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Perdita occulta: come ottenere il ricalcolo della bolletta?

Una tubazione rotta sotto il pavimento può produrre una bolletta da migliaia di euro. Dal 2022 esistono tutele minime nazionali.

Arriva una dell’ di importo assurdo. Non è cambiato nulla in casa, non c’è acqua per terra, il contatore però gira. È quasi sempre una perdita occulta: una rottura in una parte dell’impianto che non si vede, sotto il pavimento o nel terreno. Le conseguenze economiche possono essere pesanti, ma dal 2022 esistono tutele minime uguali in tutta Italia, e vanno conosciute perché si applicano solo se richieste.

Dal luglio 2022 tutele minime nazionali: se una perdita occulta, in una parte interrata o incassata dell’impianto, fa salire il consumo ad almeno il doppio della media, il gestore deve ricalcolare l’eccedenza senza fognatura e depurazione, con tariffa di acquedotto al massimo dimezzata. Serve la dichiarazione dell’idraulico che descrive rottura, posizione e riparazione.

Che cos’è una perdita occulta, e che cosa non lo è

La regolazione la definisce come una dispersione d’acqua a valle del contatore, cioè nell’impianto di tua proprietà, dovuta a una rottura in una parte interrata o incassata, non visibile e non rilevabile con la normale diligenza. Il tubo che passa sotto il pavimento, la condotta che attraversa il giardino, la tubazione dentro il muro.

Non sono perdite occulte quelle visibili o riconducibili a incuria: il rubinetto che gocciola, lo sciacquone che perde, l’irrigazione lasciata aperta, una tubazione a vista rotta da settimane. Per queste non c’è tutela, perché con un minimo di attenzione si sarebbero viste.

La regola nazionale dal luglio 2022

Con la delibera 609/2021, in vigore dal 1° luglio 2022, l’Autorità ha stabilito tutele minime che ogni gestore deve applicare. La condizione di accesso è quantitativa: il consumo fatturato deve essere almeno il doppio del consumo medio giornaliero di riferimento, calcolato sullo stesso periodo dei due anni precedenti. Per le utenze attivate da poco si usa la media della tipologia di utenza. Se la perdita ha fatto salire il consumo di poco, la tutela non scatta.

Quando scatta, il gestore deve ricalcolare la parte di consumo eccedente la media applicando condizioni agevolate: sul volume in eccesso non si applicano le tariffe di fognatura e depurazione, perché quell’acqua non è finita in fogna ma nel terreno, e la tariffa dell’acquedotto non può superare la metà della tariffa base. Le agevolazioni si estendono alle bollette successive per il periodo necessario alla riparazione, di regola tre mesi, e la tutela si può chiedere di nuovo solo dopo un anno dalla precedente. Il regolamento del tuo gestore può prevedere condizioni migliori, mai peggiori.

Molti gestori offrono, in aggiunta, un servizio assicurativo facoltativo a pagamento che copre in misura maggiore le bollette da perdita. È una scelta tua: la tutela minima invece è un diritto.

Che cosa devi dimostrare?

Tre cose. Che la perdita c’era: serve la fattura o la dichiarazione dell’idraulico che l’ha individuata e riparata, con la descrizione del punto di rottura e la data. Che era occulta: la posizione della rottura, interrata o incassata, deve risultare dalla stessa dichiarazione. Che è stata riparata: senza riparazione la tutela non si applica, perché altrimenti la dispersione continuerebbe.

Fai fotografie della rottura prima e dopo la riparazione. Conserva la fattura dell’idraulico. Comunica al gestore la lettura del contatore al momento della riparazione: è il confine tra il consumo da perdita e quello normale.

Come si chiede

Con un scritto al gestore, inviato con mezzo tracciabile, indicando codice utente, numero della bolletta o del periodo contestato, data della scoperta e della riparazione, e allegando la documentazione. Il gestore verifica i requisiti, anche con un accertamento tecnico, e ricalcola. Se la bolletta è già stata emessa, si chiede la rettifica; se non è ancora arrivata, si comunica la perdita in anticipo per evitare la stima.

