La vendita porta a porta di contratti luce e gas è legale. Le tecniche con cui spesso viene fatta no. Chi suona dice di venire “per conto del distributore”, chiede di vedere la bolletta “per un controllo”, parla di “adeguamento obbligatorio”. Non serve essere esperti per difendersi: bastano dieci domande, fatte con calma, sulla porta.
Chi propone un contratto luce o gas alla porta deve identificarsi, indicare il fornitore, consegnare la scheda dell’offerta e non può chiedere una firma immediata. Non consegnate la bolletta, che contiene il codice POD. Se avete firmato, avete quattordici giorni per il ripensamento senza costi; un contratto ottenuto con inganno si contesta anche dopo.
Le dieci domande
Uno. Chi la manda, esattamente? Nome della società di vendita, non “l’energia” o “la luce”. Chi vende per un fornitore deve identificarlo.
Due. Mi mostra il tesserino? Gli agenti devono esibire un tesserino con la loro fotografia, il loro nome, il nome del fornitore per cui operano e la dicitura “Agente di vendita”: serve proprio a chiarire che sono venuti a vendere un contratto. Fotografatelo.
Tre. Lei viene dal mio distributore? Il distributore non vende contratti e non manda nessuno a casa per “verifiche” commerciali. Se la risposta è sì, la persona sta mentendo. Il nome del vostro distributore è scritto in bolletta, separato da quello del fornitore: controllatelo.
Quattro. Devo firmare oggi? Se la risposta è sì, la risposta giusta è no. Nessuna offerta seria scade sulla porta di casa.
Cinque. Mi lascia la scheda dell’offerta e le condizioni generali? Devono darvele. Se non le hanno, non c’è niente da firmare.
Sei. Qual è il prezzo dell’energia, e per quanto tempo? Non lo sconto, non la percentuale: il prezzo al chilowattora e la durata delle condizioni.
Sette. Cosa succede alla scadenza? Se non sa rispondere, non sa cosa sta vendendo. E sappiate che, per qualunque offerta, almeno tre mesi prima della scadenza il fornitore deve inviarvi per iscritto le nuove condizioni, con la stima della spesa.
Otto. Perché ha bisogno della mia bolletta? Per “confrontare” può bastare il consumo annuo, che potete dire a voce. La bolletta contiene il POD, che serve per attivare un contratto: non consegnatela.
Nove. Se firmo, posso ripensarci? Sì, per legge, entro quattordici giorni. Se dice di no, o “solo entro oggi”, sta violando la legge.
Dieci. Può tornare tra una settimana, quando avrò letto tutto? Chi vende in buona fede torna. Chi vende in malafede non torna mai.
Se avete già firmato
Avete quattordici giorni dalla firma per esercitare il diritto di ripensamento, senza motivazione e senza costi: una comunicazione scritta, con mezzo tracciabile, al fornitore indicato nel contratto. Se l’agente non vi ha informato di questo diritto, il termine si prolunga di dodici mesi. Se sono passati più di quattordici giorni ma il contratto è stato ottenuto con inganno, per esempio spacciandosi per il distributore, si contesta comunque, come contratto non richiesto, e si segnala la pratica all’Autorità antitrust.
Un consulente, non un venditore: l’utility manager
Dal 2025 la legge riconosce la figura del consulente per la gestione delle utenze energetiche e di telecomunicazioni, più noto come utility manager: un professionista che affianca famiglie e imprese nel monitoraggio e nella gestione delle utenze, e che deve conoscere contratti, tariffe e Codice del consumo. La sua qualificazione può essere attestata dall’associazione professionale a cui è iscritto. È una figura che la nostra associazione promuove, perché sposta il rapporto dalla vendita alla consulenza: il suo compito è aiutarvi a capire la vostra fornitura e a scegliere con consapevolezza, non strapparvi una firma sulla porta.
Anche con lui valgono le stesse regole di prudenza: chiedete di vedere l’attestazione della sua associazione professionale, fatevi lasciare la documentazione di qualunque offerta vi proponga e prendetevi il tempo di leggerla. Un consulente serio risponde a tutte e dieci le domande di questo articolo senza esitare.
Una parola sugli anziani
Molti dei contratti porta a porta che arrivano allo sportello sono stati firmati da persone anziane, sole in casa. Se avete un genitore o un vicino in questa situazione, parlatene: basta concordare una regola semplice, “non firmo niente sulla porta, chiamo prima mio figlio”, e la maggior parte dei problemi non nasce. E se il contratto è già stato firmato, un familiare o una persona di fiducia può aiutare a inviare il ripensamento: basta una comunicazione scritta firmata dall’intestatario, e lo sportello può prepararne il testo.
Che cosa fa lo Sportello +Tutela
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo esamina bollette, contratto e comunicazioni e verifica se c’è materia per una contestazione. Se sì, prepara il reclamo scritto al fornitore con il codice POD o PDR, i fatti, la contestazione e le richieste, e lo invia con mezzo tracciabile. Se la risposta non arriva entro trenta giorni o non risolve, presenta la domanda di conciliazione presso il Servizio Conciliazione dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente e vi assiste con delega fino all’accordo. Nei casi che lo richiedono, segnala la condotta del fornitore all’Autorità di regolazione o all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che vi vengono spiegate al primo contatto.
Quali documenti servono
Le ultime bollette, anche in formato digitale, e quella contestata; il contratto o la scheda dell’offerta, se disponibili; una fotografia del contatore con la lettura del giorno; le comunicazioni ricevute dal fornitore, comprese eventuali lettere di sollecito o di distacco; i reclami già inviati con le risposte; per i contratti non richiesti, la prima bolletta del nuovo fornitore.
Tempi realistici e possibili esiti
Il fornitore deve rispondere al reclamo entro trenta giorni. La conciliazione, se necessaria, dura in media circa 65 giorni, secondo i dati dell’Autorità. Gli esiti più frequenti sono la rettifica della bolletta, lo storno delle somme non dovute, il ripristino della fornitura precedente e il riconoscimento degli indennizzi previsti dalla regolazione. Non tutti i casi hanno basi: lo Sportello ve lo dice dopo aver letto i documenti, senza promettere risultati.
Per approfondire: Sportello per il consumatore Energia e Ambiente · Codice del consumo
Hai un problema? Compila il modulo di segnalazione
Se hai un problema con la bolletta, con un contratto o con il fornitore di luce e gas, compila il modulo di segnalazione dello Sportello +Tutela: un operatore che si occupa di energia ti ricontatta per capire il caso e indicarti il percorso corretto. Puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o chiamare lo 0694805440.
Domande frequenti
La vendita porta a porta è vietata?
No, è legale, ma con regole precise: l’agente deve identificarsi con un tesserino che riporta il fornitore e la dicitura “Agente di vendita”, consegnarvi la scheda sintetica e le condizioni del contratto, e informarvi del diritto di ripensamento di quattordici giorni. Diverso è il telemarketing luce e gas, che dal 19 giugno 2026 per i consumatori è vietato salvo eccezioni.
Ho consegnato la bolletta. Cosa rischio?
Che il POD, insieme ai vostri dati, venga usato per attivare un contratto che non avete scelto. Controllate le prossime bollette e l’eventuale comunicazione di benvenuto di un nuovo fornitore: se compare, contestate subito per iscritto. Per una fornitura non richiesta al fornitore non è dovuto nulla, e avete 40 giorni dalla prima bolletta per chiedere il ritorno al fornitore precedente.
Posso chiedere a un agente di andarsene?
Sempre. Non siete tenuti ad aprire, ad ascoltare o a spiegare perché non vi interessa. Se l’agente insiste o si rifiuta di andarsene, annotate il nome riportato sul tesserino e il fornitore per cui lavora: sono i dati che servono per una segnalazione. Se vi sentite in pericolo, chiamate le forze dell’ordine.
Come segnalo un agente scorretto?
Al fornitore per cui opera, che risponde del comportamento dei suoi agenti, con un reclamo scritto che indichi data, ora, nome dell’agente e cosa vi è stato detto. La pratica commerciale scorretta si può segnalare anche all’Autorità antitrust. Lo sportello può aiutarvi a scrivere entrambe le segnalazioni e a raccogliere quelle dei vicini.


