Il suo pacco è in giacenza, paghi 1,99 euro per lo sblocco. Ciao mamma, ho rotto il telefono, questo è il mio nuovo numero, mi serve un bonifico urgente. Rimborso di 218 euro disponibile, clicchi qui. Sono messaggi che arrivano a milioni di persone al giorno, costruiti su tre leve: un’urgenza piccola, una somma piccola, un’identità familiare. Chi ci casca non è ingenuo: sta aspettando un pacco, ha un figlio, ha fatto la dichiarazione dei redditi.
I messaggi che chiedono di aprire un collegamento per sbloccare un pacco, inserire la carta per pochi euro, fare un bonifico urgente a un figlio con un nuovo numero o riscuotere un rimborso sono truffe: corrieri, banche e amministrazioni non chiedono pagamenti o dati con un collegamento in un messaggio. Se hai inserito i dati della carta, bloccala subito: gli addebiti che seguono sono operazioni non autorizzate.
Le quattro forme più diffuse
Il pacco in giacenza. Un messaggio da un finto corriere: pacco fermo, spese doganali o di rispedizione di uno o due euro, collegamento a una pagina identica a quella del corriere dove inserire i dati della carta. La somma piccola serve a far abbassare la guardia; i dati della carta servono per addebiti molto più grandi o per attivare abbonamenti ricorrenti.
Il figlio con il nuovo numero. Un messaggio su un’applicazione di messaggistica da un numero sconosciuto: ciao mamma, ho perso il telefono, salva questo numero. Poi la richiesta: un bonifico urgente, il pagamento di una bolletta, perché non riesco ad accedere alla banca. Il tono è affettuoso, l’urgenza è continua, e c’è sempre un motivo per non telefonare.
Il rimborso o l’avviso dell’amministrazione. Finti messaggi dell’Agenzia delle entrate, dell’INPS, delle poste, con un rimborso da riscuotere o una pratica da regolarizzare e un collegamento che chiede dati e carta. Le amministrazioni non inviano collegamenti per riscuotere rimborsi: usano le aree riservate con l’identità digitale.
Il lavoro facile e il finto premio. Proposte di guadagno per recensire prodotti o completare attività, che portano su piattaforme dove si versa denaro per sbloccare i guadagni, e finte vincite con spese da anticipare.
Come si riconoscono
Il collegamento: corrieri e amministrazioni non chiedono pagamenti o dati tramite un collegamento in un messaggio, e il tracciamento di un pacco vero si verifica sul sito del corriere con il codice di spedizione.
Il mittente: un numero di cellulare o un nome generico al posto del mittente ufficiale. Tieni però presente che anche il mittente si falsifica, quindi vale la regola opposta: non è il mittente a dirti se è vero, è la richiesta.
L’indirizzo della pagina, che letto con attenzione non è quello del corriere o dell’ente, anche quando gli somiglia molto. La richiesta dei dati della carta per importi minimi. L’urgenza e il divieto di verificare.
Per il figlio con il nuovo numero: nessun figlio vero chiede un bonifico senza poter parlare al telefono, e una chiamata al vecchio numero chiude la questione in dieci secondi.
Se hai aperto il collegamento o inserito i dati
Se hai solo aperto la pagina senza inserire nulla, di regola non è successo niente: chiudila, non installare nulla di ciò che propone, e se il dispositivo si comporta in modo strano fallo controllare.
Se hai inserito i dati della carta: bloccala subito dall’applicazione o dal numero dedicato, chiedi la sostituzione e controlla i movimenti nei giorni successivi, contestando anche gli addebiti di pochi euro, perché i truffatori testano la carta con importi minimi prima di usarla. Cerca anche gli abbonamenti ricorrenti attivati a tuo nome.
Se hai inserito le credenziali di accesso: cambiale subito da un dispositivo sicuro e avvisa la banca.
Se hai fatto un bonifico: chiama la banca per il richiamo, che ha qualche possibilità solo nelle prime ore, e denuncia. Se hai pagato con una ricarica o un trasferimento di denaro, il recupero è quasi impossibile, ma la denuncia va presentata comunque.
Le tutele, e perché funzionano
Gli addebiti eseguiti con i dati della carta carpiti sono operazioni non autorizzate ai sensi del decreto legislativo 11/2010: la banca deve dimostrare che l’operazione era autenticata e correttamente registrata, il rimborso è dovuto entro la fine della giornata operativa successiva alla comunicazione, e può essere negato solo provando il tuo dolo o la tua colpa grave.
Due elementi aiutano in modo concreto. Il primo: inserire i dati su una pagina indistinguibile da quella di un corriere per pagare due euro non è, di regola, colpa grave. Il secondo: se l’operazione richiedeva l’autenticazione forte del cliente e la banca non l’ha applicata, o non riesce a dimostrare di averla applicata, non sopporti alcuna perdita, salvo condotta fraudolenta. È la prima verifica da chiedere.
Il disconoscimento va comunicato senza indugio e comunque entro tredici mesi dall’addebito: è il motivo per cui conviene controllare i movimenti con regolarità, perché gli addebiti piccoli e ripetuti sono quelli che passano inosservati più a lungo.
I bonifici eseguiti sotto inganno seguono invece le regole più incerte descritte per le truffe telefoniche, dove conta la ricostruzione dell’inganno.
Che cosa fa lo Sportello +Tutela
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo guarda per prima cosa come è stato pagato, perché è quello a determinare le possibilità di recupero: dati della carta, bonifico, ricarica. Prepara il disconoscimento e il reclamo alla banca con la richiesta espressa dei dati sull’autenticazione delle operazioni, che è l’elemento su cui l’onere della prova è della banca, e individua gli abbonamenti ricorrenti da revocare oltre che da contestare. Se il rimborso viene negato predispone il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario. Segnala le pagine e i numeri usati per la truffa alle autorità competenti, perché la chiusura di una pagina protegge chi riceverà lo stesso messaggio domani. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
Quali documenti servono
Le schermate dei messaggi con numeri, date e collegamenti, l’estratto conto o la lista movimenti con gli addebiti contestati, la segnalazione di blocco della carta con data e ora, la denuncia, le comunicazioni scambiate con la banca e, per i bonifici, la ricevuta con l’IBAN di destinazione.
Tempi realistici e possibili esiti
Il blocco della carta è immediato e ferma gli addebiti futuri; il rimborso di quelli non autorizzati arriva di regola in giorni o poche settimane quando la contestazione è tempestiva e documentata. Per i bonifici e per i pagamenti con ricariche il recupero è raro. Le segnalazioni delle pagine fraudolente producono chiusure in tempi variabili. Lo Sportello indica i passaggi nell’ordine giusto e prepara le contestazioni, senza garantire il recupero.
Per approfondire: decreto legislativo 11/2010 · Polizia postale
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Domande frequenti
Ho aperto il collegamento ma non ho inserito nulla: rischio qualcosa?
Di regola no: aprire una pagina non basta a sottrarre dati, salvo che tu abbia installato qualcosa o inserito credenziali. Chiudi la pagina, non installare nulla di ciò che propone e, se il dispositivo si comporta in modo anomalo, fallo controllare. Segnala il messaggio alla Polizia postale.
Ho inserito i dati della carta per due euro: che faccio?
Blocca subito la carta e chiedine la sostituzione. Controlla i movimenti nei giorni successivi e contesta come non autorizzati anche gli addebiti di pochi euro, perché i truffatori testano la carta con importi minimi. Cerca abbonamenti ricorrenti attivati a tuo nome e presenta denuncia.
Mio figlio mi ha scritto da un nuovo numero chiedendo soldi.
Chiama il vecchio numero, o un altro familiare che possa raggiungerlo, prima di fare qualunque cosa. Un figlio che ha davvero perso il telefono può aspettare dieci minuti. Se il messaggio vieta di telefonare o insiste sull’urgenza, è una truffa: non fare bonifici verso IBAN sconosciuti.
Il messaggio arrivava dal numero ufficiale del corriere.
I mittenti dei messaggi si falsificano, quindi il numero non prova nulla: conta la richiesta. Un corriere vero non chiede pagamenti tramite un collegamento in un messaggio, e le eventuali spese si pagano sul sito ufficiale con il codice di spedizione o alla consegna.
La banca dice che è colpa mia perché ho inserito i dati.
Il rimborso può essere negato solo provando dolo o colpa grave, e la prova spetta alla banca: inserire i dati su una pagina indistinguibile da quella di un corriere per pochi euro non è di regola colpa grave. Chiedi inoltre se l’autenticazione forte era richiesta e se è stata applicata: in caso contrario non sopporti alcuna perdita.
Ho pagato con una ricarica prepagata: posso recuperare?
Quasi mai, perché ricariche e trasferimenti di denaro non sono revocabili e vengono prelevati subito. Presenta comunque denuncia con tutti i dettagli, perché le indagini si basano sull’aggregazione dei casi, e segnala al gestore del servizio che hai usato.
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