+TutelaAcqua e servizio idrico

Il gestore dell’acqua non fattura da anni: cosa succede?

In alcuni comuni il gestore idrico non emette bollette da anni. Prima o poi il conto arriva.

Sembra un vantaggio: non arrivano bollette, non si paga. In realtà è una bomba a orologeria. In diversi comuni, e il caso dei territori siciliani serviti dall’ente in liquidazione è il più noto, il gestore idrico ha smesso di fatturare da anni, limitandosi a riscuotere arretrati. Gli utenti non possono fare volture, allacci, subentri. E prima o poi, quando la gestione passa a qualcun altro, arriverà un di anni. Ecco come arrivarci preparati.

Se il gestore idrico non emette bollette da anni, prima o poi arriverà un conguaglio. Per i consumi più vecchi di due anni puoi far valere la , gli ultimi due si pagano. Nel frattempo annota le letture, accantona una somma, presenta ogni anno l’ per il bonus e non firmare riconoscimenti di debito o rate su periodi prescritti.

Perché succede

Quando il gestore storico entra in liquidazione senza che il servizio sia stato affidato a un nuovo soggetto, si crea un vuoto: nessuno emette le fatture, nessuno gestisce le pratiche, il servizio continua per inerzia. La responsabilità è degli enti che avrebbero dovuto organizzare il passaggio. Le conseguenze sono degli utenti.

La prescrizione ti protegge, ma solo in parte

Anche per l’ vale la prescrizione breve di due anni, introdotta dalla legge di bilancio 2018 per le bollette con scadenza dal 1° gennaio 2020: quando arriverà la fatturazione, per i consumi più vecchi di due anni potrai far valere la prescrizione, salvo che il ritardo dipenda da una responsabilità accertata dell’utente, cosa difficile da sostenere in una situazione come questa. Il gestore deve indicare in gli importi prescrivibili, ma la prescrizione non opera da sola: va fatta valere per iscritto. È una protezione importante. Ma non copre gli ultimi due anni, che verranno fatturati insieme, e per famiglie che non hanno accantonato nulla può essere un importo pesante.

Che cosa fare adesso, mentre non arriva nulla?

Primo: leggi il contatore periodicamente, fotografalo e annota le letture con la data. Quando arriverà la fatturazione, verrà fatta su stime o su letture rade, e le tue annotazioni saranno l’unica base per contestare. Secondo: accantona, se puoi, una somma indicativa: il consumo medio della tua famiglia per la tariffa locale. Terzo: se hai diritto al idrico, presenta comunque l’ISEE ogni anno e conserva le comunicazioni che ricevi: quando ci sarà una bolletta, il bonus va chiesto per tutte le annualità.

Quarto: valuta una richiesta scritta al gestore che fissi la tua posizione e chieda la ripresa della fatturazione. Lo sportello +Tutela mette a disposizione un modello per gli utenti dei comuni interessati.

Che cosa non fare

Non pagare somme a soggetti che si presentano come “incaricati della riscossione” senza un titolo chiaro. Non firmare riconoscimenti di debito o piani di rate per periodi che potrebbero essere prescritti. Non ignorare le comunicazioni ufficiali quando finalmente arrivano: i termini per contestare partono da lì.

Quello che chiediamo

L’associazione ha segnalato la situazione all’Autorità di regolazione, che si trascina da troppi anni, ponendo una serie di quesiti sul destino del bonus e dei conguagli. Non è una questione locale: è il caso più chiaro di come il disordine amministrativo scarichi i costi sugli utenti.

Un caso tipico

Un utente di un comune servito dall’ente in liquidazione non riceve bollette da anni. A un certo punto arriva una fattura di conguaglio che copre più anni di consumi, calcolati su stime. L’utente, con l’assistenza dello sportello, risponde per iscritto: eccepisce la prescrizione per i consumi più vecchi di due anni, contesta le stime allegando le proprie letture con le date, dichiara di non riconoscere il debito nella misura indicata e chiede la rifatturazione dei consumi non prescritti sulla base delle letture reali, con rateizzazione. È la sequenza corretta, e vale per tutti quelli che riceveranno comunicazioni simili.

La richiesta da presentare adesso

Lo sportello ha predisposto un modello che gli utenti dei comuni interessati possono inviare al gestore, con copia all’ente d’ambito. Serve a fissare per iscritto la tua posizione, con codice utente e letture, e a chiedere la ripresa della fatturazione regolare, senza che la comunicazione valga come riconoscimento di debito. Puoi chiederlo allo sportello.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo esamina bollette, letture e comunicazioni del gestore e verifica se il problema rientra nelle tutele della regolazione del servizio idrico. Se sì, prepara il scritto al gestore e lo invia con mezzo tracciabile. Se la risposta non arriva entro cinquanta giorni o non risolve, presenta la domanda di presso il Servizio Conciliazione dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente e ti assiste con delega. Per le situazioni strutturali, gestori in liquidazione, interruzioni di zona, quote non dovute, raccoglie le segnalazioni per territorio e le porta all’ente d’ambito, alla Regione e all’Autorità. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

Le bollette dell’ultimo anno e quella contestata; le letture e le autoletture con foto del contatore; per le perdite occulte, la dichiarazione e la fattura dell’idraulico; per il bonus, l’attestazione ISEE e le comunicazioni ricevute; per le interruzioni, date, orari e numeri delle segnalazioni; per la depurazione, eventuali conferme sull’impianto; le comunicazioni con il gestore.

