+TutelaEnergia: luce e gas

Doppia bolletta dopo il cambio fornitore: come uscirne

Due fornitori che fatturano lo stesso periodo, un cambio non completato, un recesso ignorato.

Avete cambiato fornitore, e per un po’ tutto sembra a posto. Poi arrivano due bollette per lo stesso periodo, dal fornitore nuovo e da quello vecchio. Oppure il vecchio continua a fatturare come se niente fosse. Non pagate due volte: capite prima cosa è successo, perché le cause sono poche e ognuna ha una soluzione.

Dopo un si paga il vecchio fino alla data dello switch e il nuovo da quella data. Se ricevete due bollette per lo stesso periodo, confrontate le date, chiedete per iscritto a entrambi la data dello switch, pagate solo il fornitore attivo in quel periodo e contestate l’altra chiedendone lo storno.

Come funziona un cambio fornitore?

Quando firmate con un fornitore nuovo, è lui che si occupa di tutto: comunica il cambio al distributore, che a sua volta lo comunica al vecchio fornitore. Il passaggio, chiamato switch, avviene il primo giorno di un mese: se il nuovo fornitore avvia la procedura entro il giorno 10, il cambio decorre dal primo del mese successivo, altrimenti slitta di un mese. Dal 1° dicembre 2026, per la dei clienti domestici in regola con i pagamenti, la procedura tecnica durerà 24 ore. Fino a quel giorno fattura il vecchio; da quel giorno il nuovo. Non ci dovrebbe essere sovrapposizione, e non dovreste fare nulla voi: non serve disdire il vecchio contratto.

Prima causa: la data dello switch

La sovrapposizione più frequente è apparente: il vecchio fornitore emette l’ultima bolletta, di chiusura, che copre fino alla data dello switch, e il nuovo emette la prima, che parte da quella data. Le due bollette arrivano vicine e sembrano doppie, ma i periodi sono diversi. Controllate le date: se non si sovrappongono, è tutto regolare.

Seconda causa: lo switch non è andato a buon fine

A volte il passaggio non avviene, per esempio per dati errati nel contratto nuovo o perché il nuovo fornitore ha ritirato la richiesta, e voi non lo sapete. Credete di essere passati, mentre il vecchio continua a fornire e a fatturare legittimamente: in questo caso il vecchio ha ragione, la fornitura è ancora sua. Chiedete a entrambi, per iscritto, la data effettiva dello switch, e al nuovo il motivo per cui non è avvenuto.

Terza causa: il vecchio fattura dopo lo switch

Se lo switch è avvenuto, il vecchio fornitore non può fatturare consumi successivi a quella data. Se lo fa, la bolletta va contestata e non pagata: il reclamo va al vecchio fornitore, allegando la comunicazione di attivazione del nuovo con la data. Il fornitore che ha fatturato due volte lo stesso periodo deve rettificare entro 15 giorni dal reclamo; se non lo fa, vi deve un indennizzo automatico di 30 euro. Attenzione: la bolletta di chiusura del vecchio, che copre il periodo fino allo switch, è invece dovuta.

Quarta causa: il recesso ignorato

Se avete disdetto un contratto, per esempio perché avete chiuso l’utenza o cambiato casa, e il fornitore continua a fatturare, chiedete conferma scritta della cessazione con la data. Le fatture successive alla cessazione vanno contestate. Se non avete prova dell’invio della disdetta, siete in una posizione più debole: da qui l’importanza di inviare sempre con mezzi tracciabili.

Che cosa fare, in ordine

Primo: confrontare le date dei periodi di fatturazione delle due bollette. Secondo: chiedere per iscritto a entrambi i fornitori la data dello switch, o della cessazione. Terzo: pagare la bolletta del fornitore che era effettivamente attivo in quel periodo, e contestare l’altra con reclamo scritto, chiedendo lo storno. Quarto: se nessuno risolve, conciliazione. Non pagate entrambe “per sicurezza”: recuperare un pagamento non dovuto è più lungo che non farlo.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo esamina bollette, contratto e comunicazioni e verifica se c’è materia per una contestazione. Se sì, prepara il reclamo scritto al fornitore con il codice POD o PDR, i fatti, la contestazione e le richieste, e lo invia con mezzo tracciabile. Se la risposta non arriva entro trenta giorni o non risolve, presenta la domanda di presso il Servizio Conciliazione dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente e vi assiste con delega fino all’accordo. Nei casi che lo richiedono, segnala la condotta del fornitore all’Autorità di regolazione o all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che vi vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

Le ultime bollette, anche in formato digitale, e quella contestata; il contratto o la scheda dell’offerta, se disponibili; una fotografia del contatore con la lettura del giorno; le comunicazioni ricevute dal fornitore, comprese eventuali lettere di sollecito o di distacco; i reclami già inviati con le risposte; per i , la prima bolletta del nuovo fornitore.

