidianamente di tradurre i testi legislativi in una lingua comprensibile ai comuni mortali. Conoscitore anche dei gossip, delle autorità di vigilanza e regolazione italiane, dove ne analizza regolazione, posizioni e sopratutto comportamento. Vive un'ossessione cromatica per l'arancione e il blu scuro, colori eletti a divisa d'ordinanza tra cravatte, braccialetti e stemmi, nonché pantone ufficiale di Consumerismo No Profit, la lobby indipendente dei consumatori italiani di cui è Presidente. L'arancione è anche il tratto distintivo della sua Fiat 500 del 1971 serie L, acquistata per 4.000 euro con i risparmi accumulati in sei anni di mobilità elettrica estrema. Muovendosi tra i palazzi del potere di Roma su una mini bici elettrica, ha infatti evitato 10.000 euro di esborsi tra carburante, bolli e multe: un'operazione che, tra risparmio e rivalutazione dell'auto, ha generato un valore di 14.000 euro. La prova vivente che cambiare un’abitudine è il miglior investimento finanziario possibile. Consulente stabile per i principali media nazionali in materia di economia e consumi, ha la pessima abitudine di dire la verità sui prezzi anche quando non è conveniente per lo share. Quando non è impegnato a difendere i diritti altrui o a pedalare tra i ministeri, si rifugia in montagna per praticare trekking, cercando in quota quell'allineamento tra visione e azione che il livello del mare spesso offusca. Docente di comunicazione pubblica e istituzionale presso il Master di secondo livello in Mangement & Governance della PA dell'Università Niccolò Cusano, insegna ai futuri dirigenti che il senso viene sempre prima della velocità e che la coerenza è l'unica moneta che non svaluta mai. presidenza@consumerismo.it www.luigigabriele.it

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