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Raccomandata mai ricevuta: cosa fare e chi ne risponde?

Una raccomandata risulta consegnata ma non l'avete ricevuta, o l'avviso di giacenza non è mai arrivato.

La è il mezzo con cui arrivano le cose che contano: multe, cartelle, disdette, atti. Quando non arriva, o risulta consegnata a qualcuno che non siete voi, le conseguenze possono essere serie. Il servizio postale ha obblighi precisi, e chi li viola risponde.

Se una raccomandata risulta consegnata ma non l’avete ricevuta, chiedete la prova di consegna e contestate se la firma non è vostra né di una persona abilitata. Per ritardi, smarrimento o manomissione la carta dei servizi prevede : per Italiane fino a 30 euro più la spedizione. Se l’atto aveva un termine, la notifica irregolare si può contestare.

Come funziona la consegna?

La raccomandata va consegnata al destinatario o a una persona abilitata a riceverla, con firma. Se nessuno è presente, viene lasciato un avviso di giacenza e il plico resta all’ufficio postale: per Poste Italiane, 30 giorni di giacenza gratuita, trascorsi i quali torna al mittente. La firma e l’avviso sono i due punti in cui nascono i problemi: firme di persone non abilitate, avvisi mai lasciati.

Se risulta consegnata ma non l’avete ricevuta

Chiedete al servizio postale, per iscritto, copia della prova di consegna con la firma. Se la firma non è vostra né di una persona abilitata, contestate la consegna e chiedete l’accertamento. È un caso che il servizio postale deve verificare e, se la consegna è irregolare, ne risponde, anche per i danni che ne derivano.

Se l’avviso di giacenza non è mai arrivato

È il caso più difficile da provare, perché la mancata consegna di un avviso non lascia tracce. Ma si può contestare, soprattutto se la raccomandata conteneva un atto con un termine: le conseguenze di un avviso non lasciato non possono ricadere su chi non lo ha ricevuto. Segnalate per iscritto al servizio postale e, se dalla raccomandata dipendeva un termine, informatene chi l’ha inviata: la notifica irregolare si può contestare, con effetti che dipendono dal tipo di atto, e per multe, cartelle e atti giudiziari conviene farsi assistere. Non è un problema raro: l’Autorità antitrust ha sanzionato Poste Italiane con 5 milioni di euro per comportamenti scorretti nella gestione delle raccomandate.

L’indennizzo

La carta dei servizi di ogni operatore postale prevede rimborsi e indennizzi con importi fissi. Per le raccomandate di Poste Italiane la carta dei servizi prevede: con un ritardo di oltre 10 giorni lavorativi, il della spedizione; oltre 20 giorni, 15 euro più la spedizione; oltre 30 giorni, o in caso di mancato recapito, danneggiamento o manomissione, 30 euro più la spedizione. Si chiedono con scritto, allegando la ricevuta di spedizione; di regola il reclamo lo presenta il mittente. Resta possibile chiedere il risarcimento del danno ulteriore, se documentato.

Se il reclamo non basta

Per i il percorso ha regole proprie: reclamo al fornitore, che deve rispondere entro 45 giorni; se la risposta non soddisfa o non arriva, , che si svolge in sede locale; infine si può chiedere all’Autorità per le comunicazioni di definire la controversia, con il formulario CP, senza costi. Se l’operatore non risponde affatto, segnalatelo all’Autorità tramite il suo portale delle segnalazioni. I danni ulteriori, per esempio la perdita di un termine, richiedono una richiesta di risarcimento separata e documentata.

Un caso tipico

Un utente riceve una cartella di pagamento per una multa che non ha mai visto. La multa risultava notificata con raccomandata due anni prima, “consegnata” con una firma illeggibile. L’utente chiede al servizio postale copia della prova di consegna: la firma non è sua né di conviventi. Con questa prova contesta la cartella per vizio di notifica, e in parallelo presenta reclamo al servizio postale per la consegna irregolare. Con questa prova, la contestazione della cartella ha una base concreta. La chiave è stata chiedere la prova di consegna.

Chiedere la prova di consegna

Il servizio postale conserva la prova di consegna e la fornisce a richiesta, di regola al mittente, ma anche il destinatario può chiederla dimostrando il proprio interesse. Per gli atti giudiziari, Poste Italiane deve rilasciare gratuitamente al mittente, entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta, un duplicato o un altro documento che provi la notifica. La richiesta si fa per iscritto indicando il numero della raccomandata, che si trova nell’avviso di ricevimento del mittente o nella comunicazione che vi cita la notifica. Se il numero non lo avete, chiedetelo a chi ha inviato la raccomandata.