Nel frattempo non ignorare la bolletta: chiedi la rateizzazione della parte non contestata, e dichiara per iscritto che la parte eccedente è oggetto di richiesta di ricalcolo.

Se il gestore rifiuta

Il rifiuto deve essere motivato: consumo sotto la soglia del doppio, perdita non occulta, documentazione insufficiente. Se la motivazione non regge, reclamo scritto e poi conciliazione. Una causa frequente di rifiuto è la documentazione dell’idraulico troppo generica: una riga che dica “riparata perdita” non basta, deve descrivere dove.

Prevenire

Leggi il contatore ogni tanto, a rubinetti chiusi: se gira, c’è una perdita. Confronta ogni bolletta con quella dello stesso periodo dell’anno prima. Nelle seconde case, chiudi il rubinetto generale quando parti. Una perdita scoperta dopo un mese costa poco; scoperta dopo un anno, quando arriva la bolletta, costa migliaia di euro anche con la tutela.

Un caso tipico

Una seconda casa al mare, usata due mesi l’anno. Bolletta annuale da oltre duemila euro, contro i duecento abituali. Il proprietario chiama un idraulico: rottura di un tubo interrato nel giardino, invisibile. L’idraulico ripara e rilascia una dichiarazione con la descrizione della rottura, la posizione e la data. Il proprietario invia al gestore la richiesta di tutela con foto, dichiarazione e fattura, e la lettura del contatore dopo la riparazione. Il gestore verifica che il consumo supera il doppio della media, esclude fognatura e depurazione sull’eccedenza e applica la tariffa ridotta. La bolletta scende a una frazione. Senza la dichiarazione dettagliata dell’idraulico, sarebbe stata respinta.

Che cosa scrivere nella richiesta

Codice utente e indirizzo di fornitura. Numero della bolletta o del periodo interessato. Descrizione della perdita: dove, quando scoperta, come riparata. Richiesta di applicazione delle tutele minime previste dalla regolazione per le perdite occulte, con ricalcolo della bolletta. Lettura del contatore alla data della riparazione. Elenco degli allegati: dichiarazione e fattura dell’idraulico, fotografie, eventuale bolletta. Richiesta di rateizzazione della parte non contestata nelle more del ricalcolo.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo esamina bollette, letture e comunicazioni del gestore e verifica se il problema rientra nelle tutele della regolazione del servizio idrico. Se sì, prepara il reclamo scritto al gestore e lo invia con mezzo tracciabile. Se la risposta non arriva entro cinquanta giorni o non risolve, presenta la domanda di presso il Servizio Conciliazione dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente e ti assiste con delega. Per le situazioni strutturali, gestori in liquidazione, interruzioni di zona, quote non dovute, raccoglie le segnalazioni per territorio e le porta all’ente d’ambito, alla Regione e all’Autorità. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

Le bollette dell’ultimo anno e quella contestata; le letture e le autoletture con foto del contatore; per le perdite occulte, la dichiarazione e la fattura dell’idraulico; per il bonus, l’attestazione e le comunicazioni ricevute; per le interruzioni, date, orari e numeri delle segnalazioni; per la depurazione, eventuali conferme sull’impianto; le comunicazioni con il gestore.

Tempi realistici e possibili esiti

Il gestore deve rispondere al reclamo scritto entro 30 giorni lavorativi; se risponde in ritardo, ti spetta un indennizzo automatico di base di 30 euro. Se la risposta non arriva entro cinquanta giorni o non soddisfa, si può chiedere la conciliazione al Servizio Conciliazione dell’Autorità, che non comporta costi per il cliente e dura in media circa 65 giorni. Gli esiti più frequenti sono il ricalcolo della bolletta, lo storno delle quote non dovute, la rateizzazione, il riconoscimento del bonus e degli . Per i problemi strutturali i tempi dipendono dagli enti e i risultati arrivano con le richieste coordinate. Lo Sportello valuta i documenti e ti dice se la richiesta ha basi, senza promettere l’esito.

