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Telemarketing: da oggi in vigore il nuovo RPO

Non cantiamo vittoria. Ipotizziamo una riduzione del flusso di chiamate indesiderate solo del 20%.

In molti pensano che da oggi non riceveranno più telefonate sui propri cellulari dagli scocciatori del telemarketing, ma non è così.

Quando è stata pensata la nuova riforma (Governo Renzi), è stato introdotto l’incomprensibile meccanismo per le tutele del Registro Pubblico delle Opposizioni basato su un atto che deve compiere il consumatore, ovvero registrarsi. Da oggi infatti, dopo ben 4 anni dalla sua approvazione (4 Governi in successione), entra in vigore il nuovo Registro pubblico delle Opposizioni, grazie soprattutto all’impegno della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla tutela dei consumatori e utenti presieduta da che, con l’attività di audizione, ha fatto sì che il MISE desse finalmente il via all’attuazione della riforma (arenata nel Conte 1 e 2).

Saranno così attivati i nuovi servizi del RPO esteso a tutte le numerazioni fisse e mobili e agli indirizzi postali, ma c’è un cavillo che non dovrebbe passare inosservato: bisogna iscriversi. Un meccanismo di “opt-in” che mal si sposa con la tutela dei diritti dei consumatori, i quali, ancora una volta, devono agire attivamente, informarsi, trovare e chiedere le modalità per ottenere qualcosa che dovrebbe essere riconosciuto loro di “default”, mentre di default rimarrà solo la tutela del business degli operatori di telemarketing (4 miliardi incassati in Italia ma con strutture prevalentemente all’estero). Infatti il meccanismo di opt-in da parte dei consumatori rallenterà inevitabilmente la diffusione del RPO, soprattutto per la fascia di cittadini meno digitali, consentendo agli operatori di telemarketing di agire ancora e a lungo nei loro affari.

Noi ipotizziamo che il nuovo registro ridurrà il fenomeno delle telefonate selvagge solo del 20%. Infatti i numeri telefonici degli utenti raccolti e usati da enti di ricerca internazionali e dagli operatori di telemarketing sono per la maggior parte liste prive di consensi, recuperate illegalmente nel dark web, e utilizzate da call center con sede straniera ma operanti per società commerciali italiane.

Ogni 10 telefonate, 8 sarebbero quindi con contatto illegalmente ottenuto. Quindi l’RPO andrebbe a limitare esclusivamente le due chiamate effettuate con consenso legalmente concesso.
Insomma, sebbene il grande ottimismo che ci contraddistingue, non vogliamo gridare vittoria perché la strada da percorrere è ancora lunga. Nella prossima legislatura il registro dovrà ulteriormente essere revisionato introducendo il meccanismo del Registro Unico dei consensi, ossia il criterio per il quale è solo il consumatore che autorizza chi può chiamarlo e non il contrario.
Per il momento ricordiamo che da oggi per tentare di ridurre il fenomeno delle chiamate indesiderate i consumatori dovranno iscriversi al RPO con le seguenti 5 modalità:

  • chiamando il numero verde 800 265 265 e seguendo la procedura in automatico, con la dettatura di alcuni dati personali come il codice fiscale o la partita IVA;
  • via raccomandata all’indirizzo del Gestore FUB(Fondazione Ugo Bordoni);
  • fax al 06.54224822;
  • e-mail: abbonati.rpo@fub.it;
  • compilando il modulo elettronico disponibile nella apposita “area abbonato” sul sito: www.registrodelleopposizioni.it.

Anche le aziende possono fare la loro parte. Le società titolari effettive dei dati dei consumatori perché con contratti attivi (energia, gas, telefono, pay-tv), possono adoperarsi per aiutare i propri clienti ad iscriversi mediante il loro supporto e limitare che la concorrenza sleale possa manifestarsi mediante le chiamate commerciali scorrette da parte di operatori concorrenti che hanno ottenuto i dati senza il consenso dei consumatori. Quindi forse è più interesse delle aziende che dei consumatori che vi sia l’iscrizione all’RPO da parte dei loro clienti.

Luigi Gabriele

Presidente di Consumerismo no Profit, e responsabile editoriale di Consumerismo.it. Segno zodiacale Cancro. Laurea in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma (indirizzo politico-amministrativo, per chi ancora crede nelle etichette), giornalista e comunicatore pubblico regolarmente censito nelle rispettive anagrafi di categoria. Ha trascorso gli anni della formazione tra aule accademiche e palazzi del potere, specializzandosi in affari regolatori e relazioni istituzionali, prima di capire che il vero potere risiede nel portafoglio (spesso vuoto) del cittadino. Dal 2008 ha scelto la trincea del sociale come attivista, trasformandosi nell'incubo dei "cartelli" e nella voce fuori dal coro per la tutela dei consumatori. In questo ambito è diventato il volto e la parola delle principali organizzazioni del settore, prestando la propria expertise a molti gruppi di lavoro del Ministero dello Sviluppo Economico e alle Commissioni Parlamentari, dove tenta quotidianamente di tradurre i testi legislativi in una lingua comprensibile ai comuni mortali. Conoscitore anche dei gossip, delle autorità di vigilanza e regolazione italiane, dove ne analizza regolazione, posizioni e sopratutto comportamento. Vive un'ossessione cromatica per l'arancione e il blu scuro, colori eletti a divisa d'ordinanza tra cravatte, braccialetti e stemmi, nonché pantone ufficiale di Consumerismo No Profit, la lobby indipendente dei consumatori italiani di cui è Presidente. L'arancione è anche il tratto distintivo della sua Fiat 500 del 1971 serie L, acquistata per 4.000 euro con i risparmi accumulati in sei anni di mobilità elettrica estrema. Muovendosi tra i palazzi del potere di Roma su una mini bici elettrica, ha infatti evitato 10.000 euro di esborsi tra carburante, bolli e multe: un'operazione che, tra risparmio e rivalutazione dell'auto, ha generato un valore di 14.000 euro. La prova vivente che cambiare un’abitudine è il miglior investimento finanziario possibile. Consulente stabile per i principali media nazionali in materia di economia e consumi, ha la pessima abitudine di dire la verità sui prezzi anche quando non è conveniente per lo share. Quando non è impegnato a difendere i diritti altrui o a pedalare tra i ministeri, si rifugia in montagna per praticare trekking, cercando in quota quell'allineamento tra visione e azione che il livello del mare spesso offusca. Docente di comunicazione pubblica e istituzionale presso il Master di secondo livello in Mangement & Governance della PA dell'Università Niccolò Cusano, insegna ai futuri dirigenti che il senso viene sempre prima della velocità e che la coerenza è l'unica moneta che non svaluta mai. presidenza@consumerismo.it www.luigigabriele.it

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