Che cosa scrivere nel reclamo

Numero della raccomandata, data di spedizione, indirizzo, descrizione dell’irregolarità: consegna a persona non abilitata, avviso di giacenza mai ricevuto, smarrimento. Richiesta di accertamento, di indennizzo secondo la carta dei servizi e di dichiarazione scritta sull’esito dell’accertamento, che serve per contestare gli effetti della notifica. Allegate la prova di consegna se l’avete e l’atto che cita la notifica.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo esamina ricevute, avvisi e atti collegati alla spedizione e verifica se c’è materia per una contestazione. Se sì, prepara il reclamo scritto al fornitore del servizio postale, con la richiesta dei rimborsi e degli indennizzi previsti dalla carta dei servizi, e lo invia con mezzo tracciabile. Se la risposta non arriva nei termini o non risolve, vi assiste nella conciliazione e nella richiesta di definizione della controversia all’Autorità per le comunicazioni. Quando dalla spedizione dipende un atto, come una multa o una cartella, valuta con voi come contestarne la notifica. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che vi vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

La ricevuta di spedizione con il codice dell’invio; l’avviso di giacenza o di ricevimento, se c’è; la prova di consegna richiesta al servizio postale; l’atto che cita la notifica, per esempio la multa o la cartella; eventuali fotografie di buste o plichi danneggiati; i reclami già inviati con le risposte.

Tempi realistici e possibili esiti

Il fornitore del servizio postale deve rispondere al reclamo entro 45 giorni. Se la risposta non arriva o non soddisfa, si può chiedere la conciliazione, che per i servizi postali si svolge in sede locale, e poi rivolgersi all’Autorità per le comunicazioni per la definizione della controversia, senza costi. Gli esiti più frequenti sono il rimborso della spedizione e l’indennizzo della carta dei servizi, che per le raccomandate di Poste Italiane arriva a 30 euro. Non tutti i casi hanno basi: lo Sportello ve lo dice dopo aver letto i documenti, senza promettere risultati.

Per approfondire: AGCOM, controversie tra utenti e operatori postali

Hai un problema? Compila il modulo di segnalazione

Se hai un problema con l’operatore telefonico, con , con la o con una spedizione, compila il modulo di segnalazione dello Sportello +Tutela: un operatore ti ricontatta per capire il caso e indicarti il percorso corretto. Puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o chiamare lo 0694805440.

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Domande frequenti

Chi può firmare per me?

Le condizioni generali del servizio postale indicano chi può ricevere al posto vostro, tra cui i familiari conviventi e il portiere dello stabile, sempre con la firma. Un estraneo no. Per gli atti giudiziari le regole sono più rigide: se l’atto viene consegnato a una persona diversa dal destinatario, ve ne deve essere data notizia con un’ulteriore raccomandata.

Quanto tempo resta in giacenza?

Per le raccomandate di Poste Italiane, 30 giorni di giacenza gratuita presso l’ufficio postale indicato nell’avviso; trascorso il termine, l’invio torna al mittente. Attenzione però: per gli atti giudiziari e le multe la notifica può considerarsi perfezionata anche se non ritirate la raccomandata. Non lasciate scadere la giacenza pensando di evitare l’atto.

La multa è arrivata con raccomandata mai ricevuta. Devo pagarla?

Se la notifica è irregolare si può contestare, ma gli effetti dipendono dal tipo di atto e dalle circostanze: servono prove, a partire dalla copia della prova di consegna con la firma. Per le multe e le cartelle ci sono termini brevi per il ricorso, quindi muovetevi subito, anche facendovi assistere, invece di aspettare o ignorare l’atto.

Quanto vale l’indennizzo per una raccomandata smarrita?

Per le raccomandate di Poste Italiane, la carta dei servizi prevede 30 euro più il costo della spedizione in caso di mancato recapito, danneggiamento o manomissione, e importi minori per i ritardi. L’indennizzo non copre il valore del contenuto: per quello serve una spedizione assicurata. Resta possibile chiedere il risarcimento di un danno ulteriore, se lo documentate.

Il portiere ha firmato ma non mi ha consegnato nulla.

Il portiere è tra le persone abilitate a ricevere, quindi la consegna a lui è di regola valida, e il problema diventa tra voi e lui. Se però il portiere nega di aver firmato, chiedete al servizio postale la prova di consegna e fate verificare la firma. Per gli atti giudiziari consegnati al portiere, dovete ricevere anche una comunicazione con un’ulteriore raccomandata.


Giovanni Riccobono

Da oltre 12 anni impegnato nel settore energetico ha deciso di specializzare la sua figura nella tutela energetica ovvero nel garantire diritti e doveri dei consumatori nel mondo delle utility luce e gas. Le sue competenze nel settore energetico sono certificate dalla norma UNI 11782:2020 di Utility Manager. Blogger e divulgatore energetico è autore di 3 libri per tutela energetica dei consumatori. Ha preso parte, inoltre, a diverse iniziative per aumentare l’informazione e la consapevolezza dei consumatori di energia elettrica e gas. È un conciliatore esperto nelle controversie energetiche: ha gestito oltre 4000 reclami e recuperato oltre un milione di euro a favore dei consumatori.

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