Buongiorno, sono del distributore, devo verificare la bolletta per l’adeguamento del contatore. Una persona con tesserino e tablet, che conosce il nome del tuo fornitore perché lo legge sulla bolletta che le hai mostrato, e che aggiorna il contratto con una firma sullo schermo. Tre settimane dopo arriva la bolletta di un fornitore diverso. Non è la vendita porta a porta, che è lecita e ha regole precise: è un inganno costruito per sembrare un controllo tecnico.
Il distributore di luce e gas non manda nessuno a casa per controlli che richiedano la bolletta o una firma: chi si presenta così vende contratti con l’inganno. Il contratto che ne nasce è contestabile come non richiesto e come pratica ingannevole, con il recesso di quattordici giorni esteso di dodici mesi se non ti è stata data l’informativa. E per la fornitura non richiesta non devi alcun pagamento.
Come funziona l’inganno
L’agente si presenta come dipendente del distributore, dell’Autorità, del Comune o del tuo fornitore attuale, non come venditore di un altro fornitore. Il pretesto è tecnico: un adeguamento obbligatorio, un controllo del contatore, un aggiornamento dei dati, un rimborso da riscuotere.
Chiede la bolletta per verificare, e dalla bolletta prende il codice POD o PDR, il nome del fornitore e i dati dell’intestatario: è tutto quello che serve per attivare una fornitura.
Poi propone di firmare sul tablet per confermare la verifica o per non perdere lo sconto. La firma è su un contratto di fornitura con un nuovo venditore, spesso con servizi aggiuntivi a pagamento. La copia del contratto e l’informativa sul recesso non vengono consegnate, o vengono consegnate in modo che passino inosservate.
Perché è diverso dalla vendita porta a porta
Vendere contratti luce e gas a domicilio è consentito, con le regole dei contratti conclusi fuori dai locali commerciali: identificazione dell’agente e del fornitore per cui opera, consegna delle informazioni precontrattuali e del contratto, informativa sul diritto di recesso. Il Codice di condotta commerciale di ARERA aggiunge obblighi sull’identificazione e sulla correttezza.
Chi si presenta come distributore o come ente pubblico, o tace di essere un venditore, viola queste regole e commette una pratica commerciale ingannevole, vietata dal Codice del consumo. E la responsabilità non è solo dell’agente: il fornitore per cui lavora ne risponde.
Che cosa fare alla porta
Non aprire senza un appuntamento preso da te.
Chiedi per conto di quale società di vendita la persona opera: il distributore non vende energia e non manda agenti per verifiche commerciali.
Non mostrare la bolletta. È il punto decisivo, perché la bolletta contiene il codice POD o PDR: una volta letto, serve poco altro. Per un controllo tecnico vero può bastare il numero del contatore, e comunque i controlli veri non si fanno chiedendo la bolletta sulla soglia.
Non firmare nulla, per nessun motivo, né sul tablet né su carta. Fotografa il tesserino. Se la persona insiste o non si identifica, chiudi la porta e segnala.
Sono regole che vanno concordate con i familiari anziani, perché è a loro che queste visite sono rivolte più spesso.
Se hai già firmato
Entro quattordici giorni dalla firma: recesso scritto al fornitore indicato nel contratto, con mezzo tracciabile, e comunicazione al fornitore precedente che la firma è stata ottenuta con l’inganno.
Se non hai ricevuto la copia del contratto e l’informativa sul recesso, il termine si estende di dodici mesi: il recesso resta quindi possibile molto a lungo. E se l’informativa ti viene consegnata entro quell’anno, i quattordici giorni ripartono da quel momento.
In ogni caso, anche oltre quei termini: contestazione del contratto come non richiesto, con richiesta di ripristino della fornitura precedente senza costi secondo la procedura prevista dalla regolazione, e segnalazione della pratica ingannevole all’Autorità garante della concorrenza e del mercato e ad ARERA.
Se il contratto è già attivo ed è arrivata la bolletta, non pagarla senza riserve. Per la fornitura non richiesta il Codice del consumo ti esonera da qualsiasi prestazione corrispettiva, e la tua mancata risposta non vale come consenso: contesta per iscritto e paga i soli consumi dovuti al fornitore legittimo dopo il ripristino.
Chi risponde
Il fornitore per cui l’agente lavora risponde della condotta dell’agente e non può sostenere di non saperne nulla. Le agenzie di vendita e i singoli agenti rispondono a loro volta, e le pratiche ripetute diventano oggetto di procedimenti dell’Autorità antitrust e di segnalazioni ad ARERA.