Tempi realistici e possibili esiti

Il gestore deve rispondere al reclamo scritto entro 30 giorni lavorativi; se risponde in ritardo, ti spetta un indennizzo automatico di base di 30 euro. Se la risposta non arriva entro cinquanta giorni o non soddisfa, si può chiedere la conciliazione al Servizio Conciliazione dell’Autorità, che non comporta costi per il cliente e dura in media circa 65 giorni. Gli esiti più frequenti sono il ricalcolo della bolletta, lo storno delle quote non dovute, la rateizzazione, il riconoscimento del bonus e degli . Per i problemi strutturali i tempi dipendono dagli enti e i risultati arrivano con le richieste coordinate. Lo Sportello valuta i documenti e ti dice se la richiesta ha basi, senza promettere l’esito.

Per approfondire: Sportello per il consumatore Energia e Ambiente

Hai un problema? Compila il modulo di segnalazione

Se hai un problema con la bolletta dell’acqua, con il gestore o con il servizio idrico del tuo comune, compila il modulo di segnalazione dello Sportello +Tutela: un operatore ti ricontatta per capire il caso e indicarti il percorso corretto. Puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o chiamare lo 0694805440.

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Domande frequenti

Se non arrivano bollette, non devo nulla?

No. Il consumo è dovuto anche se la bolletta non arriva. Quando arriverà il conguaglio, per i consumi più vecchi di due anni potrai far valere la prescrizione, ma gli ultimi due anni si pagano, spesso tutti insieme. Per questo conviene annotare le letture e accantonare ogni mese una somma, così il conto finale non ti coglie impreparato.

Posso fare la voltura?

Nei comuni dove il gestore non svolge più attività commerciali spesso no: volture, subentri e nuovi allacci restano bloccati. È un disservizio da contestare per iscritto al gestore e all’ente d’ambito, conservando le risposte. Segnalalo anche allo sportello, perché le segnalazioni raccolte per territorio servono a sostenere le richieste agli enti competenti.

Il bonus idrico lo perdo?

Il diritto resta, ma dove il gestore non fattura non c’è una bolletta su cui applicarlo. Presenta comunque l’ISEE ogni anno e conserva tutte le comunicazioni che ricevi sul bonus: saranno la base per chiederlo quando la fatturazione riprenderà. Lo sportello mette a disposizione un modello di richiesta scritta per chi si trova in questa situazione.

Quando arriverà il conguaglio, posso rateizzarlo?

Sì: quando il conguaglio supera di molto l’importo abituale, la rateizzazione è un diritto per importi anomali, alle condizioni fissate dalla regolazione. Prima però contesta la parte prescritta e le stime non supportate da letture: rateizzare un importo sbagliato significa pagarlo a rate. Chiedi la rateizzazione per iscritto, insieme alla contestazione.

A chi mi rivolgo per i disservizi?

Al gestore, anche se in liquidazione, con reclamo scritto inviato con mezzo tracciabile, e all’ente d’ambito, che deve garantire il servizio sul territorio. In parallelo segnala il caso allo sportello +Tutela, che raccoglie le segnalazioni per territorio e le porta agli enti competenti. Conserva copia di tutto: in queste situazioni i tempi sono lunghi e le prove contano.

Se pago l’avviso di riscossione, chiudo la questione?

No. Prima di pagare verifica il periodo a cui si riferiscono gli importi e come sono stati calcolati: se riguardano consumi più vecchi di due anni o stime senza letture, contestali per iscritto. Attenzione: se paghi un debito prescritto, non puoi più chiederlo indietro. Prima si contesta, poi si paga solo il dovuto, eventualmente a rate.


Giovanni Riccobono

Da oltre 12 anni impegnato nel settore energetico ha deciso di specializzare la sua figura nella tutela energetica ovvero nel garantire diritti e doveri dei consumatori nel mondo delle utility luce e gas. Le sue competenze nel settore energetico sono certificate dalla norma UNI 11782:2020 di Utility Manager. Blogger e divulgatore energetico è autore di 3 libri per tutela energetica dei consumatori. Ha preso parte, inoltre, a diverse iniziative per aumentare l’informazione e la consapevolezza dei consumatori di energia elettrica e gas. È un conciliatore esperto nelle controversie energetiche: ha gestito oltre 4000 reclami e recuperato oltre un milione di euro a favore dei consumatori.

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