Le persone anziane sono il bersaglio preferito del telemarketing scorretto, e la telefonia è il settore in cui il danno è più frequente. Non perché siano ingenue, ma perché si fidano di chi parla con tono ufficiale e perché controllano meno le fatture. Chi ha un genitore anziano può fare molto in poco tempo. Questo articolo è per i familiari.
Le trappole più frequenti per gli anziani nella telefonia sono i contratti attivati al telefono, i servizi a sovrapprezzo e le finte offerte obbligatorie. Un familiare può prevenirle in un pomeriggio: iscrizione al Registro delle opposizioni, controllo del blocco dei servizi a sovrapprezzo, accesso all’area clienti, regola di non confermare nulla al telefono e controllo mensile delle fatture.
Le situazioni che vediamo più spesso
Il contratto “aggiornato” al telefono, che in realtà è un nuovo contratto con un altro operatore. Il servizio a sovrapprezzo attivato con un clic, che svuota il credito ogni settimana. L’offerta “obbligatoria per la nuova rete”, che non esiste. Il finto operatore che chiede di leggere i dati dalla fattura “per una verifica”. Il modem o il decoder venduto a rate a chi non lo ha chiesto. La rimodulazione mai letta, con l’aumento che passa in silenzio.
Cinque misure in un pomeriggio
Uno: iscrivere il numero, fisso e mobile, al Registro delle opposizioni. Due: controllare che il blocco dei servizi a sovrapprezzo sia attivo sulla SIM: dal 2021 lo è di default, ma può essere stato tolto. Tre: attivare l’accesso all’area clienti dell’operatore, per vedere fatture e contratto senza aspettare la carta. Quattro: concordare una regola semplice, “non confermo nulla al telefono, chiamo prima te”, e scriverla vicino al telefono. Cinque: controllare le fatture una volta al mese, dieci minuti, cercando voci nuove.
I segnali da cogliere
Un credito che finisce prima del solito. Una fattura più alta senza spiegazione. Una lettera di benvenuto da un operatore sconosciuto. Un decoder o un modem arrivato per posta. Una chiamata in cui il genitore racconta di aver “sistemato” qualcosa con “quelli della linea”. Ciascuno merita una verifica immediata, perché i termini per contestare, quattordici giorni per il ripensamento, corrono in fretta.
Se il danno è già fatto
Nessun panico: molto si può sistemare, purché si agisca in fretta. Contratto non richiesto: contestazione scritta e ripristino. Servizio a sovrapprezzo: ripristino del blocco e rimborso. Rimodulazione passata inosservata: le regole restano quelle, e se la comunicazione era carente si contesta. Allo sportello +Tutela un familiare può presentare la segnalazione per conto del genitore, con una delega semplice.
Perché ne parliamo
L’associazione lavora sul tema della vulnerabilità digitale delle persone anziane, anche con un progetto di ricerca con un’università. Non si tratta di considerare gli anziani incapaci, ma di riconoscere che il mercato usa contro di loro tecniche costruite apposta. Le contromisure sono semplici, e i familiari sono la prima linea.
Un caso tipico
Un signore di ottant’anni riceve una chiamata da “quelli della fibra”: la vecchia linea “verrà dismessa” e serve “confermare il passaggio”. Legge i dati dalla fattura come richiesto. Due settimane dopo arriva un modem per posta e una lettera di benvenuto da un operatore che non ha mai sentito. La figlia se ne accorge un mese dopo, quando la vecchia linea viene disattivata. La contestazione, con il ripensamento ormai scaduto, si regge sulla mancanza di una conferma valida del contratto e sulla pratica ingannevole della “dismissione”. Il contratto viene annullato e la vecchia linea ripristinata, ma servono due mesi. Con la regola “non confermo nulla al telefono”, non sarebbe successo.
Come parlarne senza offendere?
Le persone anziane non amano sentirsi dire che possono essere ingannate. Funziona meglio spostare il tema: non “tu puoi cadere in trappola”, ma “questi chiamano tutti, chiamano anche me, io faccio così”. Concordare una regola condivisa, valida per tutta la famiglia, la rende una prassi e non un’accusa. E la regola più efficace è la più semplice: chi chiama per primo non ottiene niente, mai; se la cosa è seria, richiameremo noi.
La delega per gestire le pratiche
Per intervenire sul contratto di un genitore serve una delega scritta con copia dei documenti di entrambi. Molti operatori mettono a disposizione un modulo: chiedetelo al servizio clienti. Per lo sportello +Tutela è sufficiente una delega semplice allegata alla segnalazione. Prepararla in anticipo, quando non serve, evita di doverla fare in fretta quando serve.
Che cosa fa lo Sportello +Tutela
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo esamina contratto, fatture e comunicazioni dell’operatore e verifica se c’è materia per una contestazione. Se sì, prepara il reclamo scritto all’operatore, con la richiesta degli indennizzi tabellari previsti dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, e lo invia con mezzo tracciabile. Se la risposta non arriva nei termini o non risolve, presenta la domanda di conciliazione sulla piattaforma ConciliaWeb dell’Autorità e vi assiste con delega fino all’accordo o, in caso di mancato accordo, nella richiesta di definizione della controversia. Per i casi urgenti chiede i provvedimenti temporanei. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che vi vengono spiegate al primo contatto.
Quali documenti servono
Il contratto o la scheda dell’offerta; le fatture contestate e le precedenti; le comunicazioni dell’operatore, comprese rimodulazioni via SMS o email con la data; i numeri dei ticket e delle segnalazioni; per i disservizi, test di velocità e schermate; per le migrazioni, la conferma della data; per i servizi non richiesti, il dettaglio del traffico; i reclami già inviati con le risposte.
Tempi realistici e possibili esiti
L’operatore deve rispondere al reclamo entro 45 giorni, o nel termine più breve indicato nel contratto o nella carta dei servizi; se non risponde, vi spetta un indennizzo di 2,50 euro per ogni giorno di ritardo, fino a 300 euro. La conciliazione si svolge online su ConciliaWeb, davanti al Corecom della vostra regione, e non comporta costi per il cliente. Gli esiti più frequenti sono lo storno degli addebiti contestati, il rimborso, il riconoscimento degli indennizzi per disservizio e per mancata risposta, lo sblocco delle migrazioni. Non tutti i casi hanno basi: lo Sportello ve lo dice dopo aver letto i documenti, senza promettere risultati.
Per approfondire: Registro pubblico delle opposizioni
Hai un problema? Compila il modulo di segnalazione
Se hai un problema con l’operatore telefonico, con internet, con la pay-tv o con una spedizione, compila il modulo di segnalazione dello Sportello +Tutela: un operatore ti ricontatta per capire il caso e indicarti il percorso corretto. Puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o chiamare lo 0694805440.
Domande frequenti
Posso gestire io le pratiche di mio padre?
Sì, con una delega scritta firmata dal genitore e la copia dei documenti di entrambi. Molti operatori mettono a disposizione un modulo apposito: chiedetelo al servizio clienti o cercatelo nell’area clienti. Preparatela prima che serva, così non dovrete farla in fretta. Per rivolgervi allo sportello +Tutela basta una delega semplice allegata alla segnalazione.
Mia madre ha confermato al telefono. Il contratto vale?
Un sì a una domanda generica non è la conferma di un contratto. Per i contratti conclusi per telefono serve che l’offerta venga poi accettata per iscritto, e per luce e gas, dal 19 giugno 2026, le vendite telefoniche non richieste sono vietate. Chiedete la registrazione della chiamata e la prova del consenso, e contestate per iscritto.
Il blocco selettivo limita l’uso del telefono?
No. Blocca solo gli addebiti per i servizi a sovrapprezzo, come abbonamenti a giochi o contenuti: chiamate, messaggi e internet restano identici. Dal 2021 è attivo di default su tutte le SIM, salvo che qualcuno abbia chiesto di toglierlo: controllate con l’operatore che sulla SIM del genitore sia ancora attivo, e fatelo ripristinare se serve.
Come faccio a sapere se hanno cambiato operatore?
Dalla fattura: cambia il nome dell’operatore in intestazione, o ne arriva una da un operatore nuovo. Altri segnali sono una lettera di benvenuto, un modem o un decoder arrivati per posta, o la vecchia linea che smette di funzionare. Controllate anche la posta e l’area clienti: prima ve ne accorgete, più facile è rimediare.
Mio padre non vuole che intervenga.
Rispettate la sua autonomia: le decisioni restano sue. Proponete però almeno le misure preventive, come l’iscrizione al Registro delle opposizioni e il controllo che il blocco dei servizi a sovrapprezzo sia attivo, che non limitano nulla e che può gestire lui stesso. E concordate una regola semplice: al telefono non si conferma niente senza averne parlato prima.