Per approfondire: Sportello per il consumatore Energia e Ambiente

Hai un problema? Compila il modulo di segnalazione

Se hai un problema con la bolletta dell’acqua, con il gestore o con il servizio idrico del tuo comune, compila il modulo di segnalazione dello Sportello +Tutela: un operatore ti ricontatta per capire il caso e indicarti il percorso corretto. Puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o chiamare lo 0694805440.

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Domande frequenti

La tutela vale anche se la perdita non è stata riparata?

No. La tutela serve a coprire il consumo anomalo fino alla riparazione, non una dispersione che continua. Per ottenerla devi dimostrare che la rottura è stata individuata e riparata, con la dichiarazione e la fattura dell’idraulico, le fotografie e la lettura del contatore dopo l’intervento. Finché la perdita resta aperta, il contatore continua a girare e a fatturare.

Vale per le seconde case?

Sì, la tutela minima vale per tutte le utenze, alle stesse condizioni. Nelle seconde case la media di riferimento è spesso bassa, perché la casa è usata poco, e il doppio si supera facilmente: è proprio lì che le perdite restano nascoste più a lungo. Chiudi il rubinetto generale quando parti e controlla il contatore al rientro.

Posso chiederla due volte?

Sì, ma non prima di un anno dalla richiesta precedente: è l’intervallo minimo fissato dalla regolazione nazionale. Se le perdite si ripetono, conviene far controllare tutto l’impianto e non solo il punto rotto. Leggi anche la carta dei servizi o il regolamento del tuo gestore, che possono prevedere condizioni più favorevoli.

Il gestore mi propone un’assicurazione. Devo prenderla?

È facoltativa, e non puoi essere obbligato a sottoscriverla. Copre in misura maggiore rispetto alla tutela minima, ma ha un costo annuo che paghi a parte. Valutala in base all’età dell’impianto, al tipo di tubazioni e alla presenza di parti interrate. La tutela minima dell’Autorità invece ti spetta comunque, senza pagare nulla in più.

Quanto tempo ha il gestore per rispondere?

Presenta la richiesta come reclamo scritto: il gestore deve rispondere entro 30 giorni lavorativi e, se risponde in ritardo, ti spetta un indennizzo automatico. Se la risposta non arriva entro cinquanta giorni o respinge la richiesta senza buone ragioni, puoi chiedere la conciliazione al Servizio dell’Autorità, che non comporta costi per te.

L’idraulico non mi ha rilasciato nulla di scritto.

Chiedila anche dopo: l’idraulico può rilasciare una dichiarazione successiva all’intervento, con data, descrizione della rottura, posizione del punto interrato o incassato e lavori eseguiti. Allega la fattura e le fotografie. Senza una descrizione precisa del punto di rottura, la richiesta viene di norma respinta, perché il gestore non può verificare che la perdita fosse occulta.


Giovanni Riccobono

Da oltre 12 anni impegnato nel settore energetico ha deciso di specializzare la sua figura nella tutela energetica ovvero nel garantire diritti e doveri dei consumatori nel mondo delle utility luce e gas. Le sue competenze nel settore energetico sono certificate dalla norma UNI 11782:2020 di Utility Manager. Blogger e divulgatore energetico è autore di 3 libri per tutela energetica dei consumatori. Ha preso parte, inoltre, a diverse iniziative per aumentare l’informazione e la consapevolezza dei consumatori di energia elettrica e gas. È un conciliatore esperto nelle controversie energetiche: ha gestito oltre 4000 reclami e recuperato oltre un milione di euro a favore dei consumatori.

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