Tempi realistici e possibili esiti

Il fornitore deve rispondere al reclamo entro trenta giorni. La conciliazione, se necessaria, dura in media circa 65 giorni, secondo i dati dell’Autorità. Gli esiti più frequenti sono la rettifica della bolletta, lo storno delle somme non dovute, il ripristino della fornitura precedente e il riconoscimento degli indennizzi previsti dalla regolazione. Non tutti i casi hanno basi: lo Sportello ve lo dice dopo aver letto i documenti, senza promettere risultati.

Per approfondire: Sportello per il consumatore Energia e Ambiente · Codice del consumo

Hai un problema? Compila il modulo di segnalazione

Se hai un problema con la bolletta, con un contratto o con il fornitore di luce e gas, compila il modulo di segnalazione dello Sportello +Tutela: un operatore che si occupa di energia ti ricontatta per capire il caso e indicarti il percorso corretto. Puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o chiamare lo 0694805440.

Seleziona l'ambito del tuo problema.
(potrai cancellarti in ogni momento)

Domande frequenti

Devo disdire il vecchio contratto quando cambio fornitore?

No. Il cambio lo gestisce il nuovo fornitore, che comunica il al vecchio attraverso il sistema informativo nazionale. Una disdetta separata al vecchio fornitore non serve e può creare confusione: se viene trattata come richiesta di chiusura, può portare alla disattivazione del contatore e costringervi a un subentro. Conservate solo la conferma del nuovo contratto.

Ho pagato due volte. Posso recuperare?

Sì. Il reclamo va al fornitore che ha fatturato senza titolo, allegando le due bollette, la prova di entrambi i pagamenti e la comunicazione con la data dello switch. La rettifica di una va fatta entro 15 giorni dal reclamo; se il fornitore sfora, vi deve un indennizzo automatico di 30 euro, in aggiunta al rimborso.

Il vecchio fornitore mi chiede una penale per il cambio.

Per il semplice cambio di fornitore di norma non è dovuto nulla, e per il gas nessuna penale è ammessa. Per la luce c’è un’eccezione: nei contratti a , e solo finché quel prezzo è in vigore, il fornitore può prevedere un onere di recesso anticipato, purché indicato nella , firmato e non superiore alla sua perdita effettiva. Se non era scritto così, contestatelo per iscritto.

Quanto tempo ci mette uno switch?

Oggi il cambio decorre dal primo giorno del mese: se il nuovo fornitore avvia la procedura entro il giorno 10, dal primo del mese successivo, altrimenti dal mese dopo. Dal 1° dicembre 2026, per la luce dei clienti domestici in regola con i pagamenti, la procedura tecnica si chiuderà in 24 ore. Chiedete sempre al nuovo fornitore la data prevista.

Il nuovo fornitore non mi ha mai attivato. Il contratto vale?

Il contratto esiste, ma la fornitura no, e finché lo switch non avviene resta attivo il vecchio fornitore, che fattura legittimamente. Chiedete per iscritto al nuovo perché lo switch non è avvenuto e quando avverrà. Se non vi convince, potete recedere; se il contratto era stato concluso a distanza o fuori dai locali commerciali, verificate se siete ancora nei quattordici giorni di .


Giovanni Riccobono

Da oltre 12 anni impegnato nel settore energetico ha deciso di specializzare la sua figura nella tutela energetica ovvero nel garantire diritti e doveri dei consumatori nel mondo delle utility luce e gas. Le sue competenze nel settore energetico sono certificate dalla norma UNI 11782:2020 di Utility Manager. Blogger e divulgatore energetico è autore di 3 libri per tutela energetica dei consumatori. Ha preso parte, inoltre, a diverse iniziative per aumentare l’informazione e la consapevolezza dei consumatori di energia elettrica e gas. È un conciliatore esperto nelle controversie energetiche: ha gestito oltre 4000 reclami e recuperato oltre un milione di euro a favore dei consumatori.

Leggi anche:

Pulsante per tornare all'inizio
RICHIEDI ASSISTENZA