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“Io la lavatrice la faccio andare di sera, così risparmio”. “Ma va, non risparmi mica niente”. Questo ipotetico scambio di battute mette a confronto la convinzione della signora Gina, iconica massaia di Voghera, con il pragmatismo del Brambilla, artigiano brianzolo abituato a guardare i numeri. La domanda è semplice. Chi ha ragione oggi. Anticipiamo subito la risposta per il lettore più frettoloso. Nel 2025 ha ragione il Brambilla. E i dati spiegano perché.
Sia la signora Gina sia il Brambilla hanno una fornitura di energia elettrica con tariffazione a tre fasce orarie, F1, F2 e F3, così come definite da ARERA. La fascia F1 si applica nei giorni lavorativi dalle 8 alle 19. La fascia F2 copre le ore dalle 7 alle 8 e dalle 19 alle 23, oltre al sabato. La fascia F3 riguarda le ore notturne dalle 23 alle 7 e l’intera giornata di domenica. Le considerazioni che seguono valgono sia per i contratti a prezzo fisso sia per quelli a prezzo indicizzato.
La convinzione della signora Gina nasce in un contesto che oggi non esiste più. Il mercato dell’energia è cambiato profondamente a causa di fattori strutturali come la pandemia, le sanzioni alla Russia e soprattutto la transizione energetica in corso, con la crescente diffusione delle fonti rinnovabili.
Nel 2018, infatti, la signora Gina aveva pienamente ragione. La differenza di prezzo all’ingrosso tra la fascia diurna e quella notturna arrivava anche al 30 per cento. Per tutti i dodici mesi dell’anno il costo della fascia F1 era superiore a quello della F3 e per otto mesi risultava più alto anche rispetto alla fascia serale F2. In quel contesto concentrare i consumi nelle ore notturne e nei giorni festivi garantiva un risparmio reale in bolletta, mentre spostare i consumi alla sera offriva comunque un beneficio, seppur più contenuto.
Nel 2025 lo scenario è radicalmente diverso. La differenza massima di prezzo tra fascia diurna e notturna si è ridotta a circa il 20 per cento. Nei cinque mesi centrali dell’anno i costi delle fasce F1 e F3 risultano spesso uguali o molto simili. Ancora più sorprendente è il dato sulla fascia serale. Per nove mesi all’anno il costo dell’energia in F2 è più alto di quello diurno. In altre parole, fare la lavatrice di sera non solo non fa risparmiare, ma può addirittura aumentare la spesa.
A conferma di questi dati, utilizzando il simulatore di spesa del Portale Offerte di ARERA, emerge come le abitudini di consumo incidano oggi in modo molto limitato sulla bolletta. Prendiamo il caso di un utente domestico con un consumo annuo di 2.700 kWh, tariffazione a fasce e un contratto economicamente competitivo. Con un profilo di consumo medio, pari a circa un terzo dei consumi in F1, poco meno in F2 e il resto in F3, la spesa annua si attesta intorno ai 720 euro. Anche ipotizzando comportamenti estremamente virtuosi e poco realistici, con l’80 per cento dei consumi concentrato nelle ore notturne e domenicali, la spesa scenderebbe a circa 696 euro. Il risparmio complessivo sarebbe quindi di 24 euro l’anno, pari a poco più del 3 per cento. Al contrario, concentrare i consumi nella fascia serale F2 risulta oggi penalizzante per la bolletta.
Alla luce di questi numeri, nel 2025 e nel 2026 gli utenti domestici possono considerare gli orari di utilizzo dell’energia elettrica quasi ininfluenti sul costo finale. La scelta di una tariffa monoraria appare del tutto ragionevole. Il vero risparmio passa dal controllo dei consumi, dall’efficientamento degli elettrodomestici e dalla scelta consapevole di un buon contratto di fornitura. In questo percorso, il Portale Offerte di ARERA rappresenta uno strumento utile e concreto per orientarsi.