Se invece la persona alla porta non lavorava per nessun fornitore ma raccoglieva dati e firme per rivenderli, è una truffa in senso proprio, da denunciare.
Che cosa fa lo Sportello +Tutela
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo verifica per prima cosa che cosa ti è stato consegnato, perché è quello a determinare il termine: con l’informativa hai quattordici giorni, senza hai dodici mesi in più, e sono due situazioni molto diverse. Prepara il recesso al nuovo fornitore e la comunicazione al precedente, la contestazione come contratto non richiesto con la richiesta di ripristino senza costi, e la contestazione della bolletta, facendo valere l’esonero da ogni pagamento per la fornitura non richiesta. Predispone le segnalazioni all’Autorità antitrust e ad ARERA sulla pratica ingannevole, allegando la foto del tesserino quando c’è. Per i casi diffusi raccoglie le segnalazioni in forma collettiva. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
Quali documenti servono
Il contratto e ogni documento ricevuto, oppure l’indicazione precisa che non ti è stato consegnato nulla, la foto del tesserino se l’hai scattata, la descrizione della visita con data e circostanze, la bolletta del nuovo fornitore, le bollette del fornitore precedente e le comunicazioni già inviate.
Tempi realistici e possibili esiti
Il recesso nei termini, o nel termine esteso, produce lo scioglimento in poche settimane ed è la strada più rapida quando è percorribile. La contestazione come contratto non richiesto con ripristino segue la procedura della regolazione, con tempi di settimane, e in caso di resistenza c’è la conciliazione presso ARERA. Le segnalazioni alimentano i procedimenti sui fornitori e sulle agenzie, che è il piano su cui queste pratiche si fermano davvero. Lo Sportello verifica termini e documenti e prepara le comunicazioni, senza garantire l’esito.
Per approfondire: Codice del consumo · ARERA · Autorità garante della concorrenza e del mercato
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Domande frequenti
Il distributore fa davvero controlli a domicilio?
Solo interventi tecnici sul contatore, su appuntamento comunicato in anticipo, e senza chiedere la bolletta né firme su contratti. Il distributore non vende energia e non manda agenti per verifiche commerciali: chi si presenta come distributore per un adeguamento chiedendo bolletta o firma non è il distributore.
Ho mostrato la bolletta ma non ho firmato: rischio qualcosa?
Sì. Dalla bolletta hanno preso il codice POD o PDR e i tuoi dati, che bastano per attivare una fornitura con una firma apposta altrove o una conferma telefonica. Controlla le prossime bollette e ogni comunicazione di nuovi fornitori, e se compare un contratto contestalo subito come non richiesto, precisando che non hai mai firmato.
Ho firmato sul tablet per la verifica: che cosa ho firmato?
Con ogni probabilità un contratto di fornitura con un nuovo venditore, spesso con servizi aggiuntivi a pagamento. Chiedi subito copia al fornitore che compare nelle comunicazioni, esercita il recesso entro quattordici giorni, o nel termine esteso se non hai ricevuto l’informativa, e contesta la pratica ingannevole. Non aspettare la prima bolletta.
È passato più di un mese: posso ancora recedere?
Probabilmente sì. Se non ti sono stati consegnati il contratto e l’informativa sul diritto di recesso, il termine di quattordici giorni si estende di dodici mesi. Se l’informativa ti arriva entro quell’anno, i quattordici giorni ripartono da quel momento. È la prima cosa da verificare.
Il nuovo fornitore dice che ho firmato liberamente.
La firma ottenuta presentandosi come distributore e senza consegnare i documenti è viziata: è una pratica ingannevole e un contratto non richiesto. Contesta per iscritto, chiedi copia del contratto e i dati dell’agente, e se il fornitore insiste ricorri alla conciliazione presso ARERA e segnala all’Autorità antitrust.
Come proteggo i miei genitori?
Con tre regole scritte accanto alla porta: non entra nessuno senza un appuntamento preso da noi, la bolletta non si mostra a nessuno, non si firma nulla su nessun tablet. E con un controllo mensile di bollette e posta, che è il modo per intercettare un contratto attivato prima che diventi un problema.
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Stai inviando allo Sportello +Tutela di Consumerismo No Profit APS ETS il racconto del tuo problema e i tuoi recapiti. Lo legge un operatore, che valuta gratuitamente il caso e ti risponde entro 24 ore. Non stai firmando nulla e non ti stiamo chiedendo denaro.
Non devi allegare niente adesso: tieni da parte i documenti che riguardano il tuo caso, se andiamo avanti ti diremo quali servono